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	<title>la cooperazione reggiana &#187; roberta trovarelli</title>
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		<title>FINALE REGIONALE DI BELLACOOPIA: LO ZANELLI DI REGGIO EMILIA SECONDO E  IL LICEO ULIVI DI PARMA AL PRIMO POSTO EX AEQUO</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2016 15:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1444 studenti delle scuole superiori coinvolti, provenienti da diverse provincie dell’Emilia Romagna, 71 classi partecipanti, 87 progetti per start up cooperative presentati. Questi sono i...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>1444 studenti delle scuole superiori coinvolti, provenienti da diverse provincie dell’Emilia Romagna, 71 classi partecipanti, 87 progetti per start up cooperative presentati. Questi sono i numeri per il 2016 della rete regionale Bellacoopia (il progetto di Legacoop</b> per sviluppare la conoscenza della cooperazione nelle scuole).</p>
<p><b>I sette progetti finalisti proveniente dalle scuole di Bologna, Imola, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna e Reggio Emilia si sono sfidati Sabato 8 ottobre a Bologna. La finale a Palazzo Re Enzo si è svolta all’interno della prestigiosa Biennale dell’Economia Cooperativa. Sono intervenuti alla finale due ospiti d’eccezione. Don Luigi Ciotti</b>, presidente di Libera contro le mafie, ha parlato dell’apporto positivo della cooperazione per sconfiggere le mafie e l’illegalità mentre <b>Paola Gazzolo</b>, assessore alla Difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna della Regione Emilia-Romagna, ha parlato ai ragazzi di economia circolare e futuro sostenibile per i territori.</p>
<p>In occasione dei 130 anni di Legacoop è stato donato una pubblicazione a tutti gli studenti, insegnanti e cooperatori presenti alla Biennale della Cooperazione con la storia del progetto dalla sua fondazione a oggi.</p>
<p>Nella partecipata e animata finale la coordinatrice della Rete Bellacoopia <b>Roberta Trovarelli</b> ha concluso la giornata ringraziando tutti i ragazzi per l’ottimo livello dei progetti presentati quest’anno. Andiamo a conoscere i progetti che si sono sfidati e le valutazioni della giuria di cooperatori, le scuole sono state premiate con stampanti 3D, droni, tavolette grafiche e videocamere Go Pro.</p>
<p><b>Primo classificato ITCS G. Salvemini di Casalecchio di Reno</b> con la cooperativa Bo Home che opera nel settore dei servizi abitativi turistici, offrendo alloggi temporanei e servizi accessori in unità abitative arredate diffuse sul territorio di Bologna. Per l’elevato grado di sostenibilità sociale ed economica del progetto, che valorizza il patrimonio abitativo esistente, in un contesto di turismo diffuso. La proposta, pur inserita in un mercato maturo, è centrata su un modello di “platform cooperative”, che socializza il valore creato con gli utenti da cui dipende. Il progetto è ben formulato con un’analisi di mercato completa e ben focalizzata sul target. <b>Primo classificato a pari merito il Liceo Scientifico G. Ulivi di Parma con Char Coop</b>, cooperativa che si occupa di produrre e commercializzare Biochar, un ammendante naturale ricavato dalla pirolisi di biomasse. Per la completezza dell’elaborato, molto approfondito e curato in tutti gli aspetti, sia nella simulazione della vita di un’impresa sia comunicativi. La proposta persegue in modo chiaro l’obiettivo della sostenibilità, che trasferisce ad una intera filiera, includendo in partnership soggetti pubblici e privati. <b>Secondo classificato l’Istituto Zanelli di Reggio Emilia con Forest Gump, cooperativa sociale agricola che intende svolgere attività di educazione ambientale verso le scuole per favorire, a partire dalle scuole materne, l’acquisizione del rispetto della natura, della protezione dell’ambiente e dell’uso responsabile delle risorse</b>. Per aver sviluppato una proposta di impatto sociale, che valorizza le risorse ambientali e turistiche del territorio anche attraverso strumenti crossmediali. Il progetto è ben formulato e ha attenzione per le partnership con soggetti pubblico-privati del territorio. Secondo classificato a pari merito <b>l’ITC Alighieri di Modena con la cooperativa Near Food.</b></p>
