<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>la cooperazione reggiana &#187; giuliano gallini</title>
	<atom:link href="https://www.lacooperazionereggiana.it/tag/giuliano-gallini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lacooperazionereggiana.it</link>
	<description> </description>
	<lastBuildDate>Thu, 14 Jun 2018 09:30:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5</generator>
		<item>
		<title>Venezia 74: Al cortometraggio “Le visite” di Elio Di Pace il Premio Fedic- Il Giornale del Cibo</title>
		<link>https://www.lacooperazionereggiana.it/venezia-74-al-cortometraggio-le-visite-di-elio-di-pace-il-premio-fedic-il-giornale-del-cibo/</link>
		<comments>https://www.lacooperazionereggiana.it/venezia-74-al-cortometraggio-le-visite-di-elio-di-pace-il-premio-fedic-il-giornale-del-cibo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2017 08:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Flash]]></category>
		<category><![CDATA[cir food]]></category>
		<category><![CDATA[giuliano gallini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lacooperazionereggiana.it/?p=10834</guid>
		<description><![CDATA[Va al cortometraggio “Le visite” del giovane salernitano Elio Di Pace (classe 1988) la menzione speciale Fedic-Il Giornale del Cibo, assegnata all’opera che ha proposto...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Va al cortometraggio “Le visite” del giovane salernitano Elio Di Pace (classe 1988) la menzione speciale Fedic-Il Giornale del Cibo, </b>assegnata all’opera che ha proposto la scena più significativa legata al cibo e all’alimentazione nell’ambito della <b>74° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. </b></p>
<p>Presentato alla Mostra nella <b>Settimana Internazionale della Critica </b>(sezioneSIC@SIC, Short Italian Cinema),“<b>Le visite” è stato scelto perché il cibo e la sua preparazione sono parte integrante dell’opera.</b> Il cortometraggio è ambientato nella cucina di un appartamento dove una madre e una zia preparano pasta al forno e pacchi di caffè da portare al figlio e nipote detenuto a Poggioreale. L&#8217;abilità tecnica e narrativa del regista si esprime nella raffinata immagine retrò utilizzata e rende drammatica una preparazione culinaria che ha un tragico epilogo fuori campo.</p>
<p>“In questo corto, la cucina diventa luogo dell’amore, della cura, e anche della discussione – afferma <b>Giuliano Gallini</b>, <b>direttore marketing strategico di CIR food </b>– dove prende forma un dilemma: convincere Francesco a diventare collaboratore di giustizia o lasciare che sconti tutta la sua pena. Un’opera semplice quanto profonda”.</p>
<p><b>La quarta edizione del premio collaterale Fedic, Federazione Italiana dei Cineclub, rafforza la collaborazione tra la Federazione e Il Giornale del Cibo, magazine online edito da CIR food</b>. Una collaborazione nata per celebrare il cibo e i suoi valori attraverso il linguaggio cinematografico che, come poche altre espressioni artistiche,è capace di raccontarne il valore culturale e sociale.</p>
<p>Il premio Fedic-Il Giornale del Cibo è stato consegnato da Giuliano Gallini, sabato 9 settembre 2017 all’Hotel Excelsior del Lido, nello spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo dedicato ai premi collaterali della Mostra del Cinema di Venezia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lacooperazionereggiana.it/venezia-74-al-cortometraggio-le-visite-di-elio-di-pace-il-premio-fedic-il-giornale-del-cibo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IL COSTO DELL’IGNORANZA: CIR FOOD AL FESTIVAL DI INTERNAZIONALE 2016 A FERRARA</title>
		<link>https://www.lacooperazionereggiana.it/il-costo-dellignoranza-cir-food-al-festival-di-internazionale-2016-a-ferrara/</link>
		<comments>https://www.lacooperazionereggiana.it/il-costo-dellignoranza-cir-food-al-festival-di-internazionale-2016-a-ferrara/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2016 07:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cir food]]></category>
		<category><![CDATA[giuliano gallini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lacooperazionereggiana.it/?p=9772</guid>
		<description><![CDATA[La cultura è solo una voce di spesa o va intesa come investimento per lo sviluppo? Non è piuttosto l’ignoranza ad avere un prezzo altissimo?...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>La cultura è solo una voce di spesa o va intesa come investimento per lo sviluppo? Non è piuttosto l’ignoranza ad avere un prezzo altissimo?</b> Partendo da queste domande <b>CIR food coinvolge a Ferrara università, imprese ed esperti sul legame tra bassa crescita economica dell’Italia e scarsi investimenti in cultura</b>.</p>
<p>L’Italia non brilla per investimenti e consumi culturali, che sono tra i più bassi d’Europa. Stando agli ultimi dati Eurostat siamo fanalino di coda sia per la spesa pubblica sull’educazione, pari al 7,9% contro il 10,2% della media europea, che per quella destinata alla cultura, pari al 1,1% contro il 2,2%. Non solo, i consumi culturali privati degli italiani sono più bassi del 27% rispetto alla media europea. Una tendenza analoga si registra anche per quanto riguarda la crescita economica: negli ultimi 15 anni la produttività dell’intera economia è aumentata dell’1% in Italia, contro il 17% dei nostri maggiori partner europei (dati Confindustria).</p>
<p><b>CIR food è convinta che la cultura, o la sua mancanza, abbia un’incidenza sulla produttività delle imprese e dunque sulla crescita</b>. Per questo l’impresa di ristorazione propone al <b>Festival di Internazionale 2016</b>, in collaborazione con <b>FiordiRisorse</b> e <b>Senza Filtro</b>, il tema del costo economico e sociale dell’ignoranza. <b>Attraverso un workshop e un dibattito pubblico CIR food punta a dimostrare l’esistenza di una correlazione tra la bassa crescita dell’Italia negli ultimi anni e il fattore ignoranza</b>, dovuto agli scarsi investimenti in cultura, proponendo suggerimenti concreti utili a invertire la rotta.</p>
