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	<title>la cooperazione reggiana &#187; terzo settore</title>
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		<title>Cultura e patto fra generazioni: l&#8217;esperienza di Augeo</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2013 09:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> E&#8217; uscito il 18 gennaio il quarto numero della newsletter <strong>&#8220;Percorsi di cittadinanza&#8221;, il progetto di giornalismo civico-partecipativo che l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna rivolge al Terzo Settore</strong>. Questa volta si parla di cultura e patto fra generazioni, a conclusione dell’Anno Europeo dell&#8217;invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra i protagonisti della newsletter c&#8217;è la cooperativa sociale Augeo di Reggio Emilia,</strong> che racconta il suo progetto di coinvolgimento attivo di diversi per età (bambini, giovani e anziani) e di promozione del dialogo interculturale. Il progetto potete consultarlo <a href="http://www.assemblea.emr.it/cittadinanza/newsletter/pdc-newsletter/newsletter-pdc-4">QUI</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’incontro e lo scambio di idee fra persone di età e cultura diverse è anche il cuore delle attività promosse di Augeo in collaborazione con l&#8217;associazione culturale Le Graffette di Sassuolo, con il progetto “La diversità come valore”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nata per fornire servizi educativi e culturali e creare opportunità di formazione permanente per bambini ed adulti, la <a title="Cultura e patto fra generazioni: l’esperienza di Augeo" href="http://www.augeocoop.it/">cooperativa Augeo</a> collabora da tempo con gli enti locali sui temi sociali dell’integrazione, cercando di dare il via ad una politica di partecipazione dal basso. Questo avviene attraverso una capillarità di interventi che coinvolgono i soggetti interessati in tutte le fasi di realizzazione delle iniziative con un’attenzione particolare alle varie realtà locali. <strong>Gli interventi studiati e proposti da Augeo con le amministrazioni locali cercano sempre il coinvolgimento dalle associazioni presenti sui territori sedi delle iniziative, nel tentativo di ridare valore e senso alla partecipazione dei cittadini che, in questa fase storica, vivono solitamente con un senso di distacco e disillusione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso degli ultimi due anni, in particolare, la cooperativa ha collaborato per varie iniziative con <a href="http://www.legraffette.it">Le Graffette</a>, molto attiva anche nella città di Maranello e, in generale, nelle province di Modena e Reggio Emilia. Da questo impegno è nato nel maggio 2012 il progetto <strong>La diversità come valore</strong>. Diverse le iniziative proposte: in collaborazione col Comune di Serramazzoni, in provincia di Modena, è stato organizzato un ciclo di cinque lezioni magistrali sul tema della diversità culturale e religiosa.Grazie al coinvolgimento di associazioni locali, come l’Associazione Rocca di Pace, e al contributo di esperti che, nel tempo, si sono occupati di fenomeni migratorinel Frignano, gli incontri hanno portato a uno stimolante parallelismo tra le massicce emigrazioni di un tempo e le recenti ondate di immigrazione dai Paesi dell’est e del nord Africa. Francesco Maria Feltri, storico, esperto in ambiti interreligiosi, ha parlato di ciò che accomuna e divide le tre grandi religioni monoteiste (Islam, Ebraismo, Cristianesimo); Matteo Pagliani, filosofo, infine, ha utilizzato la tormentata storia dei Balcani occidentali come metafora per presentare rischi ed opportunità della convivenza multiculturale e multireligiosa. Analogamente con il Comune di Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia, si è svolta la “Settimana interculturale” in cui, ancora, lo storico Francesco Maria Feltri ha affrontato il tema “Un solo Dio, tre religioni”. Presenti all’incontro esperti sia dell’associazione islamica che del seminario diocesano locale, i quali sono stati poi invitati ad un dibattito/confronto sugli aspetti storici presentati.</p>
