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	<title>la cooperazione reggiana &#187; cooperativa arbizzi</title>
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		<title>LA COOPERATIVA ARBIZZI TRA LE ESPERIENZE DI WORKERS BUYOUT PRESENTATE AL SEMINARIO DI ACI ED EURICSE</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2016 06:54:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Gazzotti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alleanza delle cooperative italiane]]></category>
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		<description><![CDATA[Martedì 22 marzo 2016 si è svolto a Roma il seminario “Quando i dipendenti salvano le imprese. Storie di successo e cooperazione: i workers buyout”...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 22 marzo 2016 si è svolto <b>a Roma il seminario “Quando i dipendenti salvano le imprese. Storie di successo e cooperazione: i workers buyout” organizzato da Euricse e Alleanza delle Cooperative Italiane. </b></p>
<p>Al seminario <b>per Legacoop Emilia Ovest è intervenuto il presidente della cooperativa Arbizzi, Simone Vallieri,</b> <b>che ha portato la testimonianza di un wbo nato due anni fa per esigenze di “ricambio generazionale” e che si sta affermando come un esperienza di effettivo successo</b>.</p>
<p>“Le cooperative di lavoro definite come workers buyout (WBO) o empresas recuperadas rappresentano interessanti realtà in cui i dipendenti hanno acquisito la proprietà delle imprese presso cui erano attivi e che erano state poste in liquidazione o rischiavano la chiusura. Non si tratta di un fenomeno nuovo, né in Italia né a livello internazionale poiché si è assistito a processi di conversione molto eterogenei, riportando casi di lunga occupazione così come di riconversioni assistite. Solo con la crisi tuttavia queste organizzazioni sono riuscite ad attirare l’attenzione e rimbalzare sui media che sempre più spesso riportano le storie affascinanti degli operai che salvano le aziende e i posti di lavoro con implicazioni rilevanti anche a livello socio-economico nei loro contesti di riferimento.</p>
<p>Tra gli interventi del seminario quello di <b>Maurizio Gardini</b>, copresidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, e <b>Gianluca Salvatori</b>, amministratore delegato Euricse. Erano presenti al seminario anche <b>Daniela Cervi</b> e <b>Matteo Pellegrini</b> di Legacoop Emilia Ovest.</p>
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		<title>E’ nata la cooperativa Arbizzi: un nuovo esempio di workers buyout</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2014 09:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Reggio Emilia è un po’ la capitale del workers buyout, il percorso che permette ai lavoratori di aziende in crisi o fallite di rilevare l’attività...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Emilia è un po’ la capitale del workers buyout, il percorso che permette ai lavoratori di aziende in crisi o fallite di rilevare l’attività costituendo una cooperativa. <strong>Ora la costituzione in questi giorni della nuova cooperativa Arbizzi di Corte Tegge può rappresentare una nuova frontiera del workers buyout, che vede sempre la cooperazione reggiana in prima fila.</strong></p>
<p>“Il workers buyout – spiega <strong>Daniela Cervi</strong>, responsabile dell’Ufficio economico finanziario di <strong>Legacoop Reggio Emilia</strong> – è l’affitto o l’acquisto dell’azienda da parte dei lavoratori. Negli ultimi anni di ciclo economico negativo è stato un modello particolarmente utilizzato in situazioni di crisi aziendale per rilanciare l’attività di imprese in fallimento o altra procedura concorsuale (vedi nella nostra provincia i noti casi di Greslab, Art Lining…). <strong>Ma questa della cooperativa Arbizzi è una storia del tutto diversa! Qui partiamo da un’azienda sana, con ottimi risultati di bilancio e in questo caso il workers buyout è stato utilizzato in funzione al ricambio generazionale”.</strong></p>
<p><strong>Si parte dalla Arbizzi Srl, società fondata da Emilio Arbizzi nel 1997</strong> con sede a Corte Tegge, che opera nel campo della commercializzazione di prodotti e materiali per l’imballaggio industriale. L’azienda svolge esclusivamente attività commerciale, concentrandosi prioritariamente sulla scelta di prodotti innovativi ed a sostenibilità ambientale. La capacità di stoccare elevati volumi, garantendo al proprio cliente flessibilità, rapidità e personalizzazione del servizio, rappresenta il principale vantaggio competitivo rispetto alla nutrita concorrenza.</p>
