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	<title>la cooperazione reggiana &#187; libera</title>
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		<title>“Lotta alle mafie a Reggio Emilia”: il presidente di Legacoop Emilia Ovest Andrea Volta al dibattito del 30 aprile</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2016 07:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’ambito della Festa democratica del Pd Centro Storico di Reggio Emilia, in programma al Chiostro della Ghiara di via Guasco, è in programma sabato 30...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito della <b>Festa democratica del Pd</b> Centro Storico di Reggio Emilia, in programma al <b>Chiostro della Ghiara</b> di via Guasco, è in programma <b>sabato 30 aprile</b>, alle 21:00, un <b>incontro sul tema &#8220;Lotta alle mafie a Reggio Emilia&#8221;</b>. Interverranno <b>Andrea Costa</b>, segretario provinciale del Partito Democratico, <b>Antonio Mumolo</b>, consigliere Pd della Regione Emilia-Romagna, <b>Andrea Volta</b>, presidente di <b>Legacoop Emilia Ovest</b>, e <b>Manuel Masini</b>, coordinatore provinciale di <b>Libera </b>Reggio Emilia. Coordinerà <b>Simone Russo</b>, giornalista del Resto del Carlino.</p>
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		<title>La manifestazione di Libera a Reggio Emilia per ricordare le vittime delle mafie. Presente anche Legacoop</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2014 10:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 21 aprile il coordinamento reggiano di Libera ha organizzato per la prima volta a Reggio Emilia la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 21 aprile il coordinamento reggiano di Libera ha organizzato per la prima volta a Reggio Emilia la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie</strong>. Un corteo, partito dal negozio Etico in viale 4 Novembre, ha fatto tappa al Centro di Documentazione sulle Mafie in pieno centro storico per poi raggiungere Piazza dei Martiri del VII Luglio.</p>
<p>Qui <strong>i partecipanti alla manifestazione hanno assistito alla lettura dei mille nomi delle vittime delle mafie, che in questi decenni con i loro delitti hanno insanguinato l’Italia. Poliziotti, carabinieri, magistrati, uomini politici e delle istituzioni, religiosi, professori, liberi cittadini, bambini: queste le vittime delle mafie</strong>. Una lunga lettura di quasi due ore, effettuata in modo alternato da un centinaio di volontari impegnati a titolo personale o come rappresentanti di associazioni ed organizzazioni impegnate contro la criminalità organizzata.</p>
<p><strong>Per primi il Prefetto di Reggio Emilia Antonella De Miro e i vertici delle Forze dell’Ordine e della Magistratura. Successivamente sono intervenuti tra gli altri il sindaco vicario Ugo Ferrari, Ia presidente di Legacoop Reggio Emilia Simona Caselli, il presidente della Camera di Commercio Stefano Landi.</strong></p>
<p>Hanno aderito all’iniziativa con la loro presenza durante tutta la manifestazione diversi rappresentanti di cooperative aderenti impegnate in <strong>Cooperare per Libera Terra</strong>, nella vendita dei prodotti agroalimentari di Libera, nel sostegno alle cooperative che gestiscono i beni confiscati ai mafiosi: <strong>Andrea Grassi di Coopservice, Adriano Milelli di Unieco, Marzia Barani di Zora e Stradello, Lorenzo Barilli del Cral-Sanità, Ermes Bonacini di CIR food, Sante Fantuzzi di Tecton, Luigi Tamburini per il settore agroalimentare di Legacoop, Roberto Meglioli responsabile Rendicontazione sociale di Legacoop.</strong></p>
<p><strong>Simona Caselli ha ricordato anche l’impegno di Legacoop e di altre organizzazioni per l’iniziativa “Io riattivo il lavoro”</strong>, che ha raccolto120.000 firme a sostegno della legge d’iniziativa popolare “Misure per favorire l’emersione alla legalità e la tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata. L’obiettivo della legge è quello di snellire le procedure di gestione e destinazione delle aziende confiscate alle mafie, tutelare il tessuto d’impresa legale e la condizione dei lavoratori che rischiano di pagare con il licenziamento l’attività delittuosa del proprio datore di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Legacoop ha raccolto 1100 firme a sostegno dell’emersione alla legalità delle aziende confiscate alle mafie</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 14:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Legacoop di Reggio Emilia ha terminato la raccolta di firme a sostegno della proposta di legge popolare finalizzata a favorire l’emersione alla legalità delle aziende confiscate e sequestrate alle mafie</strong>. La campagna promossa con lo slogan “Io riattivo il lavoro” è stata organizzata da <strong>Libera, Cgil, Arci, Acli, Sos Impresa, Avviso pubblico, Pio La Torre Onlus </strong>e<strong> Legacoop</strong>, tutte associazioni civili ed organizzazioni  impegnate da anni nella costruzione della cultura della legalità e in azioni concrete e di contrastato alle varie mafie.</p>