<p><b>Il confronto pubblico è in programma il 1° ottobre alle 14:30 nel ridotto del Teatro, a Ferrara.</b></p>
<p><b>“Quest’anno – ha sottolineato Giuliano Gallini, direttore commerciale di CIR food – abbiamo voluto portare a Ferrara un tema ambizioso, quello della relazione tra cultura e produttività, per ribadire l’importanza per imprese e organizzazioni di investire in cultura, come già accade all’estero</b>”.</p>
<p>Dopo aver presentato lo scorso anno il primo manifesto sul benessere organizzativo “L’Azienda che vorrei”, CIR food torna dunque al Festival di Internazionale 2016 con l’obiettivo di individuare i benefici economici e sociali per le organizzazioni che investono in cultura e far fronte a quello che Paul Krugman ha definito il “misterioso collasso della produttività italiana”.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lacooperazionereggiana.it/il-costo-dellignoranza-cir-food-al-festival-di-internazionale-2016-a-ferrara/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>VENEZIA 73: AL FILM “ORECCHIE” DI ALESSANDRO ARONADIO IL PREMIO FEDIC-IL GIORNALE DEL CIBO DI CIR FOOD</title>
		<link>https://www.lacooperazionereggiana.it/venezia-73-al-film-orecchie-di-alessandro-aronadio-il-premio-fedic-il-giornale-del-cibo-di-cir-food/</link>
		<comments>https://www.lacooperazionereggiana.it/venezia-73-al-film-orecchie-di-alessandro-aronadio-il-premio-fedic-il-giornale-del-cibo-di-cir-food/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2016 10:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cir food]]></category>
		<category><![CDATA[giuliano gallini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lacooperazionereggiana.it/?p=9711</guid>
		<description><![CDATA[È il film “Orecchie” di Alessandro Aronadio il vincitore della menzione speciale Fedic-Il Giornale del Cibo, assegnata all’opera che ha proposto la scena più significativa...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>È il film “Orecchie” di Alessandro Aronadio il vincitore della menzione speciale Fedic-Il Giornale del Cibo, assegnata all’<i>opera che ha proposto la scena più significativa legata al cibo e all’alimentazione</i> nell’ambito della 73° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia</b>.</p>
<p>Con questo <b>premio collaterale</b>, giunto alla <b>terza edizione</b>, si rafforza la collaborazione tra Fedic, Federazione Italiana dei Cineclub, e Il <b>Giornale del Cibo, magazine online edito da CIR food</b>, nel testimoniare <b>lo stretto legame che esiste tra cibo e cinema. </b></p>
<p>Il film di Aronadio, presentato a Venezia nella sezione Biennale College, è stato scelto per la scena nella quale un cameriere, istruito fino all’alienazione, vuole imporre un menù completo immodificabile, con relativo premio. Una situazione solo all’apparenza surreale, che invece coglie esattamente la realtà.</p>
<p>Il premio Fedic-Il Giornale del Cibo è stato consegnato nella giornata conclusiva della Mostra da <b>Giuliano Gallini</b> di CIR food, che ha dichiarato: “Nella sua giornata alla scoperta della follia del mondo, il protagonista scopre l’arte di assemblare le emozioni anche al ristorante, dove viene imposta un’idea di cibo distorta e standardizzata. Da qui il paradosso che abbiamo voluto premiare, visto che al contrario il cibo è molto di più, è parte della nostra cultura e per questo va tutelato dall’omologazione e dalla banalità di un unico combo-menu per tutti”.</p>
<p>Il Premio. <b>Con la menzione speciale Fedic-Il Giornale del Cibo, riconoscimento che rientra tra i premi collaterali della Mostra del Cinema di Venezia, CIR Food sceglie, ormai da tre edizioni, di ribadire valori come innovazione, legalità, democrazia, sostenibilità e accessibilità, alimentando un’idea di trasmissione delle tematiche legate al cibo anche attraverso diversi strumenti e linguaggi</b>. Fra questi il cinema, che in più occasioni rivela uno stretto legame con il cibo e i suoi valori. Nel 2014 il premio è andato al docu-film di Gabriele Salvatores “Italy in a day “, mentre lo scorso anno è stato scelto il film “L’attesa” di Piero Messina</p>
<p><b>La giuria della 3° menzione speciale Fedic-Il Giornale del Cibo</b><b>: </b>Carlo Gentile (Giornalista RAI), Paolo Micalizzi (Critico e Storico del Cinema), Franco Mariotti (Giornalista e Vicepresidente SNGCI), Ferruccio Gard (Giornalista e Artista), Ugo Baistrocchi (Dirigente Mibac), Giuliano Gallini (CIR food &#8211; Il Giornale del Cibo), Lorenzo Bianchi Ballano (Filmaker  Fedic), Fausto Ghiretti (filmaker Fedic), Carlotta Bruschi (filmaker Fedic), Italo Moscati (giornalista e scrittore), Stefania Ippoliti (Presidente Italian Film Commission), Giancarlo Zappalà (Giornalista di <a href="http://www.mymovies.it/">www.mymovies.it</a>), Mauro di Francesco (giornalista).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lacooperazionereggiana.it/venezia-73-al-film-orecchie-di-alessandro-aronadio-il-premio-fedic-il-giornale-del-cibo-di-cir-food/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IL CIBO È CULTURA: LE EMOZIONI DI EXPO IN UN DOCUFILM DI ANDREA SEGRE PRODOTTO DA CIR FOOD</title>
		<link>https://www.lacooperazionereggiana.it/il-cibo-e-cultura-le-emozioni-di-expo-in-un-docufilm-di-andrea-segre-prodotto-da-cir-food/</link>
		<comments>https://www.lacooperazionereggiana.it/il-cibo-e-cultura-le-emozioni-di-expo-in-un-docufilm-di-andrea-segre-prodotto-da-cir-food/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Feb 2016 10:21:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cir food]]></category>
