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	<title>la cooperazione reggiana &#187; welfare</title>
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		<title>Le richieste al sindaco Delrio: difendere un sistema di welfare universale</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2012 07:57:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Saccardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’ambito di una serie di articoli pubblicati dalla Gazzetta di Reggio nelle settimane scorse sul welfare e sul modello emiliano di sviluppo, che ha visto...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Nell’ambito di una serie di articoli pubblicati dalla Gazzetta di Reggio nelle settimane scorse sul welfare e sul modello emiliano di sviluppo, che ha visto autorevoli interventi, il 26 ottobre è apparso questo interessante articolo di Guido Saccardi, presidente della cooperativa sociale Coopselios.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Stiamo assistendo, non so quanto rassegnati o quanto impotenti, ad una serie di tagli di risorse economiche che stanno demolendo il sistema di welfare che ha caratterizzato l’evoluzione economica e sociale del nostro Paese negli ultimi trent’anni. Non passa giorno in cui non verifichiamo quanto sia vero il fatto che <strong>l’economia abbia divorato la politica ma anche che la finanza stia a sua volta sbranando l’economia in un crescendo turbinoso di liberismo selvaggio in cui si assume come modello culturale e sociale di riferimento la competizione aggressiva ed iper individualista</strong>. Si è profondamente modificato il rapporto tra individuo e comunità, ed è entrata in crisi l’idea stessa di comunità: la costruzione di un’identità sociale è diventata un serio problema per le nuove generazioni e rappresenta un rimpianto ed un rimorso per le generazioni adulte.<br />
Il welfare non è forse ciò che i nostri padri definivano “benessere economico” cioè l’insieme di protezioni e opportunità che consentivano alle persone di poter accedere alle risorse che permettono di vivere dignitosamente ? <strong>Possiamo ancora parlare di welfare quando gli investimenti in previdenza e sanità, in spesa sociale, in educazione sono inferiori o addirittura nulli se confrontati con i maggiori Paesi europei ?</strong> La feconda stagione sociale che si era aperta con la Legge 328/2000 (“Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”) sta rapidamente tramontando, al passo con le repentine trasformazioni della nostra società. La sostenibilità economica del nostro welfare è praticamente impossibile anche per effetto dei vincoli di compatibilità imposti dall’Unione Europea e comporterà una sua rimodulazione in termini di richieste di compartecipazione alla spesa. Come possono i soggetti del Terzo Settore praticare la sussidiarietà (art. 118 della Costituzione), se la collaborazione e l’integrazione con i soggetti pubblici nell’erogazione dei servizi a finalità collettiva è resa impossibile dai tagli che ne riducono qualità e quantità? <strong>Il welfare italiano ha sempre avuto come punto di forza il fatto di poter contare su una rete di soggetti (cooperative sociali, volontariato, associazionismo di promozione sociale, società di mutuo soccorso, …) che non solo si sono proposti come gestori di servizi ma che hanno partecipato attivamente alla progettazione delle politiche socio assistenziali e socio sanitarie coinvolgendo i cittadini ed i lavoratori per la programmazione partecipata nelle diverse comunità territoriali.</strong> Il modello di welfare emiliano, in particolare quello reggiano, ne è stato un esempio virtuoso per quanto ha saputo realizzare nelle politiche per l’infanzia, per la salute mentale, per la disabilità, per la non autosufficienza e per l’inclusione sociale dei soggetti deboli. <strong>La collaborazione pubblico – privato, così come la conosciamo praticata nel contesto reggiano, corre forti rischi se non si attuerà una concreta inversione di tendenza per arginare la manovra di bilancio 2013.</strong> L’aumento dell’Iva dal 4% al 10% (l’11% nel 2013) per le prestazioni socio assistenziali erogate dalle cooperative sociali italiane è un errore sia tecnico che politico: colpisce i soggetti più deboli che fruiscono dei servizi e che hanno subito l’azzeramento dei fondi per le politiche sociali (ad esempio quello per la non autosufficienza) perché l’incremento dell’Iva comporterà la riduzione di servizi (si stima un 15-20%) a carico delle persone in difficoltà, colpisce le cooperative sociali che già penalizzate dai ritardi (200 giorni la media nazionale) nei pagamenti della pubblica amministrazione vedranno una pesante riduzione occupazionale, colpisce gli enti locali che dovranno erogare nel 2013 i servizi sociali con le stesse risorse, già ridotte, del 2012 ma aggravati dall’incremento Iva per le prestazioni erogate da soggetti terzi. Scenario nerissimo che richiede un forte impegno della politica.<br />