<p style="text-align: justify;">L’alta partecipazione agli eventi è stata certo determinata dal coinvolgimento diretto dei soggetti interessati all’organizzazione della vita sociale del proprio paese. Il progetto La diversità come valore non è stato, per Augeo, qualcosa di episodico, ma rispecchia in pieno i valori e le modalità di lavoro che la caratterizzano in campo culturale. Da diversi anni, infatti, la cooperativa ha dato vita ad un team di esperti in vari settori della cultura (storia, filosofia, religione, economia, arte, cinema, letteratura) impegnati a tradurre in termini divulgativi i grandi temi della nostra società. Questo nella convinzione che solo la continuità formativa, anche in età adulta, aiuti ad acquisire una maggiore consapevolezza della realtà in cui si vive, restituendo e riallacciando la capacità di dialogo tra culture e generazioni differenti. Ecco perché l’impegno profuso dal gruppo è quello di creare occasioni di formazione permanente degli adulti. Molte delle lezioni magistrali organizzate negli anni hanno contribuito ad abbattere stereotipi e luoghi comuni, restituendo alla gente il piacere di ritrovarsi e di dialogare.</p>
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		<title>&#8220;Crisi e cooperazione: Terzo Settore a confronto&#8221;. Il convegno dell&#8217;Idv a Reggio Emilia</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2012 13:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Flash]]></category>
		<category><![CDATA[coopselios]]></category>
		<category><![CDATA[oscar romero]]></category>
		<category><![CDATA[terzo settore]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Un pubblico numeroso, qualificato e attento, composto anche da operatori del Terzo Settore ed in particolare della cooperazione sociale, ha partecipato il 1 dicembre al convegno <strong>“Salviamo il Terzo Settore dalla voracità del Governo delle banche e dai predoni del mercato”,</strong> organizzato a Reggio Emilia dall&#8217;Italia dei Valori. Il drammatico presente e il futuro negato al Terzo Settore italiano sono stati al centro delle riflessioni degli esponenti di associazioni di volontariato, della cooperazione sociale e di organizzazioni non profit territoriali. L’Idv ha presentato una serie di proposte operative e di progetti di riforma per puntare ad una organicità normativa a sostegno al settore: in particolare verrà proposto un Disegno di Legge che finalmente regolamenti in maniera unitaria il Terzo Settore dal punto di vista giuridico e fiscale. Numerosi e qualificati i relatori. <strong>Mauro Ponzi, presidente delConsorzio Oscar Romero ha sostenuto la necessità di cambiare modello, ma ciò non è semplice: la politica non ha strumenti ne&#8217; progetto.  Il Terzo Settore prevalentemente non ha ancora focalizzato come cambiare modello. Cosa muove questo cambiamento? L’enorme quantità e la pressione di nuovi bisogni insoddisfatti sta gradualmente demolendo le rigidità dell’attuale sistema politico, economico e sociale del nostro Paese.</strong> Non esiste più una distinzione netta fra ciò che é politico, ció che economico e ciò che è sociale; un’evidenza di questo possiamo osservarla guardando all’impresa sociale. L’impresa sociale ed in particolare la cooperazione hanno la responsabilità, attraverso percorsi di innovazione, di realizzare quelle esperienze capaci di rigenerare il valore e la pratica di cosa è pubblico e di come si gestisce, declinando il principio del cooperare tanto nel mercato quanto nel rapporto con la pubblica amministrazione.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><strong>Guido Saccardi, presidente di Coopselios</strong>, ha presentato alcuni dati di sintesi della cooperazione sociale Legacoop a Reggio Emilia e in Regione. Poi ha affrontato le prospettive di sviluppo del settore per le cooperative di tipo A. Al centro della sua relazione anche l’integrazione tra la cooperazione sociale di tipo A e B, e l’integrazione con il movimento cooperativo. <strong>Saccardi ha anche parlato di modelli innovativi di welfare e di collaborazione pubblico – privato come opportunità di crescita per la cooperazione sociale. Infine, ha sottolineato come la tutela del lavoro, dei diritti e della legalità siano e debbano essere valore di riferimento per la cooperazione sociale.