<p>Tramite il sito www.farecooperativa.it e i social network facebook, twitter e instagram della Rete Bellacoopia è possibile tenersi aggiornati sul progetto di Legacoop Emilia Romagna realizzato con le Leghe territoriali.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>IN NOVEMBRE LA TERZA EDIZIONE DELLA SCUOLA DELLE COOPERATIVE DI COMUNITÀ. L’11 E 12 A SUCCISO E IL 25 E 26 A CERRETO ALPI</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2016 14:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il successo delle prime due edizioni, ritorna la Scuola delle Cooperative di Comunità, organizzata da Confcooperative e Legacoop Emilia-Romagna con il sostegno della Regione...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il successo delle prime due edizioni, <b>ritorna la</b> <b>Scuola delle Cooperative di Comunità</b>, organizzata da <b>Confcooperative</b> e <b>Legacoop Emilia-Romagna</b> con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del progetto “<b>Cooperative di Comunità: promuovere la cooperazione, i beni comuni, e il territorio</b>”.</p>
<p><b>La cooperativa di comunità è una forma di impresa che negli ultimi anni sta sempre più interessando le comunità delle aree interne ma anche delle aree urbane</b>. La cooperativa di comunità è una impresa che nasce per sviluppare occupazione e coesione sociale,  favorire il mantenimento e  la crescita dei servizi per le persone e per valorizzare il territorio. E’ una impresa che può produrre vantaggi reali per la vita sociale ed economica della comunità in cui opera.</p>
<p><b>Le “comunità intraprendenti” sono alla base di questa esperienza. </b>L’obiettivo del progetto è quello di stimolare la promozione di start up cooperativi, sensibilizzando i territori e raffinando gli strumenti di supporto, e di trasmettere esperienze, acquisire conoscenze, individuare e mettere a confronto nuove “comunità intraprendenti”.</p>
<p>Diverse le sessioni della Scuola, che si terrà a <b>Succiso</b> (RE) l’<b>11 e 12 novembre </b>2016 e a <b>Cerreto Alpi </b>(RE), il <b>25 e 26 novembre</b> 2016 presso le cooperative di comunità <b>Valle dei Cavalieri</b> e <b>I Briganti di Cerreto</b>.</p>
<p>L’11 novembre la Scuola si aprirà alle 11:00 con gli interventi dei presidenti regionali di Legacoop e Confcooperative, Giovanni Monti e Francesco Milza. “In ascolto delle comunità cooperative. Facciamo il punto della situazione” sarà la prima sessione. Si parlerà di significative esperienze di comunità con i protagonisti.  Interverranno anche <b>Emanuele Ferrari</b>, insegnante e scrittore, e <b>Marco Dotti</b> di Vita Magazine. “<b>La dove c’era uno spazio oggi c’è un luogo</b>”: nel pomeriggio ne parleranno <b>Paolo Venturi</b> (Aiccon), <b>Massimo Castelli</b> (Anci), <b>Andrea Vecchia</b>, esperto di politiche di sviluppo, <b>Giorgio Osti</b>, sociologo; la cooperativa Camelot e Francesca Battistoni di SocialSeed illustreranno l’esperienza del quartiere Il Pilastro di Bologna. Sabato 12 novembre interverranno <b>Flaviano Zandonai</b> (Euricse), <b>Riccardo Stocco</b>, archeologo, <b>Alessandro Pirani</b>, consulente manageriale, e <b>Daniele Rossi</b>, senior advisor della Fondazione Accenture. Il tema della sessione sarà: “A cavallo del drone, tecnologie per comunità intraprendenti”.</p>