<strong>Al nostro Sindaco chiediamo di continuare l’impegno per portare avanti queste istanze di civiltà come rappresentante Anci nei tavoli nazionali, noi cooperatori sociali insieme alle altre organizzazioni sociali del Terzo Settore proveremo a far sentire la nostra voce nella manifestazione nazionale di Roma del prossimo 31 ottobre per provare a difendere un sistema di welfare universale basato sulla centralità dei diritti delle persone, della qualità sociale e relazionale prodotta nei servizi educativi, di cura e di assistenza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lacooperazionereggiana.it/wp-content/uploads/2012/12/GuidoSaccardi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1437" title="GuidoSaccardi" alt="" src="http://www.lacooperazionereggiana.it/wp-content/uploads/2012/12/GuidoSaccardi.jpg" width="600" height="149" /></a></p>
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		<title>Welfare in tempo di crisi. Peso o opportunità? Il 23 novembre un convegno ad Arezzo di EasyCare</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2012 14:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Notizie Flash]]></category>
		<category><![CDATA[easycare]]></category>
		<category><![CDATA[raul cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>

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		<description><![CDATA[Che ruolo sta assumendo il welfare in un contesto di riduzione della spesa pubblica, perdita del potere d’acquisto delle famiglie e, tuttavia, incremento dei bisogni...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Che ruolo sta assumendo il welfare in un contesto di riduzione della spesa pubblica, perdita del potere d’acquisto delle famiglie e, tuttavia, incremento dei bisogni e diversificazione delle esigenze di assistenza e cura?</strong> Che ruolo possono giocare in questo scenario le istituzioni pubbliche e private di fronte a un cittadino sempre più informato ed esigente? Servizi adeguati e di qualità alle famiglie costituiscono solo una spesa o possono anche rappresentare una leva per lo sviluppo economico? Politiche e strumenti per conciliare il lavoro con le esigenze personali, quali le opportunità per una nuova vision aziendale? E infine: esistono modelli europei da monitorare e seguire per fare del welfare un ambito strategico di sviluppo? Di questo si parlerà nel convegno che si terrà<strong> venerdì 23 novembre alle 9.30 presso il 7° Forum Risk Management in Sanità, ad Arezzo Fiere. </strong>L’iniziativa è <strong>promossa dalla Fondazione EasyCar,</strong> costituita da una pluralità di soci (Associazioni, consorzi, cooperative sociali, Spa, Mutue) rappresentativi delle realtà più innovative nell’ambito dell’ITC per la sanità, assistenza e cura per anziani e disabili, prodotti per l’igiene, ecc., porta avanti oggi la ricerca sui sistemi di welfare e in particolare si propone di studiare e attuare modelli innovativi di presa in carico delle persone anziane e delle loro famiglie. Attiva da oltre 5 anni, ha già ideato il modello di erogazione di servizi di sostegno, assistenza e cura Prontoserenità diffuso ad oggi in 6 Regioni del nostro Paese. <strong>Tra i promotori di EasyCare la cooperativa Coopselios, il Consorzio Quarantacinque e la Mutua Nuova Sanità. Per informazioni: www.easy-care.it &#8211; www.prontoserenita.net</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il programma, <strong>dopo l’introduzione di Raul Cavalli, presidente di Fondazione Easy Care, prevede la relazione di Ugo Ascoli, Rete Espanet Italia sul quadro di riferimento europeo</strong>. Ne discutono con lui Marco Morganti di Banca Prossima, Vinicio Biagi, dell’Assessorato Politiche Sociali della Regione Toscana, Giorgio Gemelli, Progetto Salute di Legacoop, Gianni Bottalico, Acli Nazionale, Laura Crescentini, AssoPrevidenza, Mirella Ricci, Vice Presidente della Provincia di Arezzo. Conduce e modera Renato Dapero, dell’Anoss.</span></span></p>
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		<title>Mondo del lavoro e Welfare: per diventare presto un “paese per giovani” e un “paese per donne”</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2012 06:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Malagoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Donne al lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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		<category><![CDATA[paese per donne]]></category>
