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	<title>la cooperazione reggiana &#187; cooperazione reggiana</title>
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		<title>GRANDE PARTECIPAZIONE ALL&#8217;ASSEMBLEA UNITARIA DELLA COOPERAZIONE REGGIANA</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2012 13:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">E’ una voce forte quella che per la prima volta alzano insieme le tre centrali cooperative (Agci, Confcooperative e Legacoop): una voce che racconta di nuovi impegni della cooperazione a favore del territorio, ma anche <strong>dell’orgoglio legato ad un a storia, ad una identità, ad una funzione sociale e ad un tasso di competitività che ha consentito alle 538 cooperative reggiane di resistere meglio alla crisi, di tutelare l’occupazione e, in diversi settori, di continuare a crescere anche in questi anni</strong>. E&#8217; un segnale importante quello lanciato dalle tre organizzazioni cooperative, per la prima volta riunite insieme nell&#8217;Assemblea unitaria che si è svolta il 30 novembre nella Cantina Albinea Canali di Reggio Emilia, gremita di cooperatori, amministratori pubblici e rappresentanti delle associazioni imprenditoriali reggiane.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Su tutto è emersa la <strong>consapevolezza dei nuovi e straordinari impegni cui la cooperazione è chiamata per “traghettare il Paese – ha detto Simona Caselli, presidente di Legacoop</strong> – da un’economia al servizio della finanza verso <strong>un’economia al servizio della persona</strong>”, puntando a nuove imprese e a nuovo lavoro – ha sottolineato il presidente di Confcooperative, Giuseppe Alai – nel campo della energia, del digitale, della logistica di rete, della sanità leggera, e soprattutto nell’ambito della <strong>costruzione di un nuovo sistema di welfare e di una vera scienza economica di comunità che si fondi sulla sussidiarietà tra pubblico e privato sociale”.</strong> L&#8217;Assemblea unitaria della cooperazione reggiana è stata anche organizzata come significativa conclusione dell&#8217;Anno internazionale delle coope-rative promosso dall&#8217;Onu, a testimonianza di quanto venga ritenuta importante la forma cooperativa per uscire dall&#8217;attuale crisi economica e sociale. &#8220;A Reggio Emilia – ha ricordato il presidente di Agci, Mauro Veronesi – è iniziata con l’Assemblea unitaria il cammino per la costruzione di quella Alleanza delle Cooperative che già si è realizzata a livello nazionale come strumento di lavoro comune sulle proposte e sulle istanze cooperative: un movimento che, nel mondo conta un miliardo di soci (tre volte il numero degli azionisti delle spa), 2.000 miliardi di dollari di fatturato (se la co-operazione fosse una nazione, rappresenterebbe la nona potenza economica mondiale) e 100 mi-lioni di occupati (1.341.000 in Italia, con un +7,2% contro il -1,2% registrato nel Paese)&#8221;.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">I risultati, anche a Reggio Emilia, sono indiscutibilmente buoni, anche se vi sono settori (e in primo luogo l’edilizia) che pagano comunque il costo della crisi. Superata la stretta del 2009, quando si registrò un calo del 2,3% del valore della produzione, il fatturato ha ripreso a crescere, con un +8,43% nel 2009 e un ulteriore +5,3% nel 2011, portandosi così a 8,542 miliardi. La peculiarità tutta reggiana emerge con evidenza dal raffronto con i dati nazionali: <strong>le cooperative aderenti alle tre centrali contribuiscono per il 12% alla formazione del valore aggiunto provinciale (in Italia la quota si attesta al 7,7%), mentre l’incidenza sull’occupa-zione (17.068 i lavoratori reggiani nelle coopera-tive, il 61,7% dei quali rappresentato da donne) è pari al 7,3% rispetto al 4,8% nazionale.</strong> Forte anche di queste cifre, dalla cooperazione reggiana (autentica risorsa nella crisi e contro la crisi, come l‘ha definita Carlo Borzaga, docente di Politica economica all’Università di Trento e presidente di Euricse, partono ora nuovi impegni e sollecitazioni. Per le centrali cooperative <strong>è intanto intollerabile, soprattutto a Reggio Emilia, che continui la pratica delle gare al massimo ribasso, cui spesso si legano anche fenomeni di criminalità organizzata, così come è necessaria una più forte azione di contrasto della illegalità e di lotta alle false cooperative.