NELLE TERRE MATILDICHE IL “GEOEVENTO” DI INCIA E RECOTUR

NELLE TERRE MATILDICHE IL “GEOEVENTO” DI INCIA E RECOTUR

In occasione della “Settimana del Pianeta Terra” il Consorzio Recotur (turismo consapevole nell’Appennino Tosco Emiliano) e la cooperativa Incia, in collaborazione con il Comune di Canossa – Riserva Naturale Regionale Rupe di Campotrera; il Centro intercomunale di Educazione Ambiente e Sostenibilità “Rete Reggiana” e la Società Reggiana di Scienze Naturali organizzano il 24 e 25 ottobre un Geoevento nelle terre matildiche, alla scoperta del territorio della Gran Contessa Matilde di Canossa, in occasione della ricorrenza dei 900 anni dalla sua morte. “Con due facili escursioni per adulti e famiglie – spiegano gli organizzatori – scopriremo come le molteplici tipologie di rocce modellate dal tempo hanno influenzato la vita e la storia di questa porzione d’Italia.

Il 24 ottobre sarà dedicato alle “Eruzioni giurassiche sottomarine”. La Riserva “Rupe di Campotrera”, le adiacenti masse basaltiche di Rossena e Rossenella, e la candida rupe di Canossa, che ospitano le rispettive rocche matildiche, sono situate al centro del contesto territoriale canossano, che possiede eccezionale importanza storica, culturale e naturale. Si camminerà tra castelli che conservano ancora peculiarità storico-architettoniche medioevali; esplorando la Riserva Naturale Regionale “Rupe di Campotrera”, caratterizzata da versanti dirupati costituiti da roccia magmatica basaltica su cui risaltano le caratteristiche lave a cuscino, testimonianza dell’antica origine da eruzioni sottomarine.

Domenica 25 sarà dedicata a “Conchiglie, sabbia, castelli”. “Non fatevi trarre in inganno – spiegano Incia e Recotur – non siamo al mare in spiaggia, ma su di una dorsale panoramica; il mare qui c’era milioni di anni fa, ora le conchiglie sono fossili, la sabbia costituisce spettacolari pareti arenacee, e i castelli sono quelli di Matilde di Canossa. Il lungo e singolare crinale di Carpineti, su cui svetta l’omonimo castello, è da sempre rifugio e luogo sacro per i popoli del passato, e lo testimoniano i ritrovamenti di insediamenti preistorici. In seguito dai guerrieri celti Liguri Verabolensi, ai Bizzantini con San Vitale; quest’ultimo edificio religioso fu elevato a rango di Pieve dai Canossa mentre sul monte Antognano costruivano il Castello delle Carpinete, dove, in epoche successive, trovò rifugio il leggendario brigante Amorotto”. Dopo la visita alla Pieve di San Vitale ci si inoltra per una passeggiata sul “Sentiero Dorato” che porta al Castello, scoprendo storie di gufi, di briganti e ricci di mare fossilizzati. Per informazioni e prenotazioni: info@incia.coop, 348-7915178, www.incia.coop/upload/geoevento.