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		<description><![CDATA[Qual è l’Italia che vorrei? Vorrei un’Italia in grado di leggere i cambiamenti insiti nella società e nell’economia e in grado di renderli effettivi ed...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><strong>Qual è l’Italia che vorrei?</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Vorrei un’Italia in grado di leggere i cambiamenti insiti nella società e nell’economia e in grado di renderli effettivi ed operativi nei diversi ambiti, settore privato, settore pubblico, famiglie e cittadini e soprattutto un’Italia in cui i grandi proclami condivisibili, non siano poi palesemente in contrasto con le politiche adottate o con la struttura immutabile di un sistema di privilegi per pochi, in questo pese che non è (ancora e per ora!!) un paese per giovani (come ci dice Alessandro Rosina)!! Quindi che è – ancora e per ora – un paese senza futuro.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><strong>Perché?</strong></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>
<p align="JUSTIFY"><a name="_GoBack"></a> Perché riprendendo la lettera al figlio che Pier Luigi Celli lesse all’incontro di generazioni di Modena del 97, prima di arrivare a dire la stessa cosa a mio figlio e mia figlia e quindi di lasciare l’Italia e di trovare la loro strada all’estero, vorrei provare a cambiare qualcosa;</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Perché ci sono esempi concreti di possibilità di trasformazione dei problemi in opportunità, cambiando prospettiva! Si può fare!!</p>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Si parla di problemi economici e di calo della natalità, problema dell’occupazione e della precarietà del lavoro per i giovani, problema della sottooccupazione femminile rispetto agli standard europei o meglio mondiali, problema delle pensioni, posticipo dell’età pensionabile, problema dell’invecchiamento della popolazione, tutto ciò in un momento in cui l’ente pubblico rischia di avere sempre meno risorse da destinare ai servizi di cura ai bambini, agli anziani, etc e in cui le famiglie cambiano e cambia la struttura demografica della nostra società.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><strong>Come ?</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">E’ necessario quindi ribaltare totalmente prospettiva e chiedersi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<p align="JUSTIFY">Se siano le persone, i giovani, le donne, i pensionati a doversi sempre accollare con responsabilità i sacrifici necessari e adeguarsi alla struttura esistente, immutata e immutabile della nostra società, o piuttosto<span style="text-decoration: underline;"><strong>come possano le imprese, le istituzioni, gli Enti Locali, le Associazioni datoriali, leggere questi cambiamenti socio demografici e proporre modelli diversi ed innovativi di lavoro e welfare</strong></span><strong>;</strong></p>
</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<p align="JUSTIFY">Se questi apparenti problemi non siano in realtà <strong>un’opportunità di cambiamento che possa di fatto modificare in positivo tre aspetti correlati: la capacità delle imprese di stare sul mercato e di lavorare in modo più efficace ed efficiente, la capacità dell’ente pubblico di leggere i bisogni dei cittadini ed essere promotore di risposte adeguate, la possibilità per le persone, lavoratori e lavoratrici e cittadini e cittadine di trovare nuovi equilibri familiari e migliore qualità di vita</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">E’ assurdo continuare a chiedere sacrifici e responsabilità ai giovani precari valorizzando la flessibilità del lavoro quando la struttura della società e tutti i privilegi conseguenti rimangono imperniati sul posto fisso, dall’erogazione di un mutuo, alla costruzione di una famiglia. E’ assurdo parlare di sottoccupazione femminile, quando si richiede solo alle donne di adeguarsi a modelli aziendali e di organizzazione del lavoro maschili e soprattutto imperniati su una struttura di società che non esiste più. Le famiglie non sono più composte da un capofamiglia maschio percettore di reddito con a casa una moglie dedita all’attività di cura. Le famiglie e i nostri figli hanno e avranno due genitori che lavorano entrambi, spesso per necessità, e che entrambi devono, possono e vogliono occuparsi di loro!</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">E’ provato che nei paesi in cui le donne non sono costrette a scegliere tra maternità e lavoro la natalità aumenta, aumenta la richiesta di servizi e si sviluppa l’economia. Goldman e Sachs stima una crescita del 13% de PIL in Italia se il livello di occupazione femminile aumentasse oltre il 60% (dal 48% attuale).</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><strong>Quindi, sono le imprese e il settore pubblico che devono cambiare ed adeguarsi per diventare un po’ di più paesi per giovani e per donne</strong> se vogliamo raggiungere questi obiettivi economici!