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	<title>la cooperazione reggiana &#187; fornace fosdondo</title>
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		<title>“SE CHIUDI TI COMPRO”: IN UN LIBRO L’ESPERIENZA DELLE IMPRESE RIGENERATE DAI LAVORATORI</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Oct 2017 06:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><b>In un libro l’esperienza del workers buy out, che vede anche nel Reggiano significative iniziative di cooperative costituite dai lavoratori di aziende in crisi .</b></p>
<p>Verrà presentato il <b>27 ottobre a Reggio Emilia il libro “Se chiudi ti compro. Le imprese rigenerate dai lavoratori”</b>: alla presentazione interverranno <b>gli autori, Paola De Micheli, Stefano Imbruglia e Antonio Misiani</b>. “Esiste un’Italia di lavoratori – spiegano gli autori &#8211; che non hanno accettato il compiersi di un destino che li aveva condannati alla disoccupazione”. <b>Il libro parla di uomini e donne che hanno unito le loro forze, hanno rischiato i loro soldi e si sono rimboccati le maniche rigenerando le imprese per le quali lavorava vano, trasformandole in cooperative, il cosiddetto workers buy out</b>. Un fenomeno che vede nel Reggiano cinque esperienze significative, come la <b>Greslab</b> di Scandiano, l’<b>Art linin</b>g di Calerno, l’<b>Arbizzi</b> di Corte Tegge, la <b>Methis Officelab</b> di Campegine e la <b>Fornace Fosdondo</b> di Correggio.</p>
<p>La presentazione, che si terrà <b>alle 18:00 presso il Centro Sociale Catomes Tot</b> in via Panciroli 12, sarà aperta dall’on. <b>Antonella Incerti</b>, coautrice della Risoluzione approvata nei mesi scorsi all’unanimità dalle Commissioni Attività Produttive e Lavoro della Camera che impegna il Governo in azioni di sostegno e di implementazione delle risorse per queste tipologie d&#8217;impresa. Interverrà anche <b>Daniela Cervi</b>, responsabile dell’Ufficio economico-finanziario di <b>Legacoop Emilia Ovest</b>, che ha seguito direttamente la costituzione dei cinque workers buy out reggiani. L’iniziativa è organizzata dai deputati Pd.</p>
<p>Paola De Micheli, manager del settore agroalimentare, è dal 2014 sottosegretario all’Economia. E’ stata responsabile nazionale del Pd delle piccole e medie imprese e assessore al Comune di Piacenza. Stefano Imbruglia, giornalista, ha ideato e curato su Radio Radicale una rubrica sui temi dell’economia reale e della piccola e media impresa. Antonio Misiani, e deputato del Pd e fa parte della Commissione Bilancio della Camera. In Parlamento si occupa di politica economica e finanza pubblica.</p>
<p><b>Il libro, edito da Guerrini e Associati, ha la prefazione di Romano Prodi</b>. Ricordando la Legge Marcora, nata 40 anni fa per aiutare la rinascita delle imprese travolte dalla crisi, Romano Prodi, sottolinea come “l’intuizione dello strumento delle imprese rigenerate, con la sua visione pragmatica, con l’assunzione di responsabilità dei lavoratori, con il passaggio a politiche attive del lavoro praticabili, rappresenta ancora oggi, a quasi quarant’anni di distanza, una valida soluzione. Un riformismo attivo, e pragmatico, del quale abbiamo ancora bisogno”:</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>UNA NOTA DELLA PRESIDENZA DI LEGACOOP EMILIA OVEST SU CCFS E AQUA SPA</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Aug 2017 09:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Dall’autunno del 2012 è in corso un piano di ristrutturazione e rilancio del Ccfs che il gruppo dirigente sta portando avanti con il pieno sostegno...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“<b>Dall’autunno del 2012 è in corso un piano di ristrutturazione e rilancio del Ccfs che il gruppo dirigente sta portando avanti con il pieno sostegno della Legacoop. Il piano punta prioritariamente al recupero della missione originaria di Ccfs</b>,ovvero l’attività finanziaria alle cooperative socie. Per arrivare a questo risultato <b>è necessario riequilibrare ed eventualmente dismettere le partecipazioni che non hanno relazioni con l’attività caratteristica e statutaria, AquaSpa è tra queste</b>.</p>
