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	<title>la cooperazione reggiana &#187; generazioni</title>
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		<title>Bellacoopia University all’Impact Hub di Reggio Emilia</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2016 06:58:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 19 gennaio, nell’ambito del progetto Bellacoopia University, promosso da Legacoop Emilia Ovest in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia, gli studenti partecipanti...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 19 gennaio, nell’ambito del progetto <b>Bellacoopia University</b>, promosso da <b>Legacoop Emilia Ovest</b> in collaborazione con l’<b>Università di Modena e Reggio Emilia</b>, gli studenti partecipanti al percorso formativo, accompagnati da <b>Matteo Pellegrini</b> di Legacoop Emilia Ovest, hanno visitato il nuovissimo <b>Impact Hub</b> di Reggio Emilia. Lo spazio, che rappresenta <b>un luogo di co-working destinato allo sviluppo e alla promozione di innovazione sociale mediante la contaminazione reciproca tra imprese e professioni</b>, ha ospitato gli studenti e visto le testimonianze di alcuni giovani cooperatori. Dopo il saluto introduttivo e l’illustrazione di cosa fosse Impact Hub da parte di <b>Matteo Fornaciari</b>, sono intervenuti <b>Federico Parmeggiani</b>, coordinatore su Reggio Emilia di <b>Generazioni</b>, e <b>Valerio Versace</b> della cooperativa <b>Soluzioni Futura</b>.</p>
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		<title>DALLA WINTER SCHOOL AL PRIMO COORDINAMENTO  DEI GIOVANI COOPERATORI ITALIANI</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 11:38:37 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>“<b>Per tre giorni ci siamo incontrati, conosciuti, abbiamo condiviso idee e progetti e, alla fine, abbiamo fatto la cosa più naturale: dare vita a un coordinamento unitario di tutti i giovani cooperatori italiani”.</b> <b>Matteo Ragnacci, nominato primo coordinatore </b>dell’<b>Alleanza delle Cooperative Giovani</b>, commenta con entusiasmo una nascita storica: seguendo e, per certi versi, anticipando l’orientamento delle tre centrali cooperative <b>Legacoop, Confcooperative e Agci</b>, che si apprestano alla fusione nell’<b>Alleanza delle Cooperative Italiane</b>, i giovani cooperatori hanno deciso di dare vita ad un coordinamento unitario che apre la strada alla cooperazione del futuro. L’evento che ha portato alla creazione dell’Alleanza delle Cooperative Italiane Giovani, che si è svolto a Roma sabato 12 dicembre, segue la prima <b>Winter School</b>, una scuola di formazione attiva organizzata da <b>Generazioni, Oop! e Agci Giovani</b>, i coordinamenti dei giovani rispettivamente di Legacoop, Confcooperative e Agci. Il 9, 10, 11 dicembre, 50 giovani cooperatori provenienti da tutta Italia si sono incontrati all’Hotel Villa Vecchia di Monte Porzio Catone per <b>tre giorni di apprendimento partecipativo, finalizzati a promuovere l’aggregazione e l’acquisizione di competenze per la gestione dell’impresa e della comunità cooperativa</b>. Nel corso delle giornate, i giovani si sono confrontati attraverso la metodologia partecipativa dell’Open Space Technology, interrogandosi su questioni connesse alla domanda <b>“cosa rende cooperatore un cooperatore?”</b>. I presenti hanno poi ascoltato diverse testimonianze imprenditoriali, dialogato con <b>Maurizio Gardini </b>(presidente Confcooperative Nazionale) e <b>Mauro Lusetti </b>(presidente Legacoop Nazionale) e ragionato insieme ad alcuni relatori, tra cui l’economista <b>Leonardo Becchetti</b> e lo psicologo <b>Adriano Zamperini</b>, su tematiche quali l’innovazione sociale, la partecipazione dei soci, l’internazionalizzazione.</p>
<p>Nella mattinata del 12 dicembre è nata ufficialmente l’Alleanza delle Cooperative Italiane Giovani, a Roma nel Palazzo della Cooperazione. Dopo il saluto del Presidente Aci <b>Rosario Altieri</b>, si sono tenuti quattro tavoli di lavoro, su tematiche individuate come prioritarie dai giovani cooperatori: patto intergenerazionale/promozione cooperativa; cittadinanza Europea; rigenerazione spazi, imprese, territori; formazione e identità cooperativa.</p>