</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Come conciliare tutto questo, trovandone vantaggi per tutti i soggetti e <strong>migliorando la qualità delle nostre vite</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Come direttore di un ente di formazione ed esperta di gestione risorse umane ed organizzazione aziendale, vedo quotidianamente che le aziende hanno sempre più necessità di lavorare in modo efficace ed efficiente, rispondendo in tempi rapidi o meglio anticipando i cambiamenti del mercato e del contesto socio economico, contestualmente hanno però meno risorse da investire. Inoltre devono tenere conto dei cambiamenti socio demografici, e con risorse decrescenti garantire l’inserimento dei giovani, di donne, il mantenimento e l’aggiornamento di competenze di lavoratori in età avanzata. Come conciliare tutto ciò?</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Dovranno cambiare le competenze richieste e la modalità di lavoro i sistemi di valorizzazione delle competenze e sistemi premianti e sempre più la strategia competitiva si giocherà a livello di risorse umane. Diviene strategico garantirsi le migliori risorse, più motivate, produttive efficienti, e con competenze sempre crescenti, che sviluppino creatività, innovazione, nel corso della loro LUNGA vita lavorativa.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Quindi dovranno esserci cambiamenti culturali:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<p align="JUSTIFY">Lavorare sempre più per obiettivi , indipendentemente dal tempo fisico di presenza sul luogo di lavoro &#8211; (conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro, flessibilità degli orari, telelavoro);</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Valorizzare le competenze acquisite in contesti diversi da quello lavorativo, garantire alle persone crescita personale e vivacità intellettuale, permettere percorsi di carriera non lineari, interruzioni, anni sabbatici, congedi parentali. La vita lavorativa non sarà nettamente distinta in fase produttiva e pensione;</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Le aziende anche in momenti di calo di risorse economiche potranno motivare i lavoratori non solo con benefit ed incentivi economici , ma anche con tempo, servizi, ferie, anni sabbatici, in sintesi qualità della vita etc. Lavorare tutti, meglio in modo diverso.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Tutto ciò per garantire i migliori risultati aziendali e la soddisfazione e il benessere delle persone</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Come amministratore di un Ente Locale, vedo quotidianamente che il pubblico ha e avrà sempre maggiori difficoltà a garantire il livello di servizi ai quali siamo abituati, soprattutto in Emilia Romagna. Anche in questo caso è necessario un cambiamento di prospettiva e intendere il soggetto pubblico non più erogatore, ma in grado di <strong>leggere i bisogni dei cittadini </strong> (in termini non solo economici, ma anche in termini di tempo, organizzazione di servizi e soluzione di problemi) ed essere promotore di soluzioni. Stimolando quindi modelli di integrazione pubblico privato, nei quali altri soggetti economici (le cooperative) possano trovare spazi di sviluppo. Oggi più che mai e in un prossimo futuro, la cooperazione già fortemente presente nel terzo settore, potrà essere il soggetto che prima, meglio e più di altri si integra in questo modello sociale,</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>
<p align="JUSTIFY">sia come realtà aziendale attenta al benessere dei lavoratori (anche se con risorse economiche limitate),</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">sia come soggetto privilegiato di interlocuzione con l’ente pubblico,</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">sia come sistema in grado di sviluppare nuovi business nell’ambito dei servizi</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">e a maggior ragione noi giovani cooperatori possiamo essere promotori di questa nuova cultura.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.lacooperazionereggiana.it/wp-content/uploads/2012/11/FrancescaMalagoli1.jpg"><img class="size-full wp-image-1225 aligncenter" title="FrancescaMalagoli" alt="" src="http://www.lacooperazionereggiana.it/wp-content/uploads/2012/11/FrancescaMalagoli1.jpg" width="600" height="149" /></a></p>
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		<title>Coopselios: proposte innovative di welfare aziendale a Correggio</title>
		<link>https://www.lacooperazionereggiana.it/coopselios-proposte-innovative-di-welfare-aziendale-a-correggio/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 13:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[coopselios]]></category>
