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	<title>la cooperazione reggiana &#187; roberto grassi</title>
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		<title>&#8220;BIG DATA.BIG OPPORTUNITIES&#8221;: IL 13 FEBBRAIO UN SEMINARIO DI LEGACOOP EMILIA OVEST</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Feb 2018 16:50:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I big data rappresentano una grande opportunità per le imprese di tutti i settori e di tutte le dimensioni. La tecnologia è uno strumento imprescindibile...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>I big data rappresentano una grande opportunità per le imprese di tutti i settori e di tutte le dimensioni. La tecnologia è uno strumento imprescindibile di competitività ed efficienza</b>. E la tecnologia più evoluta, combinata alla gestione dei dati e delle informazioni, sostiene le imprese nell&#8217;elaborare strategie di successo, potenziandone il business. L&#8217;obiettivo di ogni impresa è la soddisfazione e fidelizzazione del cliente, di qualsiasi ambito si tratti. Riuscire a definire le necessità e le aspettative con maggiore precisione e rapidità, rappresenta un vantaggio competitivo da sviluppare.<br />
<b>Legacoop Emilia Ovest ha attivato una serie di iniziative per dare continuità all&#8217;azione formativa e informativa rivolta alle proprie associate, al fine di offrire una panoramica delle opportunità messe in campo dal repentino e continuo sviluppo tecnologico. Questo progetto rientra nel piano di programmazione “Cooperazione 4.0”, promosso da Legacoop Emilia-Romagna: la cooperazione verso Industria 4.0</b>. L&#8217;Industria 4.0 rappresenta la chiave dello sviluppo economico del nostro Paese. Essa non è un oggetto da creare, ma un processo attraverso il quale le imprese ripensano e digitalizzano i loro processi.<br />
La cooperazione, per sua stessa natura, incarna la vocazione alla condivisione e alla collaborazione, aspetti che sicuramente trovano un volano nelle potenzialità dell&#8217;ICT.<br />
<b>Durante l&#8217;evento &#8220;Big data. Big opportunities&#8221;, organizzato da Legacoop Emilia Ovest  martedì 13 febbraio dalle 10 alle 13 presso il Tecnopolo di Reggio Emilia, si approfondiranno tematiche molto utili per tutte le nostre associate</b>: cosa sono i Big Data, quali infrastrutture sono necessarie, come gestire e finalizzare i Big Data a supporto del proprio business?</p>
<p>Dopo il saluto di <b>Andrea Volta</b>, presidente di Legacoop Emilia Ovest, interverranno <b>Gianfranco Scocco di Coopservice</b> (Dal dato all&#8217;informazione), <b>Gildo Bosi di Sacmi </b>(Innovation Lab 4.0- Esperienze su manutenzione predittiva), <b>Filippo Della Casa, di Leitha, Gruppo Unipol Sai</b> (Data Science &amp; Innovation), <b>Pietro Mascolo di Optum</b> (Data Science e valore per le imprese), <b>Antonio Zoccoli di Infn</b>, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infrastrutture per promuovere l’innovazione nell’impresa), <b>Leda Bologni di Aster</b> (From volume to value: la comunità dei Big Data in Emilia-Romagna). Alle 12:00 seguirà una tavola rotonda moderata da <b>Roberto Grassi</b>, di <b>Manta Communication</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>COOP IN CLOUD, LE OPPORTUNITÀ SPIEGATE ALLE IMPRESE: UN EVENTO DI LEGACOOP EMILIA OVEST</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 11:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Legacoop Emilia Ovest organizza “Coop in Cloud”, un incontro aperto a tutti gli interessati, in particolare alle nostre cooperative, ai presidenti e a chi in...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Legacoop Emilia Ovest</b><b> organizza “Coop in Cloud”</b>, un incontro aperto a tutti gli interessati, in particolare alle nostre cooperative, ai presidenti e a chi in impresa si occupa degli aspetti tecnologici ed informatici. L’innovazione è una leva fondamentale per competere e crescere. L’aggiornamento costante delle tecnologie richiede attenzione e conoscenza, per questo stiamo lavorando ad un evento formativo di alto livello, in cui scoprire e approfondire le tematiche legate al Cloud, in particolare le sue potenzialità in termini di efficientamento e flessibilità, in tutta sicurezza.</p>
<p>L’iniziativa si terrà<b> martedì 25 ottobre 2016, </b>alle 9:30 al Tecnopolo di Reggio Emilia, in piazzale Europa, 1.<br />