<p>Legacoop ha consegnato in questi giorni al coordinamento provinciale della campagna tutte le firme raccolte dalle sue strutture e cooperative. <strong>Dal 21 di gennaio, giorno di inizio della raccolta, le cooperative aderenti a Legacoop Reggio Emilia hanno raccolto direttamente complessivamente 1.100 firme delle quali 754 in provincia e 346 fuori provincia</strong>. Sono state raccolte tutte in incontri dove è stata illustrata la proposta di legge ai consigli di amministrazione o alle assemblee.</p>
<p>“L’ottimo risultato – spiega <strong>Roberto Meglioli</strong>, responsabile rendicontazione sociale di Legacoop – è stato ottenuto coinvolgendo nella firma 42 presidenti o dirigenti di primo piano, 10 consigli di amministrazione, 7 assemblee di bilancio, soci e lavoratori di varie cooperative e in particolare di <strong>CIR food, Coopselios, Transcoop, Coopservice, Coop Consumatori Nordest, Consorzio Quarantacinque, Olmo, Archeosistemi, Lattemilia, Acta </strong>e<strong> Il Ginepro</strong>. Abbiamo inteso, partecipando attivamente alla raccolta, saldare la nostra attività economica e cooperativa con quella investigativa e repressiva portata avanti dagli organi dello Stato. Funzioni – prosegue Meglioli – che hanno bisogno non solo della nostra solidarietà ma soprattutto di una legislazione e di un sostegno adeguato nella quotidiana azione di contrasto”.</p>
<p>“Pensiamo che i 10 articoli della proposta di legge – aggiunge la presidente di Legacoop <strong>Simona Caselli </strong>– siano utili per consegnare al tessuto sociale locale i beni costruiti o acquisiti con la violenza, la sopraffazione, l’inganno, la frode, la prepotenza, l’usura, il riciclaggio e riequilibrando un tessuto economico soffocato dall’illegalità. <strong>Si propongono, con questa nuova legge, azioni utili a non interrompere l’attività aziendale del bene sequestrato, in modo da non depauperarne il valore economico e sociale e dimostrare nei fatti che nella legalità e nel rispetto delle regole si può lavorare con dignità</strong>. Ringraziamo le cooperative, i soci, i lavoratori e cittadini che hanno sostenuto con la loro firma questa proposta. Ora è il nuovo Parlamento – conclude Simona Caselli – che dovrà prenderla in esame e votarla. Sarà nostra cura non abbandonarla e sostenerla con una azione di supporto continuo fino all’approvazione”.</p>
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		<title>CIR food con Libera Terra per non dimenticare le vittime delle mafie</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 10:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dai terreni confiscati ai boss mafiosi nascono coltivazioni speciali, che hanno il sapore della legalità. In queste terre i giovani delle Cooperative Sociali di Libera...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dai terreni confiscati ai boss mafiosi nascono coltivazioni speciali, che hanno il sapore della legalità. In queste terre i giovani delle Cooperative Sociali di Libera Terra contribuiscono ogni giorno a invertire la rotta di un circuito economico ora sano e virtuoso.</strong></p>
<p><strong>Per sostenere questo lavoro CIR food ha scelto due prodotti, la pasta di semola e la passata di pomodoro siccagno corleonese, per la preparazione di oltre 32.000 pasti per scuole, ospedali e case di riposo </strong>di diversi Comuni in Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Toscana. L’iniziativa coincide con la XVIII Giornata della memoria e dell’impegno promossa da Libera in ricordo delle vittime di mafia, che ricorre come ogni anno il 21 marzo, primo giorno di primavera.</p>
<p>“<em>Con questi menu speciali vogliamo tenere alta l’attenzione sia sul lavoro di Libera Terra che sull’impegno contro la criminalità organizzata – commenta il presidente di CIR food, <strong>Ivan Lusetti </strong>- I giovani che coltivano le terre confiscate alla mafia sono un bellissimo esempio di risposta concreta e non violenta all’illegalità, un simbolo di giustizia sociale che sosteniamo con orgoglio</em>”.</p>
<p>In alcune gestioni l’utilizzo di prodotti Libera Terra è esteso a tutto l’anno: in totale CIR food nel 2012 ha acquistato 10,6 tonnellate di prodotti Libera Terra.</p>
<p><strong>Rafforzando un sodalizio pluriennale, nel 2013 CIR food sosterrà un’altra iniziativa di Libera, il Corso di Alta Formazione per il Contrasto Sociale alle Mafie, realizzato in collaborazione con Avviso Pubblico, Università di Padova e Banca Etica</strong>. Il percorso didattico è finalizzato a fornire competenze per riconoscere e affrontare segnali di inserimento delle mafie nella società e nell’economia del Nord d’Italia. Il corso è rivolto agli operatori di amministrazioni pubbliche e private, di servizi socio-educativi e informativi.</p>