		<category><![CDATA[correggio]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 26 ottobre imprenditori del privato e del privato sociale, enti pubblici, sindacato, associazioni di categoria si sono incontrati a Correggio per parlare di welfare...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il 26 ottobre imprenditori del privato e del privato sociale, enti pubblici, sindacato, associazioni di categoria si sono incontrati a Correggio per parlare di <strong>welfare aziendale come opportunità per le imprese e come occasione di agire la responsabilità sociale anche in tempo di crisi.</strong> In particolare è stato presentato il nuovo servizio,<strong> &#8220;Le Corti. Centro di sperimentazione creativa per l’infanzia&#8221; che potrebbe diventare un polo di sperimentazione per l’attivazione di partnership fra aziende e privato sociale, nell’ottica della costruzione di progetti interaziendali di Welfare flessibili, non vincolanti e slegati da investimenti di lungo periodo</strong>. All’incontro, patrocinato dal Comune di Correggio, sono intervenuti, oltre al presidente di Coopselios Guido Saccardi e al vicesindaco di Correggio Emanuela Gobbi, Cristina Strozzi, presidente CIS – Scuola per la Gestione d’Impresa Industriali di Reggio Emilia, Carlo Possa, responsabile cooperative sociali di Legacoop Reggio Emilia, Enrico Liverani, della segreteria regionale Funzione Pubblica Cgil, Maria Giovanna Mondelli, consigliera di Parità provinciale.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il nuovo servizio educativo di Correggio, presentato da Lina Borghi di Coopselios, si rivolge<strong> alle bambine e ai bambini dai 12 ai 36 mesi. E&#8217; uno spazio di accoglienza in grado di offrire diverse tipologie di servizi secondo i criteri della flessibilità e della sperimentalità</strong>. <em></em><span style="color: #000000;"> Le Corti vuole essere un servizio capace di andare sempre più incontro alle esigenze del bambino ma anche delle famiglie e dei territori. Per questo Le Corti presenta diversi tratti di sperimentalità e innovazione: dichiara l’approccio pedagogico con trasparenza, esplicitando la cornice dei valori educativi che guidano l’organizzazione del servizio; offre <strong>flessibilità e modularità nella frequenza nel rispetto delle esigenze delle famiglie che lavorano; permette alle aziende di costruire convenzioni per agevolare i loro dipendenti;</strong> offre consulenza pedagogica per le famiglie e per le aziende del territorio; offre alle bambini e ai bambini la presenza quotidiana di un’atelierista e di personale educativo altamente qualificato; sperimenta didattiche e percorsi di apprendimento attraverso la creatività e i linguaggi espressivi. Il calendario scolastico inizia a settembre e termina il 30 giugno, con una chiusura limitata nel periodo natalizio e nel periodo pasquale. <strong>Si prevede l’apertura del servizio anche nel mese di luglio e nelle prime tre settimane di agosto, con un numero minimo di frequentanti</strong>. Per maggiori informazioni: </span><a href="http://lecorti.coopselios.com/"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;">lecorti.coopselios.com</span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">. </span></span></a></span></span></p>
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		<title>&#8220;Perchè abbiamo bisogno di un nuovo welfare&#8221;</title>
		<link>https://www.lacooperazionereggiana.it/perche-abbiamo-bisogno-di-un-nuovo-welfare-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 08:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[boorea]]></category>
		<category><![CDATA[coopselios]]></category>
		<category><![CDATA[Flavia Franzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Sassi]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 24 ottobre si è concluso il ciclo di incontri promosso da Boorea in collaborazione con Legacoop Reggio Emilia &#8220;Reggio Emilia e la crisi italiana....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Mercoledì 24 ottobre si è concluso il ciclo di incontri promosso da Boorea in collaborazione con Legacoop Reggio Emilia &#8220;Reggio Emilia e la crisi italiana. Le conversazioni di Boorea sull&#8217;Emilia che cambia&#8221;.</span> <span style="font-size: small;">Il workshop conclusivo si è svolto nella sala Valdo Magnani di Legacoop, sul tema &#8220;Perchè abbiamo bisogno di un nuovo welfare&#8221;. E&#8217; stato aperto da una interessante relazione di Paolo Onofri dell’Università di Bologna. Onofri, vicepresidente di Prometeria, è stato anni fa presidente della Commissione per la riforma del welfare voluta dall&#8217;allora premier Romano Prodi. Sono poi intervenute <strong>Flavia Franzoni dell’Università di Bologna e Marisa Anconelli dell’Iress di Bologna, che hanno messo in evidenza anche il ruolo nella nostra regione della cooperazione sociale e le politiche attuali della Regione in campo sociale</strong>. Per la cooperazione è intervenuto <strong>Guido Saccardi, presidente della cooperativa sociale Coopselios.</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L&#8217;intervento conclusivo è stato affidato a <strong>Matteo Sassi, assessore alle Politiche sociali del Comune di Reggio Emilia.</strong> I lavori sono stati presieduti dal vicepresidente di Boorea Luca Bosi. </span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il ciclo di incontri su Reggio Emilia e la crisi italiana (alla cui realizzazione hanno collaborato Franco Mosconi dell&#8217;Università di Parma e il saggista Massimiliano Panarari) ha voluto mettere insieme a un gruppo di studiosi, uomini d&#8217;impresa ed esperti di varie discipline, sulle trasformazioni profonde dell&#8217;economia e della società di questa regione, pienamente inserita nelle dinamiche economiche e finanziarie internazionali e chiamata alle sfide del cambiamento. </span></span></p>