<p>Attraverso la Winter School, che vuole diventare un luogo di apprendimento permanente, e il coordinamento dell’Alleanza delle Cooperative Italiane Giovani, <b>i giovani cooperatori delle tre centrali continuano un percorso condiviso iniziato già da tempo, che li ha visti promotori della Rete europea dei Giovani cooperatori (European Young Cooperators Network)</b>, nata a Bologna lo scorso settembre. Obiettivo di questo percorso è creare occasioni aggregative per conoscersi ed avviare progetti comuni poiché, come precisa Matteo Ragnacci, “vogliamo contribuire a costruire un’Alleanza delle Cooperative Italiane che non sia la semplice sommatoria delle tre associazioni, ma un protagonista innovativo. Saremo propulsori di una nuova partecipazione e di un moderno pensiero cooperativo, in grado di rileggere la propria ragion d’essere alla luce dell’economia e della società attuali”.</p>
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		<title>Generazioni: i giovani cooperatori di Legacoop riuniti a Ferrara</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2014 14:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovani cooperatori a ‘congresso’. Il 27 e 28 marzo i soci, lavoratori e dirigenti under 40 delle cooperative e strutture Legacoop si sono dati appuntamento...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giovani cooperatori a ‘congresso’. Il 27 e 28 marzo i soci, lavoratori e dirigenti under 40 delle cooperative e strutture Legacoop si sono dati appuntamento a Ferrara per il primo evento nazionale di Generazioni, il coordinamento di Legacoop che li riunisce</strong>. E, come confermano i dati, il loro è un mondo in grande fermento e in forte crescita. Non solo, infatti, quasi una cooperativa su 10 è formata da giovani, ma proprio queste – nonostante la crisi – crescono più delle altre e anche all’interno dell’associazione inizia a farsi spazio una nuova leva di dirigenti under 35, come testimonia proprio l’esperienza ferrarese.</p>
<p>“Woodcoop: generazioni che cambiano il mondo” è il titolo della due giorni che si svolge nella città emiliana. Il 27 si è svolta l’assemblea interna per eleggere il nuovo portavoce e l’happening musicale a Palazzo della Racchetta. Il 28 la seduta pubblica durante la quale, con 6 tavoli tematici, <strong>i cooperatori under 40 si sono confrontati tra loro, con alcuni dei rappresentanti principali del comparto, tra cui i presidenti di Unipol Pierluigi Stefanini e di Coop Italia Marco Pedroni, e con alcune esperienze innovative.</strong></p>
<p><strong>Nei 6 tavoli sono state affrontate tematiche che spaziano dai nuovi percorsi per la formazione dei manager cooperativi agli scenari del lavoro che cambia, dalle strategie di sviluppo nella Cooperative Decade alle risposte che le cooperative danno ai bisogni del territorio e delle comunità</strong>. Sono stati realizzati, inoltre, corner tematici dedicati agli strumenti di alta formazione cooperativa, ai dilemmi etici, ai centri culturali e alla sostenibilità ambientale dell’iniziativa. Woodcoop, infatti, è un evento EBI Ambasciatore e compenserà tutta la produzione di CO2 tramite la piantumazione di nuovi alberi.</p>
<p><strong>Le cooperative giovanili in Italia – racconta il Centro Studi Legacoop analizzando dati Unioncamere – sono 13.474, pari al 9,1% del totale. Quasi la metà si trova nei servizi</strong>. Il dato più interessante riguarda però la loro capacità di crescere nonostante la crisi. Se tra le cooperative esistenti una su dieci è giovanile, questa percentuale sale a una su quattro (26,2%) tra le nuove nate, quota che sfiora una su tre (30%) al sud. Tra le cessazioni, viceversa, solo il <strong>7,7%</strong> riguarda giovani cooperative.</p>
<p>A Ferrara sono state condivise le esperienze di giovani cooperatori e di cooperative impegnate sui temi dell’innovazione, del ricambio generazionale, delle risposte ai nuovi bisogni. Tra loro <strong>Gianmaria Balducc</strong>i, giovane presidente under 40 della Cefla Group, cooperativa con presenza a livello internazionale; <strong>Leonardo Cianchi</strong> presidente della cooperativa Cft; <strong>Valentina Fiore</strong> direttore Consorzio Libera Terra Mediterraneo che riunisce le cooperative che gestiscono beni confiscati alle mafie; <strong>Andrea Benini</strong> che a 36 anni proprio a Ferrara durante l’ultimo congresso è diventato il più giovane presidente provinciale di Legacoop Ferrara.</p>