		<category><![CDATA[giuliano gallini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lacooperazionereggiana.it/?p=8734</guid>
		<description><![CDATA[Vivere il cibo come una tavola pubblica sempre più vicina alle proprie radici, ma anche aperta alla diversità e al futuro, che educhi a stili...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Vivere il cibo come una tavola pubblica sempre più vicina alle proprie radici, ma anche aperta alla diversità e al futuro</b>, che educhi a stili alimentari e di vita sani. <b>Questa è l’esperienza di CIR food in Expo, l’impresa leader in Italia nei servizi di ristorazione collettiva</b>, che ha servito 4 milioni di visitatori nei suoi 20 ristoranti durante l’Esposizione milanese.</p>
<p><b>Nel film documentario Expo sotto la superficie, prodotto da CIR food e presentato il 23 febbraio in anteprima al MIC di Milano, il regista Andrea Segre, noto al pubblico per opere come Io sono Li e La Prima Neve, ha catturato la ricchezza di questa esperienza mettendo a fuoco il protagonista indiscusso, il cibo</b>. Ciò che emerge è il racconto dietro le quinte dei valori sociali e culturali dell’alimentazione, con uno sguardo cinematografico all’esperienza delle persone che a vario titolo hanno animato questo grande evento. La volontà di CIR food, attraverso iniziative culturali e produzioni scientifiche, è di contribuire a tenere alta l’attenzione sulle tematiche più importanti dell’Esposizione Universale, quali la lotta allo spreco, la sostenibilità ambientale, la tutela della biodiversità e la sicurezza di un’alimentazione sana per tutti.</p>
<p>“<b>Consapevole di aver partecipato a un’esperienza non convenzionale, CIR food ha voluto produrne una testimonianza artistica, affidandola a un autore fra i più sensibili e capaci del panorama cinematografico, Andrea Segre</b> – ha dichiarato <b>Giuliano Gallini</b>, direttore Marketing di CIR food, durante la presentazione – Nutrire il presente per costruire il futuro significa promuovere la cultura come dimensione propria dell’attività imprenditoriale e non come mero mecenatismo. <b>Per abitare il futuro facendo ristorazione nel presente – ha concluso Gallini – oltre a grandi capacità manageriali servono profondità culturale e consapevolezza del ruolo sociale del cibo</b>”.</p>
<p>Alla proiezione del film documentario ha preso parte <b>Massimiliano Tarantino</b>, segretario generale di <b>Fondazione Giangiacomo Feltrinelli</b>, che ha sottolineato: “La legacy di Expo Milano 2015 risiede nella forza del messaggio e nel metodo che lo ha determinato. Il percorso della Carta di Milano ci insegna che un metodo basato sulla condivisione delle competenze e il reciproco ascolto è possibile e, soprattutto, fonda le basi di uno sviluppo sostenibile e responsabile. Milano può e deve essere capitale globale delle soluzioni e della formazione per uno sviluppo sostenibile e responsabile.”</p>
<p>La <b>Carta di Milano</b>, promossa da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e Expo 2015 attraverso i centri di ricerca di Laboratorio Expo, rappresenta la vera eredità culturale di questa esposizione universale. Con oltre un milione di firme raccolte, ha il compito di coinvolgere cittadini, imprese, istituzioni e associazioni in un impegno concreto che garantisca le generazioni future di poter godere del diritto al cibo.</p>
<p>Per il cinema italiano parlare di cibo non è una novità, anche se in questa occasione è la prospettiva a cambiare. Non più solo una fotografia dei gusti e delle tendenze di oggi, ma un’indagine “sotto la superficie” per capirne i risvolti culturali e sociali.</p>
<p>“I grandi eventi come Expo sono centrali nella società globale, ne accompagnano la corsa e ne disegnano spesso la frenesia. Avere la possibilità di fermare il tempo di un grande evento e di indagarne il processo di costruzione e distruzione mi è sembrata un&#8217;occasione da non perdere per un documentarista. Perché fare cinema documentario significa non guardare solo la superficie, ma provare a capire cosa c’è dietro e dentro ad essa”, ha affermato il regista Andrea Segre.</p>
<p><b>L’opera nasce con l’intento di mettere in scena la materializzazione e dematerializzazione di Expo, attraverso l’uso di due linguaggi cinematografici: il time lapse e lo slow motion. Dalle immagini velocizzate che mostrano la nascita di intere strutture a quelle che catturano al rallentatore gli istanti di Expo, il regista viene attratto</b> <b>dai volti delle persone, dalle loro storie “lente” che intrecciano e danno vita alla velocità di un grande evento</b>. Nell’esito finale, quindi, il regista sposta lo sguardo dalle strutture alle persone, invitando lo spettatore a una riflessione profonda sul grande protagonista di questa Esposizione Universale, il cibo, ispiratore di una riflessione utile e necessaria: “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Perché il cibo è anche altro. È cogliere l’occasione di fermarsi, di rallentare, di liberare il pensiero per tornare a pensare, a riflettere; è attivare i sensi, aprire delle finestre sul mondo e accettare le diversità.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lacooperazionereggiana.it/il-cibo-e-cultura-le-emozioni-di-expo-in-un-docufilm-di-andrea-segre-prodotto-da-cir-food/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>EXPO 2015: 4 MILIONI DI PERSONE NEI LOCALI CIR FOOD</title>
		<link>https://www.lacooperazionereggiana.it/expo-2015-4-milioni-di-persone-nei-locali-cir-food/</link>
		<comments>https://www.lacooperazionereggiana.it/expo-2015-4-milioni-di-persone-nei-locali-cir-food/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2015 08:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[chiara nasi]]></category>