<p><b>Questo lavoro di ristrutturazione, senza il quale sarebbero state danneggiate centinaia di cooperative socie e migliaia di lavoratori, ha portato in questi anni a risultati importanti per il consorzio</b>. Oggi infatti lo strumento consortile è nelle condizioni di seguire i piani di sviluppo delle cooperative socie attraverso un’attività finanziaria calibrata e garantita. Gli stessi workers by out seguiti da <b>Legacoop Emilia Ovest</b> in questi ultimi mesi (<b>Coop Panettieri, Fornace Fosdondo e Methis</b>) hanno trovato in Ccfs il soggetto in grado di operare nel finanziamento dei crediti a breve termine. Questa è la vera missione del Ccfs, strumento nazionale del movimento cooperativo di fondamentale importanza.</p>
<p><b>I fatti di questi giorni ineriscono una società, Aqua Spa, altamente problematica che l’attuale gruppo dirigente si è trovato a gestire per salvaguardare continuità aziendale e occupazione. Questo è un fatto certo e facilmente verificabile</b>. Delle accuse mosse verso i legali rappresentanti di Ccfs e della sua controllata sarà la magistratura ad occuparsene, con l’augurio che avvenga il più in fretta possibile.</p>
<p>Nel mentre il gruppo dirigente del Consorzio finanziario deve continuare sulla strada intrapresa, per realizzare gli obiettivi del piano triennale approvato dall’assemblea dei soci, piano che vede il pieno e fattivo sostegno di Legacoop”.</p>
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		<title>IL 12 MAGGIO A SCANDIANO UN CONVEGNO SUL WORKERS BUYOUT</title>
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		<pubDate>Thu, 04 May 2017 10:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Wbo, workers buyout, ovvero l&#8217;acquisizione delle imprese da parte dei loro dipendenti attraverso la forma cooperativa. Legacoop Emilia Ovest in collaborazione con Cfi, Coopfond e...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Wbo, workers buyout, ovvero l&#8217;acquisizione delle imprese da parte dei loro dipendenti attraverso la forma cooperativa</b>.</p>
<p><b>Legacoop Emilia Ovest</b><b> in collaborazione con Cfi, Coopfond e Boorea, tre strumenti che supportano con capitale e finanziamenti i progetti d’impresa in forma cooperativa, organizza il 12 maggio a Scandiano un convegno</b> per approfondire una delle modalità innovative che può essere intrapresa dai lavoratori nel tentativo di “recuperare” le aziende costrette a chiudere, mantenendo, in tal modo il loro posto di lavoro e non disperdendo le competenze acquisite durante gli anni di attività lavorativa. <b>Nel corso della mattinata verranno presentate le esperienze di quattro cooperative e interverrà l’on. Antonella Incerti</b>, coautrice della Risoluzione approvata all’unanimità dalle Commissioni Attività Produttive e Lavoro lo scorso 29 marzo che impegna il Governo in azioni di sostegno e di implementazione delle risorse per queste tipologie d&#8217;impresa.</p>
<p><b>L’iniziativa si terrà dalle 10:30 alle 13:00 alla Rocca dei Boiardo, in viale della Rocca a Scandiano (RE)</b>. Aprirà e presiederà i lavori il presidente di Legacoop Emilia Ovest <b>Andrea Volta</b>. Dopo i saluti del sindaco di Scandiano <b>Alessio Mammi</b>, seguirà l’intervento dell’on. <b>Antonella Incerti</b>, Commisione Lavoro della Camera. <b>Verranno poi presentate le esperienze di quattro cooperative reggiane, esempi di workers buyout: Arbizzi, Art Lining, Fornace Fosdondo, Greslab</b>.</p>