</strong></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Giulia Bassi (Forum Terzo Settore) ha presentato e commentato uno studio che il Forum ha effettuato insieme ad Unioncamere regionale sullo stato del Terzo Settore a Reggio Emilia. Si stima che il numero complessivo delle organizzazioni rientranti nell&#8217;ambito del settore in Italia siano circa 235.000. A Reggio Emilia sono presenti circa 670 organizzazioni, delle quali 104 cooperative, 263 associazioni di volontariato e 299 associazioni di promozione sociale; il 51,6% dei reggiani è socio di una di queste realtà, mentre il numero dei volontari supera le 26mila unità. Nel Reggiano, il Terzo Settore dà lavoro a circa 11mila persone, pari il 4,1% dei lavoratori dipendenti. Una ricchezza qualitativa e quantitativamente significativa oggi compressa dalla crisi e dai provvedimenti del “Governo dei professori”. Alberto Borin, responsabile nazionale Terzo Settore Idv, ha chiesto uno snellimento della parte burocratica; la istituzione di una Anagrafe unica delle Organizzazioni di Volontariato (OdV) a livello nazionale. Ha poi sottolineato come si debba definire una volta per tutte cosa si intende per &#8220;attività commerciali marginali&#8221; in modo da evitare che in Italia ci siano OdV rispettose alla lettera di tale norma e altre che praticamente gestiscono attività commerciali vere e proprie. E definire con chiarezza il ruolo delle OdV nella gestione di servizi socio assistenziali e solidaristici in convenzione con Enti pubblici, stanziando budget ben precisi, definendo l&#8217;iter di autorizzazione in modo univoco, favorendo le OdV meglio organizzate per tali attività. Infine ha chiesto l’esclusione da alcune imposte specifiche come l&#8217;Irap. Borin ha proposto anche la presentazione di un Disegno di Legge che regolamenti l’intero Terzo Settore, dal punto di vista giuridico e fiscale, e che intervenga per riformare il Titolo II del Libro I del Codice Civile in materia di disciplina delle fondazioni, associazioni e comitati.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Lucia Fusco, consulente senior/projectmanager per Pmi e TerzoSettore, già direttore dell&#8217;Ufficio Rappresentanza di Legacoop presso l&#8217;Ue, ha parlato tra l’altro delle caratteristiche dei progetti europei e di raccolta fondi. Ha poi sottolineato come il Terzo Settore si batta in Europa, come in Italia, per raggiungere gli stessi obiettivi. E dall&#8217;Europa potrebbe venire un messaggio d&#8217;incoraggiamento per il settore e di sollecito ed esempio alle Istituzioni nazionali. Il lavoro già fatto in Europa potrebbe rendere più semplice il lavoro del legislatore italiano. In Europa dove la composizione del tessuto non-profit è molto più eterogenea e molto diverse sono le legislazioni nazionali, alcune organizzazioni si sono raggruppate intorno a valori e principi comuni e hanno fondato un organismo di rappresentanza (Social Economy Europe), che rappresenta il settore in Europa e dialoga con le istituzioni europee. La lobby esercitata dalle organizzazioni dell’economia sociale ha portato all’adozione dello Statuto della cooperativa europea mentre quelli della “Mutua europea”, dell‘”Associazione europea” e “della Fondazione europea” sono fermi da 14 anni.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Francesco Fantuzzi, coordinatore cittadino e responsabile regionale del dipartimento Economia e Finanza dell&#8217;Idv ha sostenuto la necessità di rispondere alla crisi offrendo un modello e una visione alternativi a un mercato sempre più inefficace e controproducente, non solo economicamente ma anche socialmente, e alle ricette che la classe politica prima e i tecnici poi hanno proposto: il Terzo Settore è una risposta economica e sociale alla crisi, oltre l’ormai sterile contrapposizione stato-mercato, pubblico-privato e perciò deve essere tutelato. Quando emergono tutti i difetti di un capitalismo aggressivo e lontano dalla gente si scopre che cooperare è meglio che competere a difesa dei cittadini, in termini di tutela della occupazione e di risposta ai bisogni delle fasce più deboli, esprimendo una responsabilità sociale che il profit declina a sufficienza.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Fantuzzi ha proposto infine ai presenti di ritrovarsi entro 6 mesi per dare vita in loco agli stati generali del terzo settore: oggi il comune ha attivato quelli del welfare ma possiamo fare di più: l&#8217;invito è quindi esteso a tutti i presenti e alla maggioranza che governa il territorio. Sono intervenuti anche Alessandro Lelli (responsabile nazionale Dipartimento Economia e Finanza Idv) e Filomena De Sciscio, vicesindaco di Reggio Emilia. Ha moderato il convegno la giornalista Francesca Chilloni (Giornale di Reggio).</p>
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