<p>Presenti a Ferrara numerosi giovani cooperatori reggiani, in rappresentanza di importanti cooperative e di Legacoop.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“Il movimento cooperativo dal secondo dopoguerra ad oggi”: il 22 gennaio una conversazione con Patrizia Battilani</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jan 2014 08:26:56 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mercoledì 22 gennaio 2013, alle ore 17:00, nella Sala Valdo Magnani di Legacoop, in via Meuccio Ruini 74/d, a Reggio Emilia, verrà presentato il volume “Un’impresa speciale. Il movimento cooperativo dal secondo dopoguerra ad oggi” di Patrizia Battilani e Harm G. Schröter.</strong></p>
<p>L’iniziativa è organizzata da <strong>Legacoop Reggio Emilia</strong>, dalla <strong>Fondazione Ivano Barberini </strong>e da <strong>Generazioni</strong>. Interverranno la coautrice <strong>Patrizia Battilani</strong>, professoressa di Scienze Economiche nell’Università di Bologna, <strong>Simona Caselli</strong>, presidente di Legacoop Reggio Emilia, <strong>Federico Parmeggiani</strong>, di Generazioni, <strong>Massimiliano Panarari</strong>, politologo e <strong>Mauro Giordani</strong>, presidente della Fondazione Barberini.</p>
<p>Patrizia Battilani, è autrice con Harm G. Schroter dell’importante studio “Un’impresa speciale. Il movimento cooperativo dal secondo dopoguerra ad oggi”, edito da Il Mulino, in cui vengono esplorate le dinamiche di sviluppo e la grande varietà delle esperienze cooperative nel mondo. <strong>Un lavoro di grande attualità, che fa capire come la cooperazione sia oggi una forma di impresa complessa e nello stesso tempo dinamica, in grado di proiettarsi nel prossimo futuro.</strong></p>
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		<title>“Leggere la crisi, ripensare lo sviluppo”: Legacoop Emilia Romagna ne parla a Imola il 6 dicembre</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2013 15:59:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Legacoop Emilia Romagna ha convocato la Direzione per il 6 dicembre alle ore 14.00, presso la cooperativa Sacmi, in via Selice 17 a Imola. La...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Legacoop Emilia Romagna ha convocato la Direzione </strong>per il 6 dicembre alle ore 14.00, presso la cooperativa Sacmi, in via Selice 17 a Imola. La riunione della Direzione è in forma di seduta aperta ai presidenti e dirigenti delle cooperative, e avrà per oggetto un confronto sul tema <strong>“Leggere la crisi, ripensare lo sviluppo”.</strong></p>
<p>Alla riunione parteciperanno il presidente della Regione Emilia Romagna, <strong>Vasco Errani</strong>, rappresentanti del mondo associativo imprenditoriale e del lavoro ed economisti. Ricorrendo  il 40mo anno della costituzione  di Legacoop Emilia Romagna, nel corso della seduta saranno consegnati attestati di riconoscenza agli ex presidenti dell’Associazione.</p>
<p>Programma dei lavori: alle 14.00 apertura della seduta, <strong>Chiara Bertelli </strong>di <strong>Generazioni</strong> Legacoop Emilia Romagna e saluto di <strong>Paolo Mongardi</strong>, presidente Sacmi. Alle 14:30 relazioni di <strong>Giovanni Monti</strong>, presidente Legacoop Emilia Romagna e di <strong>Elisa Valeriani</strong>, presidente di Ervet</p>
<p>Dalle 15:30 alle 18:00 confronto sul tema “Leggere la crisi, ripensare lo sviluppo”. Ne discutono: <strong>Vasco Errani</strong>, presidente Regione Emilia Romagna, <strong>Vincenzo Colla</strong>, segretario Cgil Emilia Romagna, <strong>Maurizio Marchesini</strong>, presidente Confindustria Emilia Romagna, <strong>Franco Mosconi</strong>, professore associato Università di Parma, <strong>Giuliano Poletti</strong>, presidente nazionale di Legacoop.</p>
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		<title>Avviato il progetto Cooproute: nascerà l’Itinerario Europeo della Cultura Cooperativa</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Oct 2013 08:36:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è tenuta a Bruxelles il 24 e 25 ottobre la prima riunione delle organizzazioni cooperative che partecipano al progetto “Itinerario Europeo della Cultura Cooperativa”....