<p>Venerdì 25 novembre la Scuola si sposta a Cerreto Alpi. Su “<b>Hub di economie e sviluppi per nuove catene di valori</b>”, interverranno <b>Elena Casolari</b> (Fondazione Acra), Vincenzo Marino (ICN), <b>Andrea Rapisardi</b> (cooperativa Lama), <b>Lodovico Patelli</b> (cooperativa L’Innesto). Nel pomeriggio il tema sarà “<b>Mettiamoci alla prova e condividiamo attrezzi per cooperare nelle comunità. Al lavoro sugli statuti delle cooperative di comunità passate presenti e future</b>”, con interventi di Mauro Iengo (Legacoop) e <b>Tony Dalla Vecchia</b> (Confcooperative). La Scuola si concluderà il 26 novembre parlando di “Welfare dalle comunità intraprendenti”, con <b>Giovanni Fosti</b> (Cergas Bocconi) <b>Gino Mazzoli</b> (studio Praxis), Giovanni Devastato (Università La Sapienza Roma), <b>Francesca Paini</b> (cooperativa AltraEconomia).</p>
<p>In programma anche lavori di gruppo, conversazioni al caminetto, incontri con le comunità di Succiso e Cerreto Alpi.</p>
<p>Il progetto “Cooperative di Comunità: promuovere la cooperazione, i beni comuni, e il territorio” è una iniziativa di <b>Confcooperative</b> e <b>Legacoop</b>, realizzata con il contributo della Regione Emilia-Romagna.</p>
<p>Il Comitato scientifico del progetto è composto da <b>Gianluca Mingozzi</b>, <b>Carlo Possa</b>, <b>Andrea Rapisardi</b>, <b>Giovanni Teneggi</b>, <b>Roberta Trovarelli</b>, <b>Paolo Venturi</b>, <b>Flaviano Zandonai</b>. Segreteria organizzativa e iscrizioni: Erika Farina, 347 1639146, erika.farina@ibrigantidicerreto.com; Marilena Raule  377 1255713, m.raule@innovacoop.eu. Link su pagina FB Scuola delle Cooperative di Comunità</p>
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		<title>OTTIMO INIZIO PER LA SCUOLA DELLE COOPERATIVE DI COMUNITA&#8217;. IL PROSSIMO APPUNTAMENTO A SUCCISO, IL 29 E 30 GENNAIO</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2016 11:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ iniziata ottimamente la seconda edizione della Scuola delle cooperative di comunità. Le prime due giornate, organizzate a Cerreto Alpi (RE) il 15 e 16...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>E’ iniziata ottimamente la seconda edizione della Scuola delle cooperative di comunità. Le prime due giornate, organizzate a Cerreto Alpi (RE)</b> il 15 e 16 gennaio, hanno visto una qualificata e numerosa partecipazione e interventi di alto livello.</p>
<p><b>La Scuola è promossa dall’Alleanza delle Cooperative Italiane dell&#8217;Emilia-Romagna e di Reggio Emilia</b><b> con il contributo della Regione Emilia-Romagna</b>: ha ormai un rilievo nazionale, tanto che i partecipanti alle due giornate, una cinquantina in tutto, provenivano non solo dall&#8217;Emilia-Romagna, ma anche dalla Campania, dalla Liguria, dalla Lombardia, dal Trentino Alto Adige, dal Veneto. <b>Presenti rappresentanti di cooperative, dirigenti di Legacoop e Confcooperative (tra cui il presidente di Legacoop e Aci Liguria Gianluigi Granero), ricercatori e amministratori pubblici</b>. A Cerreto Alpi i partecipanti alla Scuola sono stati accolti dai soci della cooperativa di comunità <b>I Briganti del Cerreto</b>, una delle prime esperienze del genere in Italia. I lavori della Scuola, che hanno avuto come scenario le montagne innevate dell&#8217;alto Appennino reggiano, in una zona al centro del Parco Nazionale dell&#8217;Appennino tosco-emiliano.</p>