		<category><![CDATA[cir food]]></category>
		<category><![CDATA[giuliano gallini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lacooperazionereggiana.it/?p=7946</guid>
		<description><![CDATA[Bilancio positivo per CIR food a Expo 2015, che porta a casa non solo i numeri attesi – 4 milioni di visitatori nei locali, 23...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Bilancio positivo per CIR food a Expo 2015, che porta a casa non solo i numeri attesi – 4 milioni di visitatori nei locali, 23 milioni di euro di fatturato – ma anche il successo di una filosofia di servizio che ha avuto la sua massima espressione nei nuovi modelli di ristorazione lanciati all’Esposizione</strong> e in un approccio alla nutrizione che ha fatto leva sui valori della cultura, della sostenibilità e del diritto a un cibo giusto a prezzi accessibili.</p>
<p><strong>Con 4.000 posti a sedere, i 17 ristoranti e i 3 punti ristoro a Cascina Triulza hanno infatti alternato nei 6 mesi di Expo idee nuove per vivere il cibo nel terzo millennio.</strong> Confermando la sovranità del Made in Italy, dai dati di vendita di CIR food sono emerse alcune interessanti tendenze sui consumi di oggi e di domani: la ‘semplicità’ si conferma come uno dei valori chiave quando si parla di food, seguita a ruota dalla ‘tradizione’ che ha guidato le scelte della maggior parte degli utenti. Un mix che si riflette nelle migliaia di kg di pizza e pasta preparati nel corso della manifestazione e nei quasi 2 milioni di caffè serviti ai visitatori.</p>
<p>“<strong>Questo risultato è importante per due ragioni – ha dichiarato Chiara Nasi, presidente di CIR food, al termine dell’Esposizione – La prima è legata al successo dei nostri nuovi format di ristorazione che si sono dimostrati all’altezza di soddisfare i volumi della manifestazione e le aspettative dei visitatori</strong>, coniugando una buona qualità dell’offerta ad un prezzo giusto. <strong>La seconda, invece, ha radici più profonde e ha a che fare con il nostro modo di ‘Vivere il Cibo’, per promuovere una ristorazione sostenibile e accessibile a tutti</strong>. Un progetto a cui crediamo da sempre e che nel corso di questi sei mesi ha trovato molti sostenitori in chi ha avuto modo di conoscerci”, ha aggiunto.</p>
<p><strong>Oltre ai servizi di ristorazione, a Expo 2015 CIR food ha organizzato infatti 10 eventi culturali seguendo il filo conduttore “Vivere il cibo, nutrire il futuro”.</strong> Convegni, tavole rotonde e mostre a cui hanno partecipato &#8211; per citarne solo alcuni &#8211; il giudice <strong>Gian Carlo Caselli</strong>, l’antropologo<strong> Marino Niola</strong>, l’agronomo <strong>Andrea Segrè</strong>, il Consigliere di Stato e Commissario Anac <strong>Michele Corradino</strong>, <strong>Carlo Petrini</strong> di Slow Food con <strong>Silvio Barbero</strong> dell’Università di Pollenzo, il medico nutrizionista di Adi<strong> Lucio Lucchin</strong>, <strong>Alessandro Leo</strong> di Libera Terra, lo scultore <strong>Giuliano Tomaino</strong> e l’architetto<strong> Mario Botta</strong>.</p>
<p>“<strong>Grazie a questi eventi abbiamo approfondito a 360 gradi il tema dell’alimentazione del futuro, dalla gestione degli appalti pubblici alle ultime tendenze sul cibo – ha commentato Giuliano Gallini, direttore commerciale e marketing di CIR food</strong> – Su queste basi intendiamo proseguire questo percorso per dare valore al cibo, non solo dal punto di vista nutrizionale, ma anche culturale e sociale. I servizi di ristorazione, in primis nel settore pubblico, non devono infatti essere percepiti alla stregua di commodity, ma vissuti come prestazioni a valore aggiunto, dove il presidio sulla qualità deve essere una priorità assoluta”.</p>
<p><strong>Dopo la chiusura di Expo CIR food guarda ora al futuro dei format proposti all’interno del sito espositivo dell’Esposizione Universale. L’obiettivo è quello di partecipare alle gare d’appalto per i servizi di ristorazione delle grandi concessioni,</strong> ma anche di diffondere i propri locali nel cuore delle città che meglio rispondono alle caratteristiche delle nuove insegne. La sfida, adesso, è riuscire a individuare quei contesti in grado di valorizzare non solo l’offerta ristorativa proposta, ma anche la filosofia alimentare e culturale che è alla base dei concept lanciati a Expo.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lacooperazionereggiana.it/expo-2015-4-milioni-di-persone-nei-locali-cir-food/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CIR food: convegno a Expo su “La ristorazione sociosanitaria 2.0”</title>
		<link>https://www.lacooperazionereggiana.it/cir-food-convegno-a-expo-su-la-ristorazione-sociosanitaria-2-0/</link>
		<comments>https://www.lacooperazionereggiana.it/cir-food-convegno-a-expo-su-la-ristorazione-sociosanitaria-2-0/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2015 15:11:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[cir food]]></category>
		<category><![CDATA[giuliano gallini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lacooperazionereggiana.it/?p=7592</guid>
		<description><![CDATA[CIR food organizza il 29 settembre ad Expo 2015 un incontro su “La ristorazione sociosanitaria 2.0. Nuovi servizi per un equilibrio tra esigenze e costi”....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CIR food organizza il 29 settembre ad Expo 2015 un incontro su “La ristorazione sociosanitaria 2.0. Nuovi servizi per un equilibrio tra esigenze e costi”</strong>. Sarà un momento di approfondimento teso a definire ed analizzare i <strong>processi decisionali che Enti Pubblici, Asl, Aziende ospedaliere e presidi debbono intraprendere per avviare gare pubbliche per l’affidamento di un servizio strategico come quello della ristorazione</strong> per degenti e dipendenti. L’iniziativa si terrà alle 12:45 presso CIR foof lounge, Stecca G1 (di fronte Lake Arena).</p>
