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	<title>la cooperazione reggiana &#187; coopbox</title>
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		<title>LA COOPERAZIONE REGGIANA IL 9 OTTOBRE AD EXPO 2015  CON IL PROGETTO CITY OF COOPERATION</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 06:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il progetto City of Cooperation, realizzato dall&#8217;Alleanza delle Cooperative Italiane di Reggio Emilia (Agci, Legacoop e Confcooperative), è stato presentato il 9 ottobre ad Expo 2015, nella piazzetta dell&#8217;Emilia-Romagna.</strong> L&#8217;iniziativa è stata realizzata nell&#8217;ambito della settimana ad Expo del Comune di Reggio Emilia, iniziata proprio il 9 ottobre, che vuole presentare le sue eccellenze, fra tradizione classica e innovazione, con eventi, opportunità di incontro e percorsi del progetto <strong>‘WE A-RE \ Reggio Emilia per Expo 2015′</strong>: si tratta di una presenza che qualifica la città e il suo territorio, in particolare con le eccellenze del sistema agroalimentare, ma anche di innovazioni come le proposte del <strong>Food Innovation Program.</strong></p>
<p><strong>In un programma come questo non poteva mancare la cooperazione reggiana, che con City of Cooperation ha realizzato un progetto finalizzato proprio a collocare le sue eccellenze in un contesto internazionale.</strong> La giornata è stata intensa, ed è iniziata con il saluto di <strong>Luca Bosi, presidente dell&#8217;Alleanza delle Cooperative Italiane di Reggio Emilia.</strong> Bosi ha spiegato il significato della presenza ad Expo: quello di rappresentare la cooperazione reggiana in un contesto internazionale di grande respiro. <strong>&#8220;Vogliamo esprimere &#8211; ha detto Bosi &#8211; il senso di innovazione della forma di impresa cooperativa e di prospettiva verso il futuro. City of Cooperation ha anche l&#8217;obiettivo di mettere in rete la nostra migliore cooperazione con il tessuto economico internazionale.</strong> Il nostro auspicio è quello che nascano opportunità vere per le nostre cooperative: dal necessario radicamento provinciale e nazionale è necessario che riescano a sviluppare un rapporto sempre più intenso con i mercati internazionali, come peraltro già diverse importanti cooperative reggiane sono riuscite a fare&#8221;.</p>
<p><strong>Nel corso della giornata è stato presentata l&#8217;esperienza del Food Innovation Program</strong>, che proprio a Reggio Emilia sta sviluppando progetti innovativi nel settore dell&#8217;alimentazione. Sono poi intervenuti per presentare le attività e i progetti delle loro cooperative e imprese <strong>Giuseppe Begani di Car Server (Gruppo Ccfs)</strong>, leader nel settore del noleggio di flotte aziendali e gestione della mobilità alle imprese, <strong>Sandra Raffaini di Coopbox</strong>, importante azienda del Gruppo<strong> Ccpl</strong> attiva nel packaging alimentare e nei sistemi di confezionamento per alimenti freschi, <strong>Francesca Benelli</strong> della cooperativa sociale <strong>Il Bettolino</strong>, che produce basilico e altre piante aromatiche per la Grande Distribuzione e per aziende alimentari, <strong>Alberto Bassoli</strong>, della storica <strong>Cooperativa Ortolani</strong>, che associa imprenditori e cooperative agricole e commercializza prodotti freschi e cotti al forno e <strong>Roberto Salsi</strong> di <strong>Sacabus</strong>, cooperativa che opera nel settore dell&#8217;autonoleggio e del trasporto persone. Tutta la giornata è stata accompagnata dalla musica del progetto <strong>&#8220;Sprecosistem&#8221;</strong> della cooperativa sociale <strong>Lunezia,</strong> un gruppo musicale che usa strumenti realizzati con oggetti riciclati, e dalle esibizioni dei danzatori di <strong>Let&#8217;s Dance.</strong></p>
<p>Il progetto City of Cooperation, realizzato con la collaborazione dell&#8217;Associazione culturale Ics, ha visto l&#8217;adesione di 70 cooperative ed è stato pensato come canale comunicativo in vista di Expo 2015. Ha visto la realizzazione di diverse iniziative, tra cui una mostra sulla cooperazione reggiana a Spazio Gerra e di un portale web come vetrina di singole cooperative.</p>