</strong></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">E’ anche a fronte di queste situazioni che il sistema cooperativo – invitato dal Sindaco Graziano Delrio a non sottrarsi al “dovere di essere unito pur nelle diversità, divenendo così soggetto di innovazione” – punta a nuovi obiettivi di efficienza e competitività di mutualità interna ed esperta, di superamento di anacronistici approcci ideologici alla cooperazione.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">“Oggi – sono state le conclusioni dell’Assemblea dei cooperatori reggiani – per la responsabilità che ci compete nel produrre reddito e distribuirlo equamente, per i nuovi bisogni economici e sociali del territorio, per aprire nuove vie di fiducia e solidarietà, ancor più siamo chiamati a fare il massimo possibile e non, come altrove accade, il minimo indispensabile”.</p>
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		<title>&#8220;Il futuro della cooperazione, il futuro del territorio&#8221;:  il 30 novembre l&#8217;Assemblea unitaria della Cooperazione reggiana</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 11:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">&#8220;Il futuro della cooperazione, il futuro del territorio. Problemi, prospettive e valore dell&#8217;esperienza cooperativa nella realtà locale&#8221;: è questo il tema dell&#8217;importante appuntamento del <strong>30 novembre prossimo, quando si riunirà la prima Assemblea unitaria della Cooperazione reggiana.</strong> Proprio nell&#8217;Anno internazionale delle cooperative, Agci, Confcooperative e Legacoop, che hanno dato vita a livello nazionale all&#8217;Aci, Alleanza delle cooperative italiane, si riuniranno insieme anche a Reggio Emilia. L&#8217;Assemblea unitaria si terrà a partire dalle 9:30 alla Cantina Albinea Canali, in via Tassoni 213 a Canali di Reggio Emilia. Sarà una occasione importante per presentare e riflettere sul bilancio delle azioni cooperative in terra reggiana, sulle risposte alla crisi economica, sulle condizioni necessarie alla ripresa e sui programmi finalizzati allo sviluppo.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Aprirà i lavori Mauro Veronesi, presidente Agci di Modena e Reggio Emilia. Seguiranno le relazioni introduttive di Simona Caselli, presidente Legacoop, e Giuseppe Alai, presidente Confcooperative. Sono poi previsti gli interventi del sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio e del presidente della Camera di Commercio Enrico Bini. Verrà presentato anche il &#8220;<strong>Bilancio della Cooperazione reggiana&#8221;, sui principali valori economici e sociali delle cooperative.</strong> L&#8217;Assemblea unitaria verrà conclusa da una relazione di Carlo Borzaga, docente dell&#8217;Università di Trento e presidente dell&#8217;Euricse, l&#8217;Istituto europeo di ricerca sulla cooperazione e l&#8217;impresa sociale.</span></span></p>
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		<title>Paride Allegri e la scuola convitto di Rivaltella</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2012 06:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 5 ottobre è scomparso Paride Allegri, protagonista della lotta partigiana come comandante di brigata della 76ma Sap Angelo Zanti, &#8220;figura di assoluto rilievo umano...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 5 ottobre è scomparso Paride Allegri</strong>, protagonista della lotta partigiana come comandante di brigata della 76ma Sap Angelo Zanti, &#8220;figura di assoluto rilievo umano e militare tra tutte le forze della Resistenza reggiana&#8221; (così lo ha ricordato Istoreco), personalità di grande spessore culturale e politico.<br />