<p><strong>Il progetto della “Arbizzi società cooperativa” nasce quindi a seguito della decisone della proprietà, assistita dallo Studio Labanti e Pasini, in assenza di un ricambio generazionale diretto, di trasferire l’azienda ai propri dipendenti, essendo loro già i principali detentori del know-how ed avendo maturato negli anni di lavoro a fianco dell’imprenditore le competenze necessarie per gestire autonomamente l’azienda</strong>. La strategia progettuale è improntata alla prosecuzione delle linee guida imprenditoriali già tracciate negli ultimi 10-15 anni e mira al consolidamento della propria posizione di mercato, forte del nome e del know how e grazie all’appoggio di Legacoop e al supporto economico e finanziario del Movimento cooperativo (Coopfond e Cfi, Cooperazione Finanza Impresa) che ha favorito la nascita della cooperativa con un importante intervento finanziario sia in termini di capitalizzazione, sia di finanziamento a medio lungo termine e mettendo a disposizione i necessari strumenti di garanzia per l’accesso al credito.</p>
<p>“Tutto è iniziato – racconta Emilio Arbizzi – nella cantina di casa come ufficio, in un garage di 8 mq come magazzino, con un vecchio computer e un furgoncino di seconda mano. Con volontà e dedizione siamo pian piano cresciuti e oggi l’azienda opera in uffici spaziosi, magazzini attrezzati, e utilizza un sistema informatico aggiornato, ed ha un invidiato parco clienti e fornitori, ma specialmente è una grande squadra. Ho preferito cedere il passo ad una fiorente cooperativa, con soci i miei collaboratori, una squadra intraprendente e determinata”.</p>
<p>“<strong>Se dobbiamo esprimere due impressioni a caldo sulla situazione a nome di tutti i nostri colleghi &#8211; spiegano il presidente della cooperativa Simone Vallieri e il vicepresidente Walter Bonacini – possiamo dire che il passaggio di testimone da parte d Emilio Arbizzi ci ha riempito di orgoglio</strong>. Lavorando al suo fianco per anni in un ambiente sereno e stimolante abbiamo avuto la possibilità di crescere umanamente e professionalmente. Con grande entusiasmo da parte di tutti affronteremo questa sfida dura e ambiziosa, dimostrando con coraggio e determinazione il nostro valore sul campo”.</p>
<p>La cooperativa è stata presentata il 17 luglio nella sede di Legacoop Reggio Emilia, alla presenza dei nuovi dirigenti della cooperative di Emilio Arbizzi e di Daniela Cervi di Legacoop. Erano presenti anche diversi soci della nuova cooperativa..</p>
<p>La cooperativa Arbizzi. <strong>L’azienda impiega 18 dipendenti, oltre ad una decina di agenti operanti sul territorio, e si è progressivamente sviluppata negli anni raggiungendo un fatturato intorno ai 10 milioni di euro nel 2013 con buona redditività e un patrimonio netto superiore ai 2 milioni euro.</strong></p>
<p>L’azienda, nonostante la crisi economica generale, è stata in grado di mantenere la propria quota di mercato, consolidare i legami con la propria clientela e realizzare profitti costanti. L’attuale bacino di penetrazione commerciale è rappresentato dal Nord Italia, con fortissima preminenza dell’Emilia Romagna ed un portafoglio clienti di primordine.</p>
<p>La cooperativa ha firmato l’atto costitutivo davanti al Notaio lo scorso 26 giugno ed ha stipulato il contratto d’affitto d’azienda con la Arbizzi srl a decorrere dal 1 luglio. <strong>Tutti i 18 dipendenti della Arbizzi srl sono passati alla cooperativa, mantenendo il proprio inquadramento e le proprie condizioni retributive, e in 16 sono diventati “soci lavoratori” della nuova società.</strong></p>
<p>E’ stato nominato un consiglio di amministrazione composto da 6 membri, di cui 1 consigliere indipendente e 5 consiglieri nominati fra i soci lavoratori, scelti tra i “responsabili” delle principali aree di attività aziendale (commerciale, acquisti, amministrazione finanza e controllo, logistica), ed è stato nominato il collegio sindacale.</p>
<p><strong>Il progetto prevede l’affitto del ramo d’azienda da Arbizzi srl per la durata di 6 anni, un arco di tempo stimato congruo alle capacità della nuova cooperativa di raggiungere un equilibrio economico/finanziario tale da consentire l’investimento costituito dall’acquisizione a titolo definitivo dell’azienda. Le risorse necessarie per l’acquisto dell’azienda, saranno pressochè generate dall’autofinanziamento</strong>, nell’ipotesi estremamente realistica di conseguire nei prossimi esercizi i medesimi risultati reddituali degli anni passati.</p>
<p><strong>I soci lavoratori della Arbizzi hanno sottoscritto il capitale della nuova cooperativa nella misura di € 5.000 cadauno per un totale di 80.000 €, cui si aggiungono altri 120.000 euro di capitale sottoscritto da Emilio Arbizzi in qualità di socio finanziatore <em>(senza nessun ruolo operativo nella cooperativa)</em> e altri 100.000 euro di capitale sottoscritto da CFI</strong> (Cooperazione Finanza Impresa).</p>
<p><strong>L’intervento finanziario del sistema cooperativo si completa poi con il finanziamento deliberato da Coopfond <em>(Fondo di Promozione Cooperativa di Legacoop)</em> per ulteriori 290.000 euro.</strong></p>
<p>L’idea è in definitiva quella di portare avanti un’attività che ha un mercato rilevante ed in cui la capacità di soddisfare il cliente garantendo un servizio rapido, personalizzato e flessibile, rappresenta un assoluto punto di forza da preservare.</p>
<p>Si sottolinea poi come il “marchio” Arbizzi costituisca un valore aggiunto ed è quindi stato mantenuto nella denominazione della nuova cooperativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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