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuta a Bruxelles il 24 e 25 ottobre la prima riunione delle organizzazioni cooperative che partecipano al<strong> progetto “Itinerario Europeo della Cultura Cooperativa”. Sono complessivamente 18 i partner, 11 i paesi rappresentati: Italia, Spagna, Francia, Irlanda, Regno Unito, Malta, Germania, Portogallo, Danimarca, Bulgaria, Estonia. Il progetto, ideato dalle Centrali cooperative italiane, ha l’obiettivo di creare in Europa una rete di cooperative disponibili alla visita da parte di turisti, studenti, persone interessate alla storia e alla realtà del movimento cooperativo</strong>. Consentirà in particolare ai giovani di conoscere il modello cooperativo e di tenerlo in considerazione nelle loro scelte di vita e di professione. Al Bando lanciato dalla Commissione Europea sono stati presentati circa 100 progetti, di cui solo quattro accolti e cofinanziati.</p>
<p><strong>L’Itinerario, una volta creato, (e che toccherà anche Reggio Emilia) sarà presentato al Consiglio d’Europa per essere valutato e, si spera, riconosciuto come uno degli Itinerari Culturali Europei</strong>. La prima riunione è stata diretta dal soggetto capofila del progetto,<strong> Cecop</strong>, l’organizzazione delle cooperative europee di lavoro e di servizi. Il suo direttore <strong>Bruno Roelants</strong>, ha guidato i lavori, assistito da Elisa Terrasi. Per <strong>Legacoop</strong> erano presenti il responsabile Turismo <strong>Maurizio Davolio</strong>, che negli ultimi due anni ha tenuto i contatti con la Commissione Europea, il Consiglio d’Europa e l’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali, la Responsabile dell’Ufficio di Bruxelles <strong>Sabrina Luise </strong>ed <strong>Enrico Di Santo </strong>per <strong>Generazioni</strong>. Nella riunione sono stati discussi in particolare i criteri che devono essere rispettati dalle cooperative per poter essere ammessi nella rete: le cooperative devono essere nelle condizioni di assicurare una visitabilità organizzata e di essere portatrici di esperienze di qualità sotto vari profili: radicamento nel territorio, qualità delle loro attività, aspetti innovativi, attenzione alla sostenibilità e all’accessibilità. La ricerca delle cooperative, affidata alla cooperativa<strong> La Fucina </strong>di Milano (<strong>Confcooperative</strong>), sarà compiuta in tutta Europa a partire dai paesi che partecipano al progetto, ma allargata a tutti i paesi del continente. Grande attenzione sarà dedicata alla comunicazione, che sarà curata da Legacoop. Ad <strong>Agci</strong> sono affidati compiti di verifica e la pratica per il riconoscimento da parte del Consiglio d’Europa. I lavori sono terminati con le conclusioni di Maurizio Davolio.</p>
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		<title>“Di sapere in sapere”: il 14 ottobre a Bologna un convegno di Generazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Oct 2013 09:48:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Generazioni, il network dei giovani cooperatori di Legacoop Emilia-Romagna, organizza il 14 ottobre a Bologna il convegno “Di sapere in sapere. La Staffetta Generazionale in...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Generazioni</strong>, il network dei giovani cooperatori di Legacoop Emilia-Romagna, <strong>organizza il 14 ottobre a Bologna il convegno “Di sapere in sapere. La Staffetta Generazionale in pratica: strumenti e prassi per il trasferimento di competenze”.</strong> L’iniziativa si terrà alle 15:30 presso la Torre Legacoop (Sala B), in viale Aldo Moro 16</p>
<p>Aprirà i lavori <strong>Giancarlo Ciaroni</strong>, vicepresidente Legacoop Emilia-Romagna. Interverranno sul tema “La Staffetta Generazionale: chi, come, dove, quando e perché” <strong>Paola Cicognani</strong>, responsabile Servizio Lavoro Regione Emilia-Romagna, e <strong>Chiara Migliorin</strong>, responsabile Ufficio Diritto del Lavoro Legacoop Reggio Emilia. Sul tema “Il ricambio generazionale e il trasferimento di competenze come leva per lo sviluppo della competitività aziendale” parlerà <strong>Andrea Gandini</strong>, Cds Centro ricerche Documentazione e Studi. <strong>Ercole Fava </strong>di Workopp relazionerà su “Strumenti e buone prassi di selezione del personale e di supporto ai percorsi di carriera”. Alle 17:00 si proseguirà con domande e interventi. Iscrizioni: info@generazioni.coop.</p>