<p>Condurrà l’incontro<strong> Giuliano Gallini</strong>, direttore Commerciale e Marketing CIR food. Interverranno <strong>Gianluca Biglino</strong>, direttore commerciale segmento Ristorazione Sanitaria CIR food, <strong>Davide Croce</strong>, direttore CREMS Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale,Università Carlo Cattaneo, LIUC, <strong>Anna Fiorenza</strong>, consulente MEF,Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, <strong>Salvatore Gioia</strong>, presidente A.L.E., Associazione Lombarda Economi e Provveditori della Sanità, <strong>Lucio Lucchin</strong>, past-president Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica ADI, <strong>Sandra Zuzzi</strong>, presidente F.A.R.E., Federazione delle Associazioni Regionali Economie Provveditori della Sanità.</p>
<p>L’evento è a numero chiuso. Informazioni: eventi@cir-food.it, 0522 530436, 338 7386994.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lacooperazionereggiana.it/cir-food-convegno-a-expo-su-la-ristorazione-sociosanitaria-2-0/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>AI VENICE DAYS L&#8217;ANTEPRIMA DEL CORTO DI ANDREA SEGRE  SULL’ESPERIENZA DI CIR FOOD A EXPO 2015</title>
		<link>https://www.lacooperazionereggiana.it/ai-venice-days-lanteprima-del-corto-di-andrea-segre-sullesperienza-di-cir-food-a-expo-2015/</link>
		<comments>https://www.lacooperazionereggiana.it/ai-venice-days-lanteprima-del-corto-di-andrea-segre-sullesperienza-di-cir-food-a-expo-2015/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2015 07:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cir food]]></category>
		<category><![CDATA[giuliano gallini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lacooperazionereggiana.it/?p=7469</guid>
		<description><![CDATA[Il cibo e l’universo di temi che ruotano intorno a esso nell&#8217;anno di Expo entrano alle Giornate degli Autori grazie al regista Andrea Segre, protagonista...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il cibo e l’universo di temi che ruotano intorno a esso nell&#8217;anno di Expo entrano alle Giornate degli Autori grazie al regista <strong>Andrea Segre</strong>, protagonista <strong>martedì 8 settembre ai Venice Days</strong> con <strong>Giorgio Gosetti</strong> per presentare il progetto Laguna Sud. Nella Villa di Lungomare Marconi 56 il regista veneto ha mostrato in anteprima nazionale i <strong>primi estratti del cortometraggio che sta girando a Expo 2015 su incarico di CIR food</strong>, l&#8217;impresa partner ufficiale dell’Esposizione Universale di Milano per la ristorazione.</p>
<p><strong>La storia del corto</strong></p>
<p><strong>CIR food ha messo i suoi cantieri e le sue aree ristorative a disposizione di Andrea Segre che, con la collaborazione di Simone Falso e Matteo Calore, ha potuto catturare, fin dalle prime fasi, le immagini di un’avventura unica e affascinante. L’opera mette in scena, infatti, la materializzazione e dematerializzazione di Expo</strong>, attraverso l’uso di tre linguaggi cinematografici: il time lapse, l’intervista ai protagonisti di Expo e lo slow motion. Dalle immagini velocizzate che mostrano la nascita di intere strutture a quelle che catturano al rallentatore gli istanti di Expo attraverso i volti delle persone, il regista invita lo spettatore a una riflessione profonda sul grande protagonista di questa Esposizione Universale, il cibo, ispiratore di una riflessione utile e necessaria: “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Inoltre, attraverso alcune interviste alle persone che lavorano nei locali di CIR food, il filmato si sofferma sui temi più urgenti di Expo, fra cui lo spreco alimentare, coinvolgendo chi, ogni giorno, è impegnato a nutrire il pianeta.</p>
<p>“<strong>I grandi eventi sono centrali nella società globale, ne accompagnano la corsa e ne disegnano spesso la frenesia – ha dichiarato il regista, Andrea Segre</strong> – Avere la possibilità di fermare il tempo di un grande evento e di indagarne il processo di costruzione distruzione mi è sembrata un&#8217;occasione da non perdere per un documentarista. Perché fare cinema documentario significa non guardare solo la superficie, ma provare a capire cosa c’è dietro e dentro ad essa”.</p>
<p>&#8220;<strong>Il linguaggio del cinema sa raccontare come pochi altri i retroscena culturali e sociali del cibo &#8211; ha aggiunto Giuliano Gallini, direttore commerciale e Marketing di CIR food – Per questo, consapevoli di partecipare a un’esperienza non convenzionale come Expo 2015, abbiamo sentito il dovere di produrre una testimonianza, affidata ad un autore fra i più sensibili e capaci del panorama cinematografico.</strong> Non solo, la nostra ambizione è che grazie al cinema appaia chiaro che quando si tratta di alimentazione non si può fare a meno della qualità, in cucina come nei campi”.</p>
<p>Le riprese di Andrea Segre a Expo 2015 per conto di CIR food proseguiranno dunque anche dopo il termine dell’Esposizione Universale, per indagarne anche il disallestimento, ultimo atto di una colossale e temporanea messa in opera, altrimenti accessibile ai soli addetti ai lavori. Il cortometraggio sarà pronto all’inizio del 2016.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lacooperazionereggiana.it/ai-venice-days-lanteprima-del-corto-di-andrea-segre-sullesperienza-di-cir-food-a-expo-2015/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CIR FOOD E CONFIMPRESE: MANGIARE IN VIAGGIO, UN MERCATO CHE PROMETTE SORPRESE</title>