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		<title>LE ECCELLENZE DI REGGIO EMILIA AD EXPO: IL 9 OTTOBRE L’INIZIATIVA DELLA COOPERAZIONE “CITY OF COOPERATION”</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2015 07:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 9 al 13 ottobre Reggio Emilia sarà a Expo Milano 2015, rappresentata dalle sue eccellenze, fra tradizione classica e innovazione, nella Piazzetta dedicata alla Regione Emilia-Romagna</strong>, con molti eventi, opportunità di incontro e percorsi del progetto ‘WE A-RE \ Reggio Emilia per Expo 2015′: una presenza che qualifica la città e il suo territorio. <strong>Ovviamente si tratta di eccellenze gastronomiche e di prodotti Dop, ma anche di innovazioni (una per tutte, le proposte di Food Innovation Program), di realtà cooperative, di paesaggio, oltre che di arte e musica.</strong></p>
<p>Viene allestito uno spazio-atelier dove poter partecipare direttamente ad attività e competizioni studiate per esaltare i prodotti esposti. Non mancheranno momenti di narrazione e spettacoli con i burattini di Otello Sarzi, le proposte tematiche di ReggioNarra, interventi musicali pregevoli: dai percussionisti dell’Istituto Peri-Merulo e dal coro delle mondine, al D’Esperanto Duo.</p>
<p>Intanto, è tempo di primi e provvisori bilanci sulle ricadute di Expo 2015 a Reggio Emilia: dall’inaugurazione di metà maggio sino a fine agosto, sono state 20mila le presenze alla mostra ‘NOI. Storie di comunità, idee, prodotti e terre reggiane’ a cura di Luca Molinari, allestita al Palazzo dei Musei nell’ambito dello stesso programma ‘WE A-RE \ Reggio Emilia per Expo 2015′. Al netto dei visitatori di Reggio Children, 120 sono state le delegazioni legate ad Expo che hanno visitato Reggio Emilia nello stesso periodo, con un migliaio di persone provenienti da Paesi esteri.</p>
<p>Alla conferenza stampa di presentazione del programma di Piazzetta Expo sono intervenute Serena Foracchia, assessore alla Città internazionale e Natalia Maramotti, assessora alle Attività produttive e turismo.</p>
<p><strong>Il primo giorno, il 9 ottobre, nella piazzetta sarà presente la cooperazione reggiana con “Food &amp; Innovation”, i prodotti di City of Cooperation</strong> (Il progetto di <strong>Alleanza delle Cooperative Italiane di Reggio Emilia</strong> in vista di Expo). Il programma di animazione della Piazzetta prevede un giorno di attività per presentare il territorio cooperativo della provincia di Reggio Emilia con i suo prodotti agroalimentari partendo dal portale City of Cooperation e dai percorsi di visita in esso contenuti. <strong>Saranno presenti Coopbox con gli imballaggi per alimenti, Il Bettolino con le sue piante aromatiche, Coop Ortolani con i prodotti orticoli, Progeo con le farine per l&#8217;alimentazione umana e animale, Cantine Riunite &amp; Civ con i suoi vini, Lattemilia con il burro Nobile e il Parmigiano Reggiano, Cila con i suoi allevamenti, la produzione di carni e lattierocasearia. L&#8217;attività prevede intervalli di performance artistiche quali esibizioni musicali dei Sprecosistema che utilizzerà strumenti riciclati per esibirsi in cover di celebri brani e coreografie di danza contemporanea di Laura Matano del Ltd &#8216;Dance Projet</strong> sulle note del Battagliero di Pattaccini in versione noir e de L&#8217;ultima luna di Dalla.</p>
<p>“<strong>Possiamo prevedere una buona visibilità delle proposte di Reggio Emilia a Piazzetta Expo – ha detto l’assessore Foracchia</strong> – sia per l’efficacia delle iniziative programmate, che sono in grado di rendere riconoscibili con immediatezza le nostre eccellenze, sia perché esse vanno ‘in scena’ in ottobre, mese di affluenza massiccia di visitatori all’Expo. Non a caso, quando si trattò di decidere il periodo di rappresentanza di Reggio e dell’Emilia-Romagna all’Expo, scegliemmo ottobre sapendo che sarebbe stato prevedibilmente un mese assai vivace. Reggio Emilia – ha proseguito Foracchia – partecipa a Piazzetta Expo come sistema territoriale, con associazioni, attori diversi, pubblici e privati, oltre che attraverso la stessa Amministrazione comunale e grazie all’eccellente lavoro compiuto dalla Regione Emilia-Romagna. Il cammino di questi mesi compiuto da Reggio Emilia per Expo 2015 è un modello di lavoro in rete, fondato su governance, relazioni e spirito di iniziativa, che ci sarà utile portare avanti anche dopo Expo e quindi nel nostro futuro”.</p>
<p>“<strong>La nostra città si presenta a Expo in una veste poliedrica e, sia pur nella sintesi, esaustiva – ha detto l’assessora Maramotti – Ci presentiamo puntando sull’attrattività del nostro territorio, certamente dal punto di vista agroalimentare, ma non solo.</strong> Il programma propone infatti il Tricolore come elemento distintivo della nostra città, in cui è nato: un veicolo identitario che ci connette in maniera immediata al nostro Paese e al mondo.</p>