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		<title>“Chi investe sulle Coop?”: il 26 settembre a Bologna un seminario di Generazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2013 08:38:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In una fase in cui pare che la crescita dimensionale sia obbligatoria, come le cooperative si possono finanziare, senza rischiare di perdere la propria identità?...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In una fase in cui pare che la crescita dimensionale sia obbligatoria, come le cooperative si possono finanziare, senza rischiare di perdere la propria identità? Ma soprattutto, chi investe sulle cooperative? Quali (buoni) motivi potrebbe avere per farlo? E in tutto ciò, qual è il ruolo della finanza etica o sostenibile?</strong></p>
<p><strong>Generazioni</strong>, il network dei giovani cooperatori di <strong>Legacoop Emilia-Romagna</strong>, organizza un seminario per “cercare qualche risposta, senza smettere di farci domande”.</p>
<p>L’iniziativa si terrà dalle 17:00 all’aperitivo a Bologna, presso la sede di Alma Graduate School, Villa Guastavillani, via degli Scalini 18. Il programma prevede l’introduzione a cura di Generazioni. Seguiranno gli interventi: “Perchè la finanza (quella buona) è utile e necessaria e quali sono i problemi a cui porre attenzione per non sfociare in quella cattiva” (<strong>Stefano Mengoli</strong>, docente dell’Alma Graduate School); “Da dove arrivano e dove vanno gli investimenti (cosiddetti) sostenibili e responsabili?” (<strong>Davide dal Maso</strong>, Forum per la Finanza sostenibile); “Le strategie finanziarie delle cooperative, gli strumenti del sistema Legacoop e il ruolo di Coopfond” (<strong>Aldo Soldi</strong>, direttore di <strong>Coopfond</strong>). Seguiranno il dibattito e le conclusioni</p>
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		<title>Staffetta generazionale: i giovani cooperatori di Legacoop dicono sì.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jul 2013 14:47:41 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Disoccupazione giovanile al 40% e mancato ricambio nelle classi dirigenti sono due manifestazioni drammatiche degli effetti di decenni di politiche del lavoro catastrofiche: concentrazione delle risorse destinate al welfare sui lavoratori già in forza (e soprattutto su alcuni di loro) e spregio delle necessità di chi sarebbe arrivato dopo. Politiche che hanno prodotto i loro effetti distorsivi sia sul piano pensionistico, sia su quello delle opportunità di primo ingresso nel mondo del lavoro: politiche “insostenibili”.</em> <strong>I giovani di Generazioni composto da manager, soci, dipendenti o collaboratori under 40 di cooperative di Legacoop, è intervenuto sulla proposta della “staffetta generazionale</strong>”.</p>
<p> <strong>L&#8217;adeguamento dell&#8217;età pensionistica e il passaggio al sistema contributivo erano misure necessarie già 20 anni fa</strong>. Se si fossero attuate allora per creare condizioni di equità, senza il timore di mettere in discussione privilegi, oggi non ci troveremmo in questa situazione.</p>
<p>Aumentare l&#8217;età per la pensione in un momento in cui i posti di lavoro calano non può che produrre –vi stiamo assistendo in questi mesi– effetti devastanti sui tassi di occupazione di chi avrebbe il diritto di entrare nel mercato del lavoro. Era piuttosto prevedibile.</p>
<p> A questo aggiungiamo che nelle aziende e nelle istituzioni, prassi tutta italiana, <strong>molti pensionati (e per pensionati si intende “che percepiscono un reddito da pensione”) continuano a lavorare con contratti di collaborazione</strong>, spesso in posizioni di responsabilità.</p>
<p> È un problema di equa distribuzione delle risorse.</p>
<p>La situazione non è la stessa per tutti:</p>
<ul>
<li>Il lavoro oggi c&#8217;è per chi ha avuto la fortuna di entrare in azienda o, ancora meglio, in un ente pubblico, nel momento giusto.</li>
<li><strong>Ci sono adeguamenti contrattuali, premi e incentivi previsti dalla contrattazione collettiva, che assegnano un valore altissimo alla durata di permanenza su quello stesso posto di lavoro</strong>. Come se le competenze acquisite studiando, o la velocità nell&#8217;applicarle nei processi aziendali, tipiche di un giovane, non valessero nulla.</li>