		<link>https://www.lacooperazionereggiana.it/cir-food-e-confimprese-mangiare-in-viaggio-un-mercato-che-promette-sorprese/</link>
		<comments>https://www.lacooperazionereggiana.it/cir-food-e-confimprese-mangiare-in-viaggio-un-mercato-che-promette-sorprese/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2015 07:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cir food]]></category>
		<category><![CDATA[giuliano gallini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lacooperazionereggiana.it/?p=7252</guid>
		<description><![CDATA[Nel corso della tavola rotonda del 7 luglio dal titolo “Travel Retail, le nuove frontiere della ristorazione”, promossa da CIR food in collaborazione con Confimprese,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso della tavola rotonda del 7 luglio dal titolo <strong>“Travel Retail, le nuove frontiere della ristorazione”, promossa da CIR food in collaborazione con Confimprese</strong>, che si è svolta ad <strong>Expo Milano</strong>, i protagonisti del settore, <strong>Sea Aeroporti Milano</strong> e <strong>Grandi Stazioni</strong>, si sono confrontati sul <strong>futuro della ristorazione nei luoghi di viaggio</strong>. Un mercato in evoluzione che vede al primo posto i <strong>viaggiatori che scelgono il treno, circa 700 milioni su base annua</strong> (fonte Eurisko-Grandi Stazioni 2015) e <strong>l’aereo, con oltre 146 milioni di persone all’anno</strong> (Assoaeroporti 2014).</p>
<p>“<strong>Oggi nel travel retail – afferma Mario Resca, presidente Confimprese – la shopping experience pesa per il 30% sulla capacità di spesa complessiva</strong>, perché il consumatore lega sempre più il viaggio all’esperienzialità. I retailer ne devono tenere conto, adeguando l’offerta sulla base delle mutate abitudini di acquisto e garantendo a cittadini e turisti una pluralità di beni e servizi competitivi di cui usufruire in un contesto di viaggio. Food &amp; beverage e ristorazione sono quindi una componente fondamentale dello shopping, esprimono l’identità e la cultura di un luogo. Tutti gli operatori della filiera devono collaborare per creare le condizioni per un’offerta made in Italy di qualità al giusto prezzo”.</p>
<p>In base ai dati presentati da Reno-Your Retail Partners,<strong> è emersa la necessità di differenziare l’offerta alimentare nei luoghi di viaggio, che incide per circa il 25% del totale, su due fronti. Innanzitutto bisogna focalizzarsi sulla tipologia di viaggiatore</strong>, che spazia dal pendolare al cliente che viaggia in Alta Velocità per i treni, mentre per gli aerei da chi sceglie voli low cost a chi utilizza voli di linea.</p>
<p>Si tratta dunque di puntare sull’eccellenza del <strong>made in Italy</strong> per i viaggiatori di fascia alta con ristoranti à la carte, garantendo per tutti l’impiego di <strong>prodotti tipici</strong> e materie prime nostrane. Proprio su questi elementi è costruita <strong>l’offerta di ristorazione a Expo 2015 di CIR food</strong>, che sta proponendo modelli innovativi da lanciare in futuro nella ristorazione in concessione, come ha dichiarato il direttore Commerciale e Marketing<strong> Giuliano Gallini: “Con la nostra presenza a Expo 2015, dove ogni mese siamo chiamati a preparare fino a 500.000 pasti per i visitatori, intendiamo promuovere nuovi modelli di ristorazione, dove l’italianità dei menu e delle materie prime è protagonista</strong>. Dopo la fine dell’Esposizione puntiamo a rilanciare questi modelli per entrare nel settore del travel retail”.</p>
<p>Dall’incontro odierno è emersa inoltre la necessità di <strong>ripensare i luoghi di viaggio</strong> in base alle esigenze di chi li frequenta, adeguando <strong>l’offerta dentro e fuori le barriere di accesso</strong>, sempre più utilizzate non solo negli aeroporti, ma anche nelle grandi stazioni. Alle imprese di ristorazione dunque viene chiesto di contribuire a <strong>ridefinire l’identità</strong> di questi spazi, che fra l’altro sono<strong> sempre più aperti verso le città</strong>. Un’occasione da non perdere secondo Gian Enrico Buso, Managing Director Reno – Your Retail Partners: “I retailer dovranno sempre più focalizzarsi su un’offerta commerciale diversificata, ripensando all’area di attrazione della posizione e alla superficie commerciale di vendita. Soltanto nelle grandi stazioni transitano oltre 145 milioni di passeggeri e negli hub oltre 10 milioni. Sono numeri su cui è necessario fare riflessioni commerciali di rilievo per non perdere alcuna occasione di vendita”.</p>
<p>Per quanto riguarda infine le <strong>aree di servizio autostradali</strong>, circa 400 in Italia con una media di circa <strong>18 milioni di viaggiatori all’anno</strong>, l’attenzione è alta a fronte delle oltre <strong>200 gare previste nei prossimi mesi</strong> per le concessioni dei servizi ristorativi. Anche in questo settore cambiano le abitudini di sosta nei viaggi ed è necessario variare l’offerta, puntando come per stazioni e aeroporti sul Made in Italy a tavola e sui prodotti tipici, due elementi imprescindibili nel quadro rinnovamento della ristorazione nei luoghi di viaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lacooperazionereggiana.it/cir-food-e-confimprese-mangiare-in-viaggio-un-mercato-che-promette-sorprese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CIR FOOD AD EXPO 2015: ARTE IN TAVOLA CON LA MOSTRA “IL GUSTO DELLA VISIONE”</title>
		<link>https://www.lacooperazionereggiana.it/cir-food-ad-expo-2015-arte-in-tavola-con-la-mostra-il-gusto-della-visione/</link>
		<comments>https://www.lacooperazionereggiana.it/cir-food-ad-expo-2015-arte-in-tavola-con-la-mostra-il-gusto-della-visione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2015 07:56:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cir food]]></category>