<strong>Tra i primi ad occuparsi di tematiche ambientali e pacifiste, fu consigliere comunale per i Verdi a Reggio Emilia e nel 1999 diede vita a Montalto di Vezzano, dove viveva da anni, al &#8220;Centro per la riconciliazione dei popoli&#8221;.</strong> Allegri va ricordato anche per la sua significativa esperienza nel mondo cooperativo, che lo vide protagonista nei primi anni del dopoguerra. A questo riguardo è interessante leggere una preziosissima intervista allo stesso Allegri curata da Giovanna Boiardi, e pubblicata sul numero 103 dell&#8217;aprile 2007 di Ricerche Storiche, la rivista pubblicata da Istoreco. Dall&#8217;intervista (dal titolo La scuola convitto &#8220;Rinascita&#8221; di Rivaltella. <strong>Paride racconta 1945-1948, emerge un Allegri (allora dirigente dell&#8217;Anpi) molto attivo in ambito cooperativo e nella formazione dei giovani cooperatori. &#8220;Organizzammo cooperative di trasporti – spiega Paride Allegri all&#8217;intervistatrice &#8211; utilizzando i camion tedeschi catturati o degli americani.</strong> Sorsero varie cooperative di trasporto a Reggio Emilia, perchè c&#8217;era bisogno di trasportare tutti i materiali, cooperative tutte dirette da partigiani che avevano la patente di guida. E poi organizzammo un servizio tra tutti i trasportatori dell&#8217;alta Italia. Chi aderiva a questa organizzazione si doveva fermare in certi punti della città per caricare le persone che si trasferivano dall&#8217;alta Italia. Era una specie di supplemento ai servizi di Stato (&#8230;&#8230;&#8230;). Poi abbiamo favorito la nascita delle cooperative di consumo, delle cooperative di muratori. Abbiamo stimolato tutto il movimento cooperativo, partecipando alla sua rinascita. L&#8217;Anpi &#8211; prosegue Allegri &#8211; ha organizzato una cooperativa di operai che si chiamava Motomeccanica, che aveva raggiunto la capacità di costruire persino delle imbarcazioni per il Po, dei veri e propri motoscafi; questa azienda era stata promossa, tramite me, dall&#8217;Anpi, ed era a sviluppo tecnologico avanzato e doveva essere un punto di guida per lo sviluppo. Funzionò per alcuni anni (&#8230;&#8230;&#8230;.). Dopo aver creato queste cose, trovavo un dirigente a cui affidavo tutto l&#8217;andamento&#8221;. Paride Allegri contribuisce poi alla nascita di cooperative anche nelle campagne (ricordiamo che era un agronomo), come la cooperativa agricola del Campovolo, che gestiva tutta la terra di quell&#8217;area, grazie ad una assegnazione del Comando dell&#8217;Aeronautica di Padova. L&#8217;Anpi, nell&#8217;ambito di un progetto nazionale, <strong>incaricò poi Allegri di aprire una scuola per i partigiani e i reduci dei campi di prigionia, rivolta all&#8217;agricoltura e all&#8217;edilizia.</strong> &#8220;L&#8217;obiettivo della scuola &#8211; spiega Allegri &#8211; era anche che i ragazzi dovessero fare una vita collettiva, cioè vivere assieme. Andavano dai 16 fino ai 24, 25 anni. Era gente che aveva bisogno di imparare un mestiere. Lì dormivano, studiavano e andavano a fare attività esterna nei cantieri&#8221;. Il primo corso si tenne dall&#8217;ottobre &#8217;45 all&#8217;estate &#8217;46: la sede era il palazzo di Rivaltella, di proprietà di Guglielmo Ferrarini (e il perfezionamento dell&#8217;acquisto da parte di Ferrarini fu una vicenda complessa legata anche al suo utilizzo come scuola). &#8220;Nella scuola &#8211; prosegue Allegri &#8211; si crearono i primi dirigenti delle cooperative muratori edili. Le cooperative grosse a Reggio<br />
Emilia furono guidate dagli allievi e dai ragazzi che avevano fatto il primo corso della scuola, che si chiamava Rinascita&#8221;. Al primo corso parteciparono 60/70 ragazzi divisi nel corso di meccanica agraria e per capocantiere edile. Successivamente arrivarono quasi a 200, con tre corsi di agraria e tre per capicantiere. Paride Allegri aveva chiamato alla scuola come insegnanti e istruttori persone di valore. <strong>Tra i primi collaboratori di Allegri ci furono anche Loris Malaguzzi, Athos Porta, Rolando Cavandoli e Diano Francescotti, che ebbe un ruolo rilevantissimo nella cooperazione reggiana.</strong> Allegri lasciò la scuola nel 1949 (che proseguì l&#8217;attività fino al 1954), per dedicarsi alla nascita del Consorzio per le macchine agricole, per aiutare i contadini che avevano occupato le terre.</p>
<p style="text-align: justify;">
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