<li>Le pensioni oggi vengono erogate perché le stanno pagando gli attuali lavoratori. Tra 20 anni, nel momento in cui ad andare in pensione saranno le generazioni che hanno iniziato a lavorare quando il sistema contributivo era già entrato pienamente in vigore, l’INPS non sarà in grado di fare altrettanto. La congiuntura economica negativa e la precarizzazione del mercato del lavoro hanno fatto sì che le carriere dei lavoratori siano spesso caratterizzate da periodi di mancato versamento nelle casse previdenziali; per non parlare dell’elevato tasso di disoccupazione, a fronte del quale anche le casse dell’INPS si riducono.</li>
</ul>
<p> <strong>Da una decina d&#8217;anni il mondo del lavoro è diviso</strong>: tra chi sarà –per sua sfortuna– sempre a credito (di lavoro, di risorse, di welfare), e tra chi invece continuerà ad avere un debito nei confronti delle generazioni meno fortunate: questo debito resterà difficilmente saldabile senza interventi esterni.</p>
<p> <strong>Il network dei giovani cooperatori si chiama “Generazioni”, al plurale, perché persegue l&#8217;alleanza fra le generazioni</strong>, che presuppone uno scambio di saperi, di conoscenze e, anche, di risorse.</p>
<p> Per fare la nostra parte, abbiamo studiato e prodotto analisi e proposte:</p>
<ul>
<li>Nel 2008, nel nostro primo documento politico, abbiamo avanzato una proposta di ridistribuzione delle risorse previdenziali attraverso una maggiore tassazione delle pensioni erogate sulla base del calcolo retributivo.</li>
<li><strong>Da sempre siamo impegnati perché nelle aziende si attuino percorsi di ricambio e si limiti la contrattualizzazione di lavoratori già in pensione</strong>. E non solo per rivendicare il diritto dei giovani a un lavoro. Il ricambio è indispensabile affinché le aziende siano competitive, producano innovazione, sappiano adattarsi alle condizioni del mercato.</li>
<li><strong>Oggi sosteniamo la Staffetta Generazionale come pratica che consente la redistribuzione del lavoro tra la generazione a credito e quella a debito</strong>, sapendo che si tratta di una pratica costosa e che da sola non avrà effetti dirompenti, ma può rappresentare un primo segnale concreto.</li>
</ul>
<p> <strong>Il dibattito attorno a queste proposte è bloccato</strong>. Non si eleva oltre i termini del “non si può fare”, per motivi tecnici, statistici, sociologici. Non ci sono proposte alternative credibili, perché non abbiamo un sistema di politiche attive del lavoro degno dei paesi scandinavi così come richiesto dallo <em>Youth Guarantee</em>, unica proposta finora emersa per favorire l&#8217;entrata al lavoro dei giovani.</p>
<p> Nei prossimi giorni la Regione Emilia-Romagna dovrebbe approvare il bando per l&#8217;avvio della Staffetta Generazionale.</p>
<p><strong>Le risorse sono limitate e non ci sono garanzie dell&#8217;adesione da parte dei lavoratori senior. Però è un&#8217;opportunità</strong>. Proviamo per una volta a impegnarci affinché funzioni, e a trovare nel contempo altri modi per mettere i debitori nelle condizioni di poter onorare i propri debiti. Siamo certi che saranno felici di poterlo fare, almeno per quanto riguarda i cooperatori.</p>
<p><em>(Bologna, 17 giugno 2013)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cooperazione “Noi ci crediamo”</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 09:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Grassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[generazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[L’intervento dei giovani cooperatori reggiani di “Generazioni” Da mesi assistiamo ad una campagna particolarmente denigratoria nei confronti del mondo cooperativo e di quello reggiano in...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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<p lang="it-IT" align="CENTER"><strong>L’intervento dei giovani cooperatori reggiani di “Generazioni”</strong></p>