		<category><![CDATA[giuliano gallini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lacooperazionereggiana.it/?p=6677</guid>
		<description><![CDATA[Seguendo il filo conduttore di Expo 2015, i ristoranti Tracce saranno al centro di un progetto culturale dedicato al valore sociale del cibo, promosso da...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Seguendo il filo conduttore di Expo 2015, i ristoranti Tracce saranno al centro di un progetto culturale dedicato al valore sociale del cibo, promosso da CIR food, l’azienda che servirà un visitatore su quattro durante l’Esposizione.</strong></p>
<p>La mostra<strong> Il Gusto della Visione – A Taste of Vision,</strong> è curata da<strong> Vittoria Surian</strong>, nota per i progetti ideati per la Biennale di Venezia, e si avvale di un omaggio del critico d’arte <strong>Gillo Dorfles</strong>. Il tema di Expo Nutrire il Pianeta – Energia per la Vita sarà proposto attraverso <strong>“libri-opera”</strong>, alcuni già esistenti e altri realizzati per l’occasione, affiancati e ispirati a versi di poeti. Vere e proprie <strong>tavole d’artista</strong> che rimandano alla terra e ai suoi prodotti esplorando e allargando il concetto del gusto a una dimensione estetica più ampia. I “libri-opera” della mostra Il Gusto della Visione – A Taste of Vision saranno esposti all’interno dei quattro ristoranti “Tracce” allestiti da CIR food nelle aree servizi del Decumano, introducendo così i visitatori di Expo 2015 ad un percorso culturale unico nel suo genere.</p>
<p><strong>Le artiste coinvolte nel progetto di CIR food sono Giosetta Fioroni, Mirella Bentivoglio, Renata Boero, Gabriella Benedini, Pinuccia Bernardoni, Sara Campesan, Marilù Eustachio, Maria Lai, Paola Levi Montalcini, Angela Lorenz, Elisa Montessori, Cloti Ricciardi, Marilena Sassi, Marina Sasso e Maria Savoldi.</strong></p>
<p><strong>“CIR food promuove in ogni luogo una ristorazione democratica e sostenibile che aiuta le persone ad alimentarsi bene e in modo consapevole.</strong> Da qui è nata l’idea di far uscire l’arte dai musei e dalle gallerie per proporla in un luogo solitamente adibito all’atto quotidiano del mangiare e avvicinarla così al grande pubblico, dando anche strumenti per comprenderla e apprezzarla”. Così commenta la mostra il direttore commerciale e marketing di CIR food,<strong> Giuliano Gallini</strong>, che aggiunge: <strong>“Grazie a questa iniziativa la tavola non è più associata solo al momento del consumo e della condivisione del cibo, ma diventa un luogo privilegiato per sperimentare il gusto della visione, uno spazio che invita il visitatore a fermarsi, a rallentare e a concedersi un momento di riflessione sul significato che il nutrire può assumere in una dimensione simbolica.”</strong></p>
<p>La mostra è documentata da due pubblicazioni: un Taccuino e un Catalogo. <strong>Il Taccuino verrà distribuito nei ristoranti </strong>e sarà una guida alla visione della mostra. Nel Catalogo si aggiungeranno gli interventi di <strong>Antonia Arslan</strong> (la scrittrice vincitrice del premio Strega e del premio Campiello commenta le poesie di Daniel Varujan di cui quest’anno ricorre il centenario della tragica morte) e <strong>Marino Niola</strong> (il noto antropologo interverrà sul tema del rapporto tra natura, cibo e arte nella storia culturale dell’umanità).</p>
<p><strong>Descrizione della mostra</strong>. La parola “nutrire” rimanda nella sua accezione più ampia e universale all’atto creativo che caratterizza l’attività culturale dell’umanità. Sia il cibo che l’arte sono il frutto di un processo di trasformazione attuato dall’uomo:<strong> il cibo è natura che diventa nutrimento materiale per il corpo; l’arte è materia che si fa simbolo.</strong> Il nutrire diviene dunque un’azione che attiene alla sfera del simbolico e conserva la sua prerogativa di essere dono di sé pacifico, generoso e accogliente dell’altro. <strong>Il titolo stesso della mostra, Il Gusto della Visione</strong>, contiene delle chiavi di lettura legate alla polisemia delle parole che lo compongono. Il termine <strong>“gusto”</strong> denota il senso specifico per mezzo del quale viene riconosciuto e controllato il sapore delle sostanze. Per estensione il termine è adoperato in etica e in estetica per designare la sensibilità del buono e del bello. Il concetto di “gusto” è certamente tra i più ricchi di significato nella lingua italiana. Originariamente associato a uno dei cinque sensi, arriva per estensione a designare le diverse attività percettive, non solo visive e uditive, ma anche concettuali: si può provare ‘gusto’ quando si comprende un’opera visiva o un’opera poetica. Allo stesso modo, il termine <strong>“visione”</strong> dà vita a molteplici significati e a diversi livelli dell’esperire: la percezione visiva, il punto di vista, la concezione, la creazione immaginifica e così via.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lacooperazionereggiana.it/cir-food-ad-expo-2015-arte-in-tavola-con-la-mostra-il-gusto-della-visione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IL REGISTA ANDREA SEGRE DIRIGE UN CORTO SULL’AVVENTURA DI CIR FOOD AD EXPO</title>
		<link>https://www.lacooperazionereggiana.it/il-regista-andrea-segre-dirige-un-corto-sullavventura-di-cir-food-ad-expo/</link>
		<comments>https://www.lacooperazionereggiana.it/il-regista-andrea-segre-dirige-un-corto-sullavventura-di-cir-food-ad-expo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2015 15:36:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cir food]]></category>
		<category><![CDATA[giuliano gallini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lacooperazionereggiana.it/?p=6520</guid>