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		<title>Basta colpire il welfare e i diritti sociali: la cooperativa Ambra sui provvedimenti del Governo</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Oct 2012 05:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ambra]]></category>
		<category><![CDATA[diritti sociali]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio di amministrazione della cooperativa sociale Ambra si è espresso nei giorni scorsi sui provvedimenti previsti dal Governo nella manovra di bilancio 2013. “Il...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,serif;"><span style="font-size: small;"><em>Il Consiglio di amministrazione della cooperativa sociale Ambra si è espresso nei giorni scorsi sui provvedimenti previsti dal Governo nella manovra di bilancio 2013. </em></span></span>“<strong><span style="font-family: Arial,serif;"><span style="font-size: small;">Il governo Monti – afferma Ambra &#8211; ha promesso RIGORE – CRESCITA – EQUITA’ ed in tanti, compresi noi cooperatori, abbiamo creduto che fosse finito il lungo periodo delle politiche volte alla destrutturazione del nostro sistema sanitario e di tutela dei diritti delle fasce deboli della popolazione.</span></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,serif;"><span style="font-size: small;">Purtroppo i provvedimenti del governo stanno tagliando costantemente le risorse destinate al settore e inoltre, con la proposta di aumentare l’Iva applicata dalle coop sociali, va a ridurre ulteriormente la possibilità di accesso ai servizi sociali da parte delle famiglie e aumenta i costi agli Enti Pubblici. Le varie formule usate, le leggi e provvedimenti adottati portano sempre ad un concetto: “<strong>… </strong></span></span><span style="font-family: Arial,serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>i servizi ai cittadini si possono ancora tagliare, il welfare è un lusso insopportabile per lo stato, il socio sanitario è ancora un serbatoio per fare economie</strong>”.</em></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,serif;"> Dopo l’azzeramento dei fondi per la non autosufficienza e le enormi riduzioni dei fondi per i disabili, questi provvedimenti saranno il colpo definitivo al sistema di servizi e di tutela. Tutte le organizzazioni cooperative, le rappresentanze dei comuni e delle regioni stanno evidenziando che questa strada porterà ad un disastro sociale, con un aggravio economico insopportabile per le famiglie e i comuni, con una effettiva esclusione di migliaia di utenti dall’accesso ai servizi, con un reale aggravamento del clima e della coesione sociale. <strong>Il cambiamento necessario non è questo. </strong><span style="font-size: small;">Investire nel welfare e nella cooperazione sociale è al contempo un presidio contro la frantumazione sociale e un volano di crescita occupazionale come dimostrano i dati anche in questa lunga fase di crisi.<strong> Coop Sociale Ambra sollecita i propri soci, i cittadini e le famiglie, oltreché gli enti pubblici con cui collabora a far sentire la propria voce, in difesa del livello di civiltà civile rappresentata dal sistema di welfare.</strong></span></span></span></p>
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		<title>&#8220;Perchè abbiamo bisogno di un nuovo welfare&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2012 05:28:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[boorea]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mercoledi 24 ottobre si conclude con il workshop <strong>&#8220;Perchè abbiamo bisogno di un nuovo welfare</strong>&#8221; il ciclo di incontri promosso da Boorea in collaborazione con Legacoop Reggio Emilia &#8220;<strong>Reggio Emilia e la crisi italiana. Le conversazioni di Boorea sull&#8217;Emilia che cambia&#8221;</strong>. Il workshop conclusivo si terrà a partire dalle ore 17.30 presso la sala Valdo Magnani di Legacoop in via M.Ruini 74-d a Reggio Emilia e sarà aperto da una relazione introduttiva di Paolo Onofri (Università di Bologna, Prometeia). Interverranno come discussant Flavia Franzoni (Università di Bologna), Marisa Anconelli (Iress Bologna) e Guido Saccardi (Coopselios). Le conclusioni saranno a cura di Matteo Sassi, assessore alle politiche sociali del Comune di Reggio Emilia. I lavori saranno presieduti dal vicepresidente di Boorea Luca Bosi. Alla progettazione del ciclo di incontri hanno collaborato Franco Mosconi (Università di Parma) e il giornalista e saggista Massimiliano Panarari.</p>
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