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	<title>la cooperazione reggiana &#187; open.co</title>
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		<title>MERCOLEDI 3 DICEMBRE TORNA A CORREGGIO LA GRANDE CENA DI BOOREA</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2014 10:53:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>10.000 cappelletti al Parmigiano-Reggiano e tanta solidarietà. Saranno questi, insieme agli altri piatti di <strong>Gianni d&#8217;Amato</strong>, superchef del Caffè Arti&amp;Mestieri di Reggio Emilia e del Rigoletto di Reggiolo, purtroppo chiuso da oltre 2 anni per le conseguenze del terremoto 2012, e di <strong>Giovanna Guidetti</strong>, chef e titolare dell&#8217;Osteria la Fefa di Finale Emilia, e le centinaia di persone che parteciperanno all&#8217;evento per finanziare progetti di solidarietà i protagonisti della <strong>Grande Cena di Boorea, che torna mercoledi 3 dicembre</strong> 2014 nell&#8217;ormai tradizionale scenario del Salone delle Feste di Correggio in via Fazzano. Gli chef come sempre verranno alla Grande Cena senza percepire alcun compenso. <strong>Le attività che saranno finanziate dagli ospiti della Grande Cena saranno di nuovo l&#8217;ospedale psichiatrico di Ambokala in Madagascar del Centro Missionario Diocesano, gestito dalla giovane ingegnere reggiana Enrica Salsi, e il progetto della ong Gvc di lotta allo human trafficking e allo sfruttamento di ragazze cambogiane vittime di processi di migrazione clandestina in Thailandia</strong>. Inoltre Boorea effettuerà due donazioni alle comunità di <strong>Finale Emilia</strong> e di <strong>Reggiolo</strong>, in segno di solidarietà per le gravi conseguenze patite dalle due località della Bassa in seguito al terremoto del 2012.</p>
<p>Le caratteristiche salienti della XV edizione della Grande Cena sono state illustrate il 12 novembre in una conferenza stampa a cui hanno partecipato il presidente di Boorea <strong>Luca Bosi</strong>, il consigliere comunale <strong>Domenico Cecere</strong> in rappresentanza dell&#8217;Amministrazione Comunale di San Martino in Rio, il direttore del Centro Missionario Diocesano<strong> don Gabriele Carlotti</strong>, il presidente provinciale di Auser <strong>Sandro Morandi</strong>, la vicepresidente di Gvc <strong>Patrizia Santillo, Danila Forti</strong> di <strong>Coop Consumatori Nordest, Vladimiro Ferretti </strong>di<strong> Coopservice, Ilaria Morandi </strong>di<strong> Coopselios </strong>e<strong> Adriano Milelli </strong>di<strong> Unieco.</strong></p>
<p>Il prezzo di partecipazione, 30 euro, rimane relativamente popolare, soprattutto se paragonato a quello di altre charity dinner. La prenotazione è obbligatoria a uno dei seguenti numeri di telefono: 0522-299356, 0522-630711,0522-636714.</p>
<p>La possibilità di offrire piatti griffati e cucinati da grandi chef a prezzi relativamente contenuti si deve anche al servizio gratuito ai tavoli e in cucina delle decine di volontari <strong>Auser</strong> e del <strong>Salone delle Feste</strong>, oltre che al sostegno delle numerose cooperative sponsor (oltre a quelle citate, <strong>Assofood-Unipeg, Cantine Riunite&amp;Civ, Ccpl, CIR-Food, Sicrea, Open.Co, UnipolSai, Ccfs, Telereggio e Ambra</strong>), del <strong>Consorzio del Parmigiano-Reggiano</strong> e del gruppo <strong>Iren</strong>, che fanno sì che l&#8217;intero incasso venga destinato ai progetti finanziati. La serata inoltre gode del sostegno dei <strong>Comuni di Correggio e San Martino in Rio</strong> e dei patrocini della <strong>Provincia di Reggio Emilia</strong> e dei <strong>Comuni di Reggio Emilia e Quattro Castella</strong>. Alla Grande Cena aderiscono <strong>Cgil, Cisl e Uil</strong>, l&#8217;associazione<strong> La Pira</strong>, il <strong>Centro don Gualdi, Federconsumatori</strong> e <strong>Arci Solidarietà</strong>. La serata è dedicata alla memoria dei volontari scomparsi <strong>Alberto Rossi, Velmore Davoli</strong> ed <strong>Enrico Giusti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I contratti integrativi di Cormo e Coop Legno</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2014 06:52:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A seguito delle notizie apparse sulla stampa, la direzione di Open.Co, ha emesso il 10 ottobre scorso il seguente comunicato. “L’avvenuta fusione della Cormo soc....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito delle notizie apparse sulla stampa, la direzione di <strong>Open.Co</strong>, ha emesso il 10 ottobre scorso il seguente comunicato.</p>
<p>“<strong>L’avvenuta fusione della Cormo soc. cooperativa di San Martino in Rio e della Coop Legno soc. cooperativa di Castelvetro di Modena, ha dato nascita alla Open.co soc. coop</strong>. La società si trova ad avere due contratti integrativi uno per ogni singolo stabilimento, e, al fine di evitare trattamenti ingiustamente diversi tra i lavoratori delle singole realtà produttive, <strong>la direzione aziendale ha provveduto a dare disdetta dei singoli contratti integrativi aziendali, che scadranno al 31 dicembre 2014 con il preciso intento che a far data dall’1 gennaio 2015 la Open.co possa avere un unico contratto aziendale.</strong></p>
<p>A scanso di ogni equivoco la direzione comunica che i contratti integrativi attuali rimarranno in vigore fino al 31 dicembre 2014.</p>
<p>La situazione economica della nostra società Open.co esposta all’Assemblea dei soci ci lega alla dura realtà della crisi,che ormai da molti anni ha colpito il settore dell’edilizia, e, proprio per costruire un futuro responsabile per tutti i lavoratori e per la nostra cooperativa la direzione ha avviato la richiesta di revisione degli integrativi.</p>