<p>Nella Piazzetta Expo saranno realizzati vari eventi a cura del Comune di Reggio Emilia e di numerosi soggetti partner dell’iniziativa: Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Reggio Children, Istituzione Scuole e Nidi d’infanzia, Alleanza delle cooperative di Reggio Emilia, Cna, Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano, Istituto Cervi, Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Istituto musicale Peri-Merulo, Proloco di Albinea.</p>
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		<title>CITY OF COOPERATION: I PRIMI APPUNTAMENTI A SPAZIO GERRA</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 12:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono già diverse le iniziative in programma che verranno organizzate nell&#8217;ambito dell&#8217;esposizione City of Cooperation di Spazio Gerra.</strong> Dopo la performance della cooperativa sociale <strong>Augeo</strong>, che il 29 marzo ha organizzato “Nice to meet you“, letture animate in inglese per bambini, la cooperativa <strong>Spumanteria Classica Italiana “All’Opera”</strong> <strong>presenterà il 9 e il 23 aprile alle 20:30 due degustazione/riflessione sulle &#8220;bollicine&#8221; italiane.</strong> La cooperativa sociale <strong>Lunezia</strong> il 10 aprile, alle 15:00, organizzerà il <strong>laboratorio di musica riciclata</strong>. Sabato 11 aprile alle 18:00 la cooperativa sociale<strong> Il Bettolino</strong> presenterà i suoi rinomati prodotti come il basilico, il rosmarino e altre piante aromatiche.</p>
<p><strong>Archeosistemi ha in programma due iniziative</strong>: il 18 aprile alle 18:30 su Archeologia e topografia e il 30 aprile alle 18:00 il seminario &#8220;I morti che parlano, i vivi che ascoltano: cosa possiamo capire dei popoli antichi da sepolture e necropoli&#8221;. Il 23 aprile alle 14:30 è in programma una iniziativa di <strong>Coopbox</strong> sull&#8217;uso e il recupero degli imballaggi.<strong> La rete delle cooperative La Collina, La Quercia e La Vigna organizzerà il 28 aprile alle 21:00 un incontro sull&#8217;agricoltura biodinamica</strong> con focus enologico. Il 29 aprile alle 21:00 la cooperativa <strong>Caire Pro organizzerà un incontro sulle opportunità di sviluppo per una cultura mediopadana di area vasta nel dopo Expo.</strong></p>
<p>Sono poi già in programma diverse visite a Spazio Gerra di numerose scuole e studenti che partecipano a<strong> Bellacoopia</strong>. Anche <strong>Legacoop e Confcooperative</strong> hanno allo studio alcune iniziative unitarie all&#8217;interno di Spazio Gerra.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’assemblea dei soci di CCPL sc approva il bilancio di esercizio 2013</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 14:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’Assemblea dei soci di Ccpl Sc, holding del Gruppo, ha approvato il 30 giugno il bilancio consolidato dell’esercizio 2013 che registra un valore della produzione di 760 milioni di Euro e una perdita netta di 101 milioni che include un risultato operativo negativo per 27,7 milioni e accantonamenti ai fondi rischi e oneri per circa 68,4 milioni</strong>. Tali risultati sono stati certificati, insieme all’intero bilancio che conserva le caratteristiche della continuità, dalla società di revisione KPMG.</p>
<p><strong>Con il rinnovo del vertice aziendale, avvenuto nel marzo del 2014, ha preso avvio un nuovo corso strategico che ha come obiettivi finali la trasformazione di Ccpl in una holding di partecipazione a servizio del mondo cooperativo</strong> che prevede alcuni capisaldi fondamentali quali: una spiccata autonomia gestionale delle società controllate, l’apertura della proprietà del Gruppo a nuovi soci, l’integrazione con altri soggetti cooperativi di analogo profilo strategico, la focalizzazione delle partecipazioni in alcuni settori e la semplificazione e razionalizzazione delle cariche e degli amministratori.</p>
<p><strong>I risultati dell’esercizio 2013 hanno reso necessario imprimere una accelerazione alla svolta strategica e segnare una forte discontinuità, come dimostrano le scelte adottate di adeguare il valore delle partecipazioni all’effettivo valore di mercato</strong>. Di particolare rilievo l’accantonamento operato a fronte della probabile applicazione di una sanzione da parte della Commissione Europea in materia di antitrust dovuta ad un procedimento avviato nel 2008 nell’ambito del settore del Fresh Food Packaging.</p>