		<description><![CDATA[Sarà il regista di Io sono Li a trasformare in narrazione la partecipazione di CIR food all’Esposizione. L’azienda reggiana &#8211; leader della grande ristorazione italiana...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sarà il regista di Io sono Li a trasformare in narrazione la partecipazione di CIR food all’Esposizione. L’azienda reggiana</strong> &#8211; leader della grande ristorazione italiana e concessionaria del 25% dell’offerta ristorativa presente a Expo -<strong> ha già messo i suoi cantieri a disposizione del maestro Andrea Segre, che potrà così catturare, fin dalle prime fasi, le immagini di un’avventura straordinaria e irripetibile: l’allestimento degli spazi assegnati lungo il Decumano</strong>, il via-vai degli operai in corsa contro il tempo per ultimare i lavori, la messa in opera delle attrezzature, la rifinitura degli arredi e le prove generali degli addetti per far sì che tutto sia pronto ad accogliere i 20 milioni di visitatori attesi. <strong>Le riprese, effettuate sempre all’interno dei locali CIR food, continueranno durante i sei mesi dell’Esposizione e termineranno solo a conclusione del disallestimento</strong>, per indagare anche l’ultimo atto di una colossale e temporanea messa in opera, altrimenti accessibile ai soli addetti ai lavori.</p>
<p><strong>“I grandi eventi – ha dichiarato il regista, Andrea Segre &#8211; sono centrali nella società globale, ne accompagnano la corsa e ne disegnano spesso la frenesia. Avere la possibilità di fermare il tempo di un grande evento e di indagarne il processo di costruzione e distruzione mi è sembrata un&#8217;occasione da non perdere per un documentarista.</strong> Perché fare cinema documentario – ha aggiunto &#8211; significa non guardare solo la superficie, ma provare a capire cosa c&#8217;è dietro e dentro ad essa».</p>
<p><strong>“Consapevoli di partecipare a un’esperienza non convenzionale – ha dichiarato Giuliano Gallini, dirigente di CIR food &#8211; abbiamo sentito il dovere di produrre una testimonianza, che abbiamo voluto affidare a un autore fra i più sensibili e capaci del panorama cinematografico.</strong> Il maestro Andrea Segre, accettando il nostro invito, ci ha onorato dando senso e ricchezza a un’impresa eccitante, della quale percepiamo pienamente il carico di responsabilità, oltre che di gioia”.</p>
<p>Una serie di fotogrammi selezionati fra migliaia di scatti e montati in time-lapse formerà una narrazione scandita dalla frenesia, dalla velocità, dalla concitazione, dall’incalzare dei tempi di consegna, dal movimento continuo di uomini e cose all’interno di un ambiente circoscritto, che avrà i riflettori del mondo intero puntati addosso, fra 30 giorni esatti. E tutto dovrà funzionare, e tutto funzionerà, quando i tornelli dell’entrata cominceranno a rollare e i visitatori faranno il loro ingresso nell’Expo delle meraviglie, incuriositi e attratti soprattutto dal grande protagonista, il cibo, declinato nei mille colori e sapori del mondo, ispiratore di una riflessione utile e necessaria: “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Ma il cibo è anche altro, il cibo è molto di più. È cogliere l’occasione di fermarsi, di rallentare, di liberare il pensiero per tornare a pensare, di sedersi a riflettere; è attivare i sensi, aprire delle finestre sul mondo, riconciliarsi con se stessi, ascoltare gli altri, accettare le diversità. E così, il cuore della narrazione si sofferma sui visitatori seduti nei ristoranti e nei bar di CIR food a consumare una colazione, un panino, una bibita; fermi a chiacchierare, riposare, pensare… il racconto rallenta, la sequenza di immagini si fa più rarefatta, gli attimi si allungano e rimangono sospesi come un ballerino che venga ripreso in slow motion nel culmine perfetto della sua danza.</p>
<p><strong>Andrea Segre è una delle personalità più interessanti nel panorama cinematografico italiano. L’attenzione al sociale, alle etnie ai margini e ai problemi dell’immigrazione è sua cifra personale fin dai primi documentari</strong> (Lo sterminio dei popoli zingari &#8211; 1998, A metà &#8211; Storie tra Italia e Albania &#8211; 2002). Nel 2005 è alla Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione “Giornate degli Autori”, con Dio era un musicista (2005), un viaggio per musica e immagini nelle terre del Senegal e del Gambia. Nel 2008 gira insieme a Dagmawi Yimer Come un uomo sulla terra, in cui ripercorre il travagliato viaggio dei migranti dall’Africa Sub-Sahariana alle coste italiane. Con Il sangue verde (2010) testimonia i drammatici scontri di Rosarno fra migranti e rosarnesi. L’anno successivo esordisce alle “Giornate degli Autori” con il primo lungometraggio di finzione, Io sono Li, ambientato nella laguna di Chioggia, vincitore di numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero compreso il Premio Lux 2012 del parlamento europeo che è stato consegnato al regista dal presidente Martin Schulz durante una cerimonia ufficiale nell’aula di Strasburgo. Ritorna al Festival veneziano nel 2012 con Mare chiuso, documentario di denuncia sui respingimenti dei migranti in seguito agli accordi Italia-Libia, e nel 2013 con La prima neve, suo secondo lungometraggio di finzione, in cui prosegue la sua personale ricerca sul rapporto tra gli esseri umani e il territorio. Con Indebito (2013), co-sceneggiato con il cantautore Vinicio Capossela, Segre dà voce ai cantanti di rebetiko, la musica della protesta nella Grecia della crisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lacooperazionereggiana.it/il-regista-andrea-segre-dirige-un-corto-sullavventura-di-cir-food-ad-expo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