<p>CIR food, inoltre, in queste settimane ha aderito, attraverso una raccolta di firme, anche alla campagna Io Riattivo il Lavoro,  legge di iniziativa popolare, che contiene proposte pratiche utili a far emergere nella legalità le aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata.</p>
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		<title>Alla fiera di scandiano si è parlato di legalità e cooperazione. Sono intervenute le cooperative di libera terra</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 09:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un sapore tutto particolare ha avuto quest’anno l’inaugurazione il 17 marzo, della centenaria Fiera di San Giuseppe a Scandiano, dedicata al tema della legalità. Il...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un sapore tutto particolare ha avuto quest’anno l’inaugurazione il 17 marzo, della centenaria Fiera di San Giuseppe a Scandiano, dedicata al tema della legalità. Il taglio del nastro è stato affidato al Prefetto di Reggio Emilia Antonella De Miro, da tempo impegnata nella lotta contro l’illegalità, con il sindaco di Scandiano Alessio Mammi. Presente anche una delegazione dell’associazione Libera con Gianluca Faraone, Umberto Ferrari e Raffaella Conci, assieme alla presidente di Legacoop Reggio Emilia Simona Caselli, alla vice presidente Cna Cristina Ferraroni e alla presidente Confcommercio Donatella Prampolini, e a diverse autorità del territorio.</strong></p>
<p>All’interno dei padiglioni del centro fieristico l’imprenditore Vittorio Maioli ha donato un aratro alla cooperativa Terre Joniche, di Isola Capo Rizzuto, consegnandolo alla presidente Raffaella Conci.</p>
<p>Sul tema della legalità è poi seguita una tavola rotonda con tutti gli ospiti, preceduta dai saluti di Alessio Mammi e del Prefetto De Miro.</p>
<p>Mammi ha ricordato il valore economico e commerciale di San Giuseppe, che ogni anno si conferma un appuntamento di grande interesse in campo agricolo, commerciale, industriale e artigianale. Il sindaco ha poi focalizzato l’attenzione sull’impegno della legalità per il contrasto alle mafie: “E’ stato importante per l’amministrazione comunale invitare quest’anno gli esponenti di Libera, a testimonianza di un’attenzione concreta di questo territorio nei confronti della legalità. A Scandiano lavoriamo da tempo su questi temi, attraverso un’opera di sensibilizzazione che coinvolge le scuole e i cittadini, tramite appuntamenti culturali, informativi, iniziative istituzionali e di coinvolgimento delle imprese. Continueremo a tenere alta l’attenzione per promuovere la legalità”.</p>
<p>Colpiscono anche le parole del Prefetto Antonella De Miro: “<strong>Il contrasto alle mafie è un tema che riguarda tutto il paese e appartiene anche a questi territori. L’impegno dello Stato è fondamentale, ma non può limitarsi alla repressione attraverso l’impiego delle forze dell’ordine. E’ necessario un intervento corale della società: imprese, famiglie, organizzazioni, per mettere all’indice le pratiche mafiose. La mafia vive del consenso delle persone: il nostro obiettivo è far perdere la sua autorevolezza. In questo modo è più facile debellarla”.</strong></p>
<p><strong>Poi i rappresentanti di Libera hanno portato la propria testimonianza sui processi di costituzione delle cooperative nate dalle terre liberate dalla Mafia: un percorso coraggioso, difficile – anche sul piano economico finanziario e della trasparenza &#8211; ma capace di restituire ad un territorio ferito, la possibilità di produrre generi agricoli e gastronomici di eccellenza, con attenzione ad aspetti quali la sostenibilità ambientale e le caratteristiche organolettiche dei prodotti agricoli.</strong> C’è tutto un mondo di imprese, lavoratori, cooperatori intenzionati a lavorare nell’ambito della legalità, aspetti considerati come pratiche normali e consuetudinarie in certi territori del paese, ma non ovunque.</p>
<p>Anche i presidenti delle associazioni datoriali sono intervenuti sugli aspetti riguardanti la legalità: <strong>Simona Caselli ha messo in rilievo le difficoltà anche tecnico finanziarie, evidenziando quanto sia importante che queste imprese diventino imprese di successo e producano prodotti buoni e apprezzati dal mercato. Rimane poi centrale il contrasto all’illegalità e all’abusivismo, come scelta consolidata e capacità di saper rispondere con forza nel contrasto all’economia illegale. Simona Caselli ha poi ricordato l’impegno di Legacoop a favore delle cooperative di Libera</strong>. “Sono orgogliosa che aderiscano alla mia organizzazione &#8211; ha detto la presidente di Legacoop – e ricordo anche l’impegno di numerose cooperative reggiane nella raccolta difirme per una proposta di legge per l’emersione alla legalità e la tutela dei lavoratori delle aziende confiscate alla criminalità organizzata”. L’iniziativa (“Io riattivo il lavoro”) è promossa promossa da Cgil, Libera, Legacoop, Arci, Acli, SOS Impresa, Avviso Pubblico, Pio La Torre Onlus, Federconsumatori, Anpi, Uisp e Auser provinciali. Tra i cooperatori ha già superato le 600 firme.</p>