Dopo il saluto di <b>Andrea Volta</b>, presidente Legacoop Emilia Ovest parlerà <b>Stefano Mainetti</b>, responsabile scientifico Osservatorio Cloud &amp; ICT as a Service, Politecnico di Milano (Fenomeno Cloud, entità e trend. Innovazione per le imprese). Seguirà l’intervento di <b>Dimitri Tartari</b>, coordinatore Agenda Digitale dell&#8217;Emilia-Romagna (Ader), del Gabinetto del presidente della Giunta Regione Emilia-Romagna. Poi le imprese raccontano il Cloud con <b>Luca Baccarini</b>, direttore Sistemi Informativi di CIR-Food, <b>Marco Tessarin</b>, amministratore delegato di Smc (Treviso) e <b>Luca Pelati</b>, WBSC website head of operations, Ventie30</p>
<p>Seguirà una tavola rotonda con, <b>Stefano Mainetti</b>, <b>Michele Colajanni,</b> Dipartimento di Ingegneria &#8220;Enzo Ferrari&#8221;, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, <b>Alberto Lugetti</b>, head of Domestic Portfolio, BT Italia, <b>Fabio Ferrari</b>, GeDInfo società cooperativa, <b>Valerio Versace</b>, Soluzioni Futura società cooperativa. Coordina la tavola rotonda <b>Roberto Grassi</b>, di Manta Communications.</p>
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		<title>REGGIO EMILIA: CON BELLACOOPIA UNIVERSITY LA COOPERAZIONE ENTRA NELL’UNIVERSITÀ</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2015 16:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sala del Tecnopolo gremita di studenti è stata indubbiamente un ottimo avvio per la terza edizione di Bellacoopia University, il progetto di Legacoop Emilia...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>La sala del Tecnopolo gremita di studenti è stata indubbiamente un ottimo avvio per la terza edizione di Bellacoopia University, il progetto di Legacoop Emilia Ovest e Università di Modena e Reggio Emilia nato per promuovere la forma di impresa cooperativa nell’Università</b>. Alla presentazione, che si è svolta il 16 novembre al Tecnopolo, sono intervenuti il Prorettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia <b>Riccardo Ferretti</b> e il presidente di Legacoop Emilia Ovest <b>Andrea Volta</b>. <b>Roberto Grassi</b>, della cooperativa <b>Manta Communication</b>, ha illustrato lo spirito e l’esperienza delle ultime cooperative nate da giovani laureati e professionisti. <b>Daniela Cervi</b> di Legacoop Emilia Ovest, responsabile di Bellacoopia, ha poi parlato degli elementi distintivi e fondanti della cooperativa e degli aspetti societari..</p>
<p><b>“Bellacoopia University”, è un progetto riservato agli studenti universitari per sviluppare la conoscenza dell’impresa cooperativa e la redazione di progetti innovativi</b>. L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, si propone di trasmettere agli studenti universitari i valori di socialità, mutualità, imprenditorialità, impegno civile attraverso la conoscenza dell’esperienza cooperativa. “Bellacoopia University” vuole anche mostrare una via alternativa di fare impresa.</p>
<p>Possono partecipare al progetto  gli studenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia iscritti al secondo e terzo anno del corso di laurea triennale oppure ai corsi di laurea magistrale dei Dipartimenti di <b>Comunicazione ed Economia</b>, di <b>Educazione e Scienze Umane</b>, di <b>Scienze e Metodi dell&#8217;Ingegneria</b>, di <b>Scienze della Vita</b>. <b>Gli studenti iscritti sono 87</b>. <b>“Sia la grande partecipazione alla presentazione che il numero degli studenti iscritti – spiega il presidente di Legacoop Andrea Volta – sono per noi motivo di grandissima soddisfazione, anche perché è la dimostrazione che l’interesse verso la forma di impresa cooperativa è sempre molto alto”.</b></p>
<p><b>“La prima fase di Bellacoopia University – spiega Daniela Cervi – prevede il coinvolgimento degli studenti in momenti formativi dedicati alle caratteristiche del modello cooperativo d’impresa</b>. Sono previsti 6 incontri da novembre 2015 a febbraio 2016 in cui verranno approfondite, attraverso lezioni e testimonianze aziendali, specificità normative, governance, tipologie cooperative, responsabilità sociale d’impresa. Verranno inoltre affrontati gli aspetti basilari dello sviluppo di un progetto d’impresa”. Le lezioni saranno intervallate da visite presso i luoghi dedicati alla ricerca socio-economica e all’innovazione sul territorio reggiano, come il Tecnopolo e il nuovissimo Impact Hub di Reggio Emilia. <b>Al termine di questa prima fase verrà organizzato il workshop “Smart Cities &amp; New Needs” con l’obiettivo di offrire spunti concreti di attuazione del modello cooperativo mettendo in relazione il mondo accademico con quello delle imprese e con quello della ricerca</b>, grazie alla collaborazione di <b>Rei</b> (Reggio Emilia Innovazione) e <b>Impact Hub</b>. Nel workshop saranno coinvolte diverse cooperative reggiane. Gli studenti verranno aggregati in gruppi di lavoro interdisciplinari e ciascun gruppo, traendo spunto dalle suggestioni emerse nel workshop, dovrà giungere alla definizione di una soluzione progettuale da declinare in un progetto di sviluppo in ambito cooperativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La III edizione di Bellacoopia University</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2015 10:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà presentata lunedì <strong>16 novembre</strong> al Tecnopolo di Reggio Emilia (p.le Europa 1) l<strong>a III edizione di Bellacoopia University,</strong> il progetto di <strong>Legacoop Emilia Ovest e Università di Modena e Reggio Emilia per promuovere la forma di impresa cooperativa nell’Università.</strong> L’appuntamento è dalle 14:00 alle 17:00. Sono previsti i saluti di<strong> Andrea Volta</strong>, presidente di Legacoop Emilia Ovest, <strong>Riccardo Ferretti</strong>, Prorettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e gli interventi di <strong>Roberto Grassi</strong> della cooperativa Manta Communications (Pillole di Cooperazione) e di <strong>Daniela Cervi</strong> di Legacoop Emilia Ovest (Elementi distintivi e fondanti della cooperativa e aspetti societari).</p>
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		<title>Start-up,&#8230; start-coop</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 08:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Grassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lessico Digitale, sui nuovi termini dell&#8217;economia della creatività e della conoscenza e sul loro significato. &#8220;Restart Italia, perchè dobbiamo ripartire dai giovani, dall&#8217;innovazione, dalla nuova...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER"><em>Lessico Digitale, sui nuovi termini dell&#8217;economia della creatività e della conoscenza e sul loro significato.</em></p>
<p align="JUSTIFY">&#8220;Restart Italia, perchè dobbiamo ripartire dai giovani, dall&#8217;innovazione, dalla nuova impresa .</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.lacooperazionereggiana.it/wp-content/uploads/2013/01/REstartItalia.png"><img title="REstartItalia" alt="" src="http://www.lacooperazionereggiana.it/wp-content/uploads/2013/01/REstartItalia-470x140.png" width="470" height="140" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Il rapporto della task force sulle start-up del Ministero dello Sviluppo Economico (oramai passato), sembrava dimenticarsi completamente dell&#8217;esistenza delle cooperative. E anche la prima versione del Decreto-legge recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del paese” girata In fase di bozza, sembrava ripetere la medesima omissione. Risulta difficile a questo punto valutare se sia più grave ritenere questa malizia o semplice dimenticanza (sanno che esisto e non si occupano di me o non sanno nemmeno che esisto?)</p>
<p align="JUSTIFY">C&#8217;è stata forse battaglia, ma sta di fatto che nella versione definitiva del documento l&#8217;inclusione della forma cooperativa è esplicitata: “Ai fini del presente decreto, l’impresa start-up innovativa, di seguito “start-up innovativa”, è la società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente&#8230;.”.</p>
<p align="JUSTIFY">Quindi:</p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY">il governo passato, così come le persone di buon senso, ci ha detto che per risollevare l&#8217;economia sarebbe opportuno far nascere nuove imprese (le famose start-up), meglio ancora se innovative.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Queste imprese possono (e noi cooperatori diciamo “sarebbe meglio”) essere in forma cooperativa.</p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY">Dato che il decreto sviluppo sembra sopravvivere al governo Monti, non resta che farle. Il che, guardate bene, non è così banale. Soprattutto non basta dire ad altri di farne.Così come non basta stare ad aspettare che un gruppo di giovanotti abbia una idea brillante e venga di propria sponte a chiedere come si fa ad aprire una cooperativa&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Fare nuove cooperative non è un problema di altri.</strong> Per chi già vi lavora, o ha un ruolo in associazione, o in un ente del sistema cooperativo è anche un problema personale e questo perchè tra i principi su cui si fonda il sistema stesso vi sono la cooperazione tra organizzazioni, l’educazione, la formazione, l’informazione e l’impegno verso la collettività.</p>