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<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Da mesi assistiamo ad una campagna particolarmente denigratoria nei confronti del mondo cooperativo e di quello reggiano in particolare. L’inasprirsi della crisi e le profondissime difficoltà in cui versano molte aziende del nostro territorio e grandi imprese cooperative reggiane, ha acceso un dibattito su errori, etica, condotta, principi morali, grandi colpe delle quali la cooperazione tutta sembra essersi macchiata.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Come giovani cooperatori di Generazioni* intendiamo contribuire a questo dibattito riportandolo sulle questioni vere, con la legittimazione che ci deriva dal fatto che apparteniamo a questo territorio, che crediamo nel modello cooperativo, e che, con il nostro lavoro, giorno dopo giorno, cerchiamo di contribuire ad arricchirlo e a salvaguardarlo.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Pensiamo si debba prima di tutto riconoscere che la cooperazione, soprattutto in Emilia-Romagna ed in particolare a Reggio Emilia, abbia contribuito per anni a rendere florido questo territorio, dando lavoro a migliaia di persone, finanziando importanti infrastrutture, progetti di solidarietà, di cultura, di sviluppo. Centinaia di famiglie in questi decenni hanno lavorato e lavorano all’interno o a fianco delle nostre cooperative, in quelle vere e autentiche, che, vogliamo sottolinearlo, rispettano le regole ed applicano i contratti.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Migliaia di persone hanno potuto ottenere occasioni di lavoro , partecipando al benessere di un territorio che, non dimentichiamolo, è ancora una delle aree con il massimo tasso di occupazione in Italia non solo, ma anche, grazie alla cooperazione reggiana.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Siamo consapevoli altresì del fatto che alcune storture e anomalie che non sono proprie del modello cooperativo, vadano migliorate e corrette e che alcuni errori siano stati commessi: anche la cooperazione, come tanti altri comparti del nostro Paese deve avere il coraggio di rinnovarsi. Come giovani cooperatori siamo qui, pronti a rinnovare e a rilanciare un modello economico in cui crediamo.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Le cooperative hanno mantenuto i posti di lavoro sino a che hanno potuto, hanno adoperato ogni sforzo per resistere di fronte alla crisi che si stava scatenando, anche riducendo drasticamente i propri margini.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Va riconosciuto tuttavia qualche errore strategico ed in alcuni casi qualche lentezza in processi di cambiamento che dovevano essere più rapidi, più solleciti. E’ stato forse un errore non comprendere che la crisi, in particolare in alcuni settori, era strutturale e non transitoria ed aggravata da una situazione di straordinaria difficoltà di accesso al credito. Così come è stata una colpa da parte della politica non comprendere che il patto di stabilità e l&#8217;incapacità di molte pubbliche amministrazioni ad essere solventi stesse uccidendo l&#8217;economia e il mercato del lavoro.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Se qualcuno ha sbagliato, con umiltà, faccia un passo indietro, senza inutili sparatorie, senza cercare l’agnello sacrificale a tutti costi e senza recare ulteriori danni al tessuto economico.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Cooperazione a Reggio non è sinonimo di capodogli spiaggiati: esiste una generazione preparata, che, con rispetto del tanto che è stato costruito prima e con la responsabilità che sa di avere nei confronti di impresa, soci e territorio, rivendica (e lo fa per merito e non per età) un ruolo nel movimento cooperativo per mettere in campo impegno e competenze nuove e di alto livello.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Serve collaborazione tra generazioni perché oggi più che mai è anche con la cooperazione che si cambia il paese.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Non dimentichiamo che il modello cooperativo, per legge e per statuto, ha come primo obiettivo quello di valorizzare i soci e i lavoratori, favorendo la coesione sociale, adoperandosi ed investendo per dare un lavoro, un buon lavoro, anche a coloro che verranno dopo di noi.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><strong><em>Generazioni Reggio Emilia</em></strong></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">*Generazioni è il network di Legacoop formato da giovani cooperatori under 40.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><i><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.generazioni.coop/">www.generazioni.coop</a></span></span>, <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://generazioni.ning.com/">http://generazioni.ning.com</a></span></span></i></p>
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