<p>Donatella Prampolini ha sottolineato le difficoltà delle piccole imprese tra sviluppo economico e contrasto alla microcriminalità, e alla mancanza del credito. Cristina Ferraroni ha puntato l’attenzione sull’importante lavoro di denuncia, sensibilizzazione e presidio svolto da CNA per promuovere la legalità.</p>
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		<title>LE AZIENDE CONFISCATE ALLA MAFIA SONO UN BENE DI TUTTI</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2013 10:49:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stata presentata il 16 gennaio alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia la <strong>raccolta firme a sostegno di una legge di iniziativa popolare che contiene proposte pratiche utili a far emergere nella legalità le aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata. Legacoop </strong>si trova insieme in questa azione di costruzione legislativa ad altre organizzazioni ed associazioni nazionali importanti come <strong>Cgil, Libera, Arci, Acli, Sos Impresa, Avviso pubblico, Pio La Torre Onlus</strong>, tutte impegnate da anni nella costruzione di cultura della legalità e di azioni concrete di contrastato alle varie mafie. L’iniziativa è stata anche presentata nel pomeriggio alla <strong>Direzione di Legacoop Reggio Emilia</strong>, raccogliendo già le prime firme dei componenti della Direzione stessa.</p>
<p>“In questo momento di dura crisi economica e finanziaria – spiega <strong>Roberto Meglioli</strong>, responsabile Rendicontazione Sociale di Legacoop Reggio Emilia &#8211; le nostre cooperative aderenti sentono forte le turbative di mercato che quotidianamente imprese illegali rifornite di finanziamenti sporchi e di conoscenze tecniche oramai adeguate svolgono anche nella nostra realtà provinciale, aiutate da una burocrazia a volte ottusa e da una legislazione a loro vantaggio. Con questa proposta si intende saldare l’attività già svolta dalle singole organizzazioni con quella investigativa e repressiva che ha bisogno non solo della nostra solidarietà, ma soprattutto di una legislazione e di un sostegno adeguato nella quotidiana azione di contrasto. La buona società economica e civile deve scacciare il cancro che la attanaglia. Legacoop &#8211; prosegue Meglioli &#8211; pensa che i 10 articoli della legge di iniziativa popolare siano utili per consegnare al tessuto sociale locale i beni costruiti con la violenza, la sopraffazione, l’inganno, la frode, la prepotenza. Garantiremo il massimo livello di trasparenza sin dal momento successivo al sequestro. Informazioni utili per il tessuto sociale che circonda l’azienda sequestrata. Aiuteremo a combattere la mafia costituendo all’Interno dell’agenzia per i beni confiscati un ufficio per le attività produttive e sindacali con l’obiettivo di rendere più agile e trasparente le azioni utili a mantenere il valore economico e sociale dell’attività confiscata. Prevediamo la costituzione di tavoli provinciali permanenti presso ogni Prefettura utili ad aiutare e a non lasciare soli gli Amministratori Giudiziari. Prevediamo misure a sostegno sia dei lavoratori reintroducendo la possibilità di utilizzare gli ammortizzatori sociali ora negati tramite la recente legge Fornero sia a sostegno delle imprese favorendo sbocchi di mercato, diminuendo l’iva prevista, favorendo la costituzione di cooperative di lavoratori. L’obiettivo è di non interrompere l’attività aziendale, non depauperare il suo valore economico e sociale, dimostrare che nella legalità e nel rispetto delle regole si può lavorare dignitosamente. <strong>Sosterremo la campagna</strong> &#8211; conclude Meglioli &#8211; <strong>raccogliendo le firme tra i cooperatori incalzando il futuro parlamento che dovrà discutere e approvare questa legge per l’emersione alla legalità e la tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata</strong>&#8220;.</p>
<p>Il primo appuntamento pubblico per la raccolta delle firme si è svolto il 19 gennaio in Piazza del Monte a Reggio Emilia: numerosi persone hanno apposto già nella mattinata la loro firma a sostegno della legge: tra queste la presidente della Provincia di Reggio Emilia <strong>Sonia Masini</strong>, l&#8217;on. <strong>Maino Marchi</strong>, l&#8217;assessore del Comune di Reggio Emilia <strong>Franco Corradini</strong>, la presidente di Legacoop <strong>Simona Caselli </strong>e il segretario generale della Cgil <strong>Guido Mora</strong>.</p>
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