<p><strong>La direzione si mette a disposizione con atteggiamento responsabile per costruire assieme ai soci, al sindacato ed ai lavoratori il futuro della nostra cooperativa</strong> e per arrivare entro fine anno al nuovo integrativo aziendale valido per tutti i lavoratori di Open.co.”</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;interesse delle cooperative reggiane per il Sudafrica</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 10:19:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si è svolto il 24 settembre al Tecnopolo di Reggio Emilia l&#8217;incontro &#8220;Sudafrica Emilia-Romagna &#8211; Opportunità economiche e di scambio per l&#8217;agrofood processing, le energie...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si è svolto il 24 settembre al Tecnopolo di Reggio Emilia l&#8217;incontro &#8220;Sudafrica Emilia-Romagna &#8211; Opportunità economiche e di scambio per l&#8217;agrofood processing, le energie rinnovabili e il manifatturiero&#8221;.</strong></p>
<p>Sono intervenuti all&#8217;incontro il presidente della Camera di Commercio <strong>Stefano Landi</strong>, l&#8217;assessore alla Città Internazionale del Comune di Reggio Emilia <strong>Serena Foracchia</strong> e S. E. <strong>Nomatemba Tambo</strong>, Ambasciatore della Repubblica del Sudafrica in Italia. <strong>All&#8217;incontro erano presenti importanti cooperative e imprese reggiane aderenti a Legacoop, come Unieco, Coopsette, Sicrea, Open.Co, Coopservice, Unipeg.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;Ambasciatore Tambo, che lo scorso anno era stata ospite di Legacoop nella sede di via Ruini, ha poi incontrato la presidente di Legacoop Reggio Emilia Simona Caselli</strong> per un interessante scambio di opinioni sulle possibilità di intervento della cooperazione reggiana in Sudafrica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Cooperazione e il Mozambico</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 10:14:22 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si è svolto il 19 settembre, alla presenza dei presidenti di Legacoop Reggio Emilia e Boorea, Simona Caselli e Luca Bosi</strong>, il primo incontro di presentazione del progetto <strong>&#8220;Desk Mozambico&#8221;</strong>. All&#8217;incontro hanno partecipato <strong>Caire Urbanistica, Caire Progettazione, Unieco, Coopsette, Tecton, Sicrea, Open.co, Coopservice, Cir Food, Fondazione Solidarietà Reggiana</strong>. Il progetto Desk Mozambico ha riscontrato notevole interesse, gli interventi e le osservazioni dei presenti, di carattere puntuale, tecnico ed operativo, di fatto costituiscono il concreto avvio del progetto.</p>
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		<title>Dall&#8217;unione di Cormo e Cooplegno nasce Open.co, una nuova azienda con una storia antica</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2014 19:47:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le cooperative Cormo di S. Martino in Rio (Reggio Emilia) e CoopLegno di Castelvetro (Modena) hanno ufficializzato il 4 settembre la loro fusione, dalla quale...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le cooperative Cormo di S. Martino in Rio (Reggio Emilia) e CoopLegno di Castelvetro (Modena) hanno ufficializzato il 4 settembre la loro fusione, dalla quale è nata Open.co</strong> soc.coop con l’intento di rendere maggiormente competitive sul mercato globale le due cooperative, già leader nel settore dei serramenti.</p>
<p><strong>Il processo di fusione, avviato a inizio 2014, ha permesso di razionalizzare e specializzare gli impianti produttivi, mettendo a valore il know-how progettuale, impiantistico e organizzativo costruito in oltre 100 anni di storia</strong> dalle due realtà emiliane.<strong> “La fusione è la risposta alla perdurante crisi del settore dell&#8217;edilizia che ha investito in modo drammatico, e senza eccezioni, tutte le aziende della filiera delle forniture”. Queste le parole di Daniele Sitta, Presidente e Direttore Generale di Open.co.</strong> La decisione coraggiosa e responsabile di Cormo e CoopLegno è stata quella di reagire, unendo le forze per razionalizzare i costi e per nuovi investimenti. Grazie al supporto del movimento cooperativo, che ha creduto nel progetto industriale di Open.co, sono stati attivati i necessari interventi di rafforzamento patrimoniale e finanziario, che hanno permesso di superare le precedenti difficoltà: in questo modo &#8211; conclude Sitta &#8211; è stato possibile investire su nuovi mercati, sia in Italia che all’estero, ma anche su nuovi prodotti e servizi”. Tra questi, si segnala l’acquisto di un impianto industriale, dotato della migliore tecnologia attualmente disponibile, per la produzione di serramenti in PVC direttamente nello stabilimento di S. Martino in Rio, così come di porte per il settore alberghiero, e l’attivazione del servizio di rigenerazione dei serramenti esistenti.</p>
<p>L&#8217;obiettivo del piano triennale è di raggiungere 60 milioni di euro di fatturato nel 2016, per garantire la continuità produttiva e occupazionale.<strong> Oggi Open.co ha una capacità produttiva di oltre 400.000 tra porte, finestre e portoncini, che ne fanno il primo produttore in Italia. I dipendenti sono attualmente 500</strong> (300 dei quali sono soci) e tutti, seppur in misura diversa, sono toccati dall&#8217;utilizzo degli ammortizzatori sociali (CIG e solidarietà).</p>
<p>&nbsp;</p>
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