<p align="JUSTIFY">Le start-up cooperative vanno quindi promosse. E il primo passo è iniziare a guardare intorno a noi cosa sta succedendo, cosa fanno gli altri,&#8230; <strong>non sia mai che qualcuno abbia già lavorato sul tema in modo intelligente ed efficiente.</strong> Partiamo da MindTheBridges (<a href="http://www.mindthebridge.org/">www.mindthebridge.org</a>).</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.lacooperazionereggiana.it/wp-content/uploads/2013/01/MindTheBridge.png"><img class="alignnone size-archive-thumbnail wp-image-1811" title="MindTheBridge" alt="" src="http://www.lacooperazionereggiana.it/wp-content/uploads/2013/01/MindTheBridge-470x140.png" width="470" height="140" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;">Ci interessa la loro seconda edizione della ricerca “Startups in Italy: Facts and Trends” che dà un profilo essenziale delle startup italiane. Vediamo alcune risultati:</span></p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;"><em>Le startup vengono spesso formalmente costituite solo dopo che la business idea sia stata validata e, in alcuni casi, una volta trovati i capitali necessari alla sua realizzazione. La ricerca include (nella misura del 59%) da progetti di impresa che non sono ancora stati strutturati in forma societaria. </em></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;"><em>La maggior parte delle startup italiane sia attiva in ambito Web (49%) e nell’Information and Communication Technologies-ICT (21%).</em></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;"><em>Per quanto riguarda i fattori in grado di influenzare la localizzazione di una startup, troviamo al primo posto il network di contatti (69%), seguito dalla possibilità di accedere a risorse umane altamente specializzate, come ingegneri, programmatori, manager (57%), dalla qualità della vita, dal luogo di residenza di uno dei founders (entrambe al 52%) e dalla prossimità ai centri di ricerca (40%). L’accesso al capitale (43%) si colloca solo al quinto posto, segno di come, per l&#8217;avvio e lo sviluppo d&#8217;impresa, contino soprattutto le relazioni e le competenze. </em></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;"><em>Cosa si colloca all’origine della business idea? Nel 67,3% dei casi vi è la ricerca. </em></span></p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;">Questi sono i quattro punti chiave per comprendere cosa bisogna fare per creare le condizioni affinchè si formino delle start-up:</span></p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;">Non preoccuparsi tropo della burocrazia, questa viene dopo l&#8217;idea. Quindi vanno bene i servizi di supporto e consulenza legale e fiscale, ma il primo supporto va dato nella consulenza di business.</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;">Le start-up, nella società della creatività e conoscenza, sono innovative: web, ICT, science&amp;nature. Bisogna avventurarsi su comparti nuovi e pertanto un progetto serio per promuovere nuova impresa deve coinvolgere nuove competenze (leggi: persone che hanno queste competenze).</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;">I soldi non fanno male a nessuno, ma serve soprattutto la rete, il sistema. Le start-up della società della conoscenza non richiedono grossi capitali iniziali,&#8230; ma richiedono clienti. Il più grosso aiuto che si può dare a una start-up è diventarne cliente: per farlo bisogna aprirsi all&#8217;innovazione, avviare progetti, essere disposti a comprare conoscenza e innovazione.</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;">Si parte dalla ricerca, e quindi si deve dialogare e collaborare con chi fa ricerca: l&#8217;università.</span></p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;">Come fare queste cose? Serve prima di tutto una convinzione: <strong>il sistema economico è in evoluzione e i comparti tradizionali in cui la cooperazione è attualmente radicata non sono nè in crisi, nè in recessione, bensì in dismissione.</strong></span></p>
<p align="RIGHT"> <span style="font-family: Ubuntu;">Le start-up sono l&#8217;occasione per non estinguersi.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.lacooperazionereggiana.it/wp-content/uploads/2013/01/RobertoGrassi.jpg"><img title="RobertoGrassi" alt="" src="http://www.lacooperazionereggiana.it/wp-content/uploads/2013/01/RobertoGrassi.jpg" width="600" height="149" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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