<p>&#8220;<b>Quello che mettiamo in campo &#8211; sottolineano i responsabili del progetto, Giovanni Teneggi di Confcooperative Reggio Emilia e Carlo Possa di Legacoop Emilia Ovest, due degli organizzatori della Scuola &#8211; è un percorso di formazione che, a differenza di molti altri, parte da esperienze concrete già realizzate in questo e in altri territori considerati marginali e spesso realmente segnati dal rischio di degrado e spopolamento</b>&#8220;.</p>
<p>I lavori sono stati aperti da <b>Gianluca Mingozzi</b>, di Confcooperative Emilia-Romagna, e da <b>Roberta Trovarelli</b>, di <b>Legacoop Emilia-Romagna</b>. Le tre sessioni di lavoro (&#8220;<b>Percorsi ed esperienze&#8221;, &#8220;Competenze e strumenti&#8221; e &#8220;Le filiere dello sviluppo comunitario&#8221;</b>), sono state coordinate rispettivamente da <b>Paolo Venturi</b> di Aiccon, <b>Flaviano Zandonai</b> di Euricse e da <b>Paolo Rizzi</b> dell&#8217;Università Cattolica di Piacenza.</p>
<p>Hanno portato le loro esperienze le cooperative di comunità <b>Cento Laghi</b> (Appennino Parmense) e <b>Cantieri di Levante</b> (Liguria), la <b>Famiglia Cooperativa Val di Gresta</b>, <b>Planimetri Culturali</b> di Bologna, <b>SocialStreet via Fondazza</b> di Bologna, <b>Montagna Verde</b> di Apella (Lunigiana), <b>Rete Appennino Parma Est.</b> Sono intervenute anche <b>Noemi Satta</b> consulente di marketing per la cultura e per i territori e <b>Bianca Morani</b> dell&#8217;Osservatorio Appennino reggiano. Ha portato il suo saluto anche il senatore Fausto Giovanelli, presidente del Parco Nazionale dell&#8217;Appennino tosco-emiliano.</p>
<p><b>Il prossimo appuntamento della Scuola </b><b>delle cooperative di comunità</b><b> è in programma il 29 e 30 gennaio a Succiso</b>, nell&#8217;alto Appennino Reggiano, dove opera la cooperativa di comunità <b>Valle dei Cavalieri</b>. Interverranno <b>Flaviano Zandonai</b>  (Euricse), le cooperative di comunità <b>I Briganti di Cerreto</b> e <b>Valle dei Cavalieri</b>, <b>Giovanni Teneggi</b> e <b>Carlo Possa</b> (Alleanza delle Cooperative Italiane di Reggio Emilia), <b>Maurizio Davolio</b> (Aitr), <b>Fausto Giovanelli</b> (Parco Nazionale dell&#8217;Appennino tosco-emiliano), <b>Erica Mingotto</b> (Ciset), <b>Giuseppe Bruno</b> (Alleanza delle Cooperative Italiane Basilicata). I temi affrontati: il modello delle cooperative paese, percorsi ed esperienze, gli strumenti, filiere di sviluppo /turismo di comunità e delle origini, i servizi alla persona. Informazioni su Face book SCUOLA DELLE COOP DI COMUNITA&#8217; &#8211; Cooperare nelle comunità per lo sviluppo locale.</p>
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		<title>PRESENTATO ALL’UNIVERSITÀ DI PARMA L’INTERNATIONAL CENTRE FOR RESEARCH ON COOPERATIVES</title>
		<link>https://www.lacooperazionereggiana.it/presentato-alluniversita-di-parma-linternational-centre-for-research-on-cooperatives/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2015 07:19:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All’Università di Parma è nato l’International Centre for Research on Cooperatives, il primo Centro internazionale di studi e ricerche sul sistema cooperativo: un polo internazionale...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>All’<b>Università di Parma </b>è nato <b>l’International Centre for Research on Cooperatives</b>, <b>il primo Centro internazionale di studi e ricerche sul sistema cooperativo</b>: un polo internazionale di studi e anche un laboratorio di idee per la conoscenza, la promozione e lo sviluppo del modello cooperativo e dell’economia sociale.<b> I promotori sono: Università di Parma, Legacoop Emilia Ovest, Legacoop Emilia Romagna, Coopfond, Fondazione Ivano Barberini e PGI &#8211; Professors Guild International</b></p>