<p>Seguirà una tavola rotonda con l’on<b>. Antonio Misiani</b>, della Commissione Bilancio e Tesoro della Camera, <b>Aldo Soldi</b>, direttore generale di Coopfond, <b>Camillo De Berardinis</b>, amministratore delegato di Cfi, e <b>Luca Bosi</b>, presidente di Boorea Emilia Ovest e vicepresidente di Legacoop Emilia Ovest. Coordinerà la tavola rotonda il giornalista <b>Stefano Imbruglia</b>. L’intervento conclusivo sarà affidato a <b>Giovanni Monti</b>, presidente di Legacoop Emilia-Romagna.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Unieco: è nata Terremilia</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 10:13:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il gruppo Unieco ha deciso di investire per guardare oltre la crisi del settore laterizi per rimanere tra i protagonisti del Made in Italy e...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il gruppo Unieco ha deciso di investire per guardare oltre la crisi del settore laterizi per rimanere tra i protagonisti del Made in Italy e ha creato Terremilia. <strong>La divisione Laterizi &amp; Co di Unieco e la Fornace di Fosdondo hanno unito le forze per dare vita a Terremilia Srl.</strong> “La società è controllata al 100% da Unieco, ma altre iniziative sono allo studio e in fase di sviluppo &#8211; annuncia Umberto Magnani, direttore della Divisione Laterizi &amp; Co di Unieco &#8211; e nei prossimi mesi saremo pronti per dare risposte in linea con le mutate esigenze del mondo delle costruzioni. <strong>Terremilia nasce con la forza di una rete vendita leader nel Nord Italia con quote di mercato intorno al 45% nell’estruso e del 20% medio nella pasta molle e con una forte presenza su tutto il territorio nazionale”.</strong><br />
I progetti che Terremilia Srl svilupperà sono stati annunciati nel corso della prima convention agenti che si è svolta a Reggio. Sono tutti orientati al futuro: saranno progettati e realizzati nuovi involucri che esalteranno il pregio estetico del faccia vista (facciate ventilate e cappotti rivestiti con listelli faccia vista e mattoni ad alte prestazioni termiche). Con Airbeton saranno studiati rivestimenti con listelli adeguati alle realizzazioni in calcestruzzo cellulare autoclavato, con Gral il focus della ricerca sarà sulle caratteristiche antisismiche dei prodotti con blocchi da abbinare ai mattoni facciavista speciali ad alta resistenza anche superando l’applicazione di isolanti. La direzione generale di Terremilia è affidata a Ettore Sassi. <strong>La capacità produttiva di Terremilia è 150.000 ton. l’anno. La rete vendita sui marchi Terrecotte Emiliane e Fornace di Fosdondo è di circa 70 unità. Di fatto un raddoppio rispetto alla forza vendita precedente alla creazione di Terremilia.</strong><br />
Il primo appuntamento ufficiale con Terremilia e con i marchi Fornace di Fosdondo e Terrecotte Emiliane è stato al Saie “Ricostruiamo l’Italia” nella Piazza del Laterizio che ha caratterizzato l’edizione 2012 all’interno di LaterSaie. Un’area di oltre 1000 metri quadrati, dove sono stati trattati i temi di grande attualità del costruire moderno come sostenibilità, risparmio energetico, comfort ed economia gestionale e, soprattutto, in linea con gli indirizzi fieristici, prevenzione e sicurezza degli edifici in zona sismica. Il nuovo brand “Terrecotte Emiliane” entra nel panorama nazionale unendo ad una capillare e motivata rete vendita attiva sul mercato da molti anni la qualità e particolarità dei prodotti, il servizio alla clientela e soluzioni di involucro moderne grazie al supporto di un qualificato settore engineering. La rete vendita potrà contare su una gamma di soluzioni ampia ed innovativa. Il lancio delle nuove linee si inserisce in un piano di sviluppo lanciato da Unieco per fare fronte alla crisi strutturale che il settore laterizi sta vivendo investendo per valorizzare risorse produttive, tecnologie e professionalità costruite in oltre sessant’anni di attività che è partito in giugno con la sigla dell’accordo commerciale sottoscritto da Unieco di Reggio Emilia (attivo nel settore dei materiali per costruire con la divisione Laterizi &amp; Co) e da SanMarco-Terreal Italia (azienda del gruppo multi-nazionale Terreal specializzata nella produzione di materiali e sistemi in laterizio per l’architettura). L’accordo commerciale prevede anche lo sfruttamento più razionale degli impianti produttivi, che sono localizzati a Fosdondo ed Alfonsine (RA) (per Unieco) e a Valenza, Noale e Castiglion Fiorentino (per SanMarco-Terreal Italia).</p>
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