<p>Il Centro è stato presentato il 21 dicembre nella sede dell’Ateneo di Parma, in una conferenza stampa alla quale sono intervenuti illustri relatori italiani e stranieri: oltre al Rettore <b>Loris Borghi</b> hanno partecipato il presidente del Centro <b>Andrea Cilloni</b>, delegato del Rettore ai rapporti con il sistema cooperativo e docente del Dipartimento di Economia dell’Università di Parma, <b>Patrick O’Sullivan</b> della Grenoble Ecole de Management, docente della University of Cambridge and Warsaw, il direttore generale di <b>Coopfond</b> <b>Aldo Soldi</b>, l’assessore all’Agricoltura, caccia e pesca della Regione Emilia Romagna <b>Simona Caselli</b>, il presidente di <b>Legacoop Emilia Ovest</b> <b>Andrea Volta,</b> <b>Roberta Trovarelli</b> di <b>Legacoop Emilia Romagna</b>, <b>Rossana Valéria de Souza e Silva</b>, direttrice esecutiva del Grupo Coimbra de Universidades Brasileiras,e la Pro Rettrice con delega all’internazionalizzazione dell’Università di Parma<b> Francesca Zanella</b>. In videoconferenza è intervenuto <b>Satoshi Sugahara</b> della Kwansei-Gakuin University di Kobe (Giappone).</p>
<p><b>L’International Centre for Research on Cooperatives </b><b>promuove attività di ricerca teorica e applicata, di formazione e di consulenza a livello nazionale e internazionale, e si propone di contribuire alla diffusione del modello cooperativo e mutualistico affinché si consolidi come sistema riconosciuto per la sostenibilità sociale, economica e ambientale</b>. Le attività di ricerca, formazione e consulenza del Centro riguarderanno prioritariamente i temi dell’identità, della partecipazione, della sostenibilità, dell’amministrazione e del quadro giuridico in ambito cooperativo.</p>
<p><b>Ai cinque soggetti promotori</b> si aggiungeranno <b>Università e Centri di ricerca (italiani e internazionali)</b> che delibereranno in proposito entro sei mesi dall’istituzione della nuova realtà. Passati i sei mesi, <b>l’International Centre for Research on Cooperatives</b> sarà comunque aperto a nuove adesioni da parte di università, centri di ricerca, enti pubblici o privati.</p>
<p>Cinque i temi-chiave su cui si concentreranno le attività, temi di ricerca trasversali a diversi ambiti di studio: <b>Participation </b>(governo democratico dell’azienda cooperativa); <b>Sustainability</b> (perseguimento dei bisogni dei portatori di interesse tutti e non del solo profitto speculativo); <b>Identity </b>(analisi dell’identità cooperativa caratterizzata da uno specifico codice etico che affonda le proprie radici nei primi movimenti inglesi e italiani); <b>Legal Frameworks</b> (definizione di normative e politiche pubbliche a supporto del sistema cooperativo, per definizione non-profit e mutualistico); <b>Capital </b>(politiche finanziarie di lungo periodo e capitalizzazione che agevolino il mantenimento del controllo da parte dei soci).</p>
<p>Tra le azioni previste: l’<b>attuazione di percorsi formativi extra-curricolari</b>; lo <b>sviluppo</b> e la <b>realizzazione di ricerche applicate</b> sui temi attinenti la pianificazione, la gestione e lo sviluppo dell’impresa cooperativa; la promozione di tesi di laurea; il <b>sostegno alla nascita di spin off universitari e start up innovative in forma cooperativa</b>, e il trasferimento degli esiti della ricerca alle imprese cooperative; <b>la partecipazione a progetti di ricerca nazionali e internazionali</b>; la pubblicazioni di studi, <b>ricerche e case history</b>; lo sviluppo di <b>relazioni con organizzazioni imprenditoriali cooperative nazionali e internazionali</b>; l’<b>attivazione di borse di studio</b>; la <b>promozione di percorsi di mobilità per studenti, docenti, personale amministrativo e aziendale</b>; l’<b>organizzazione di summer school e workshop </b>nazionali e internazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
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