<p><strong>Gli amministratori di Ccpl Sc hanno inteso appostare nel bilancio della capogruppo un fondo specificamente dedicato a tale sanzione per un importo complessivo di 45 milioni, nei limiti richiesti dai principi contabili, che si è andato ad aggiungere agli altri fondi rischi. Con questa operazione la holding del Gruppo si è assunta direttamente a proprio carico l’intero onere della sanzione, per evitare di farla gravare sui bilanci delle singole società del Gruppo Coopbox.</strong> Gli amministratori confidano comunque di poter ottenere una significativa riduzione della eventuale sanzione grazie alle iniziative legali e negoziali intraprese presso la Commissione Europea.</p>
<p>Poiché l’esito del bilancio d’esercizio 2013 è in gran parte riconducibile a poste di natura straordinaria si ritiene che le iniziative intraprese garantiscano la ordinaria continuità operativa del Gruppo: da sottolineare, in particolare, l’avvio di importanti investimenti in innovazione di prodotto e la dismissione di alcuni assets ritenuti non più strategici, con positive conseguenze sul piano dell’equilibrio finanziario ed un limitato impatto sociale, riconducibile alla possibile continuità delle attività dismesse assicurata da importanti cooperative, per minimizzare il quale è già stato avviato in ogni caso un confronto con le Rappresentanze sindacali.</p>
<p><strong>Il Gruppo, infine, ha avviato già da alcuni mesi un trasparente confronto con le banche di riferimento al fine di ottenere la conferma delle attuali linee finanziarie. Poiché non è richiesta nuova finanza, gli amministratori confidano di consolidare l’accordo entro l’estate.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Successo della giornata conclusiva del Mic, con la presentazione del libro di Pertini sulla cooperazione</title>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2014 08:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è svolta con successo il 23 maggio alla Cantina Albinea Canali la giornata conclusiva del Mic, il corso per dirigenti cooperativi di Legacoop organizzato...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si è svolta con successo il 23 maggio alla Cantina Albinea Canali la giornata conclusiva del Mic, il corso per dirigenti cooperativi di Legacoop organizzato dalla Scuola di Alta Formazione Cooperativa Qua.Dir. E’ stato un evento particolarmente significativo anche per la presentazione del volume “La Cooperazione” di Sandro Pertini</strong>. L’importanza dell’iniziativa è stata suggellata dalla partecipazione del nuovo presidente nazionale di Legacoop <strong>Mauro Lusetti</strong>, nella prima uscita a Reggio Emilia a pochi giorni dalla sua elezione. Presenti anche i presidenti di Legacoop Modena, Parma e Reggio Emilia, <strong>Lauro Lugli</strong>, <strong>Andrea Volta</strong> e <strong>Simona Caselli</strong>.</p>
<p><strong>Particolarmente interessante la presentazione del libro di Pertini sulla cooperazione, tratto dalla sua tesi di laurea discussa nel 1924</strong> presso l’Istituto di Scienze Sociali Cesare Alfieri di Firenze, e pubblicato dalle Edizioni Ames. Alla discussione sono intervenuti <strong>Gianluigi Granero</strong>, presidente Legacoop Liguria, <strong>Sebastiano Tringali</strong>, curatore del volume, <strong>Patrizia Battilani</strong>, docente di Storia Economica all’Università di Bologna, <strong>Umberto Voltolina</strong>, presidente della Fondazione Pertini, <strong>Simona Caselli</strong> e <strong>Mauro Lusetti</strong>. Nel dibattito è stato affrontato l’approccio alla cooperazione del giovane Pertini e il ruolo di rinnovamento morale e rigenerazione che ad essa affidava. “I fatti ci dimostrano – scrive Pertini – che insieme ai vantaggi materiali scaturiscono dalle cooperative dei considerevoli vantaggi morali per l’operaio e, quello che ci importa per la nostra tesi, i fatti stanno a dimostrare ancora che dove le cooperative sono forti, alimentate dal soffio della fede in una idea generosa, hanno assunto, anche, un più gagliardo sviluppo e una potenzialità più resistente”.</p>
<p><strong>Molto partecipata e interessante la parte dedicata al Mic, coordinata da Raffaella Curioni, presidente d Qua.Dir, e da Giorgio Invernizzi, dell’Università Bocconi di Milano, con la presentazione dei project work degli allievi del Mic Emilia (giunto alla 8ª edizione) e del Mic Romagna (alla sua 3 ª edizione).</strong></p>
<p>“Oggi si concludono le due edizioni del Mic realizzate in Emilia Romagna il corso di management per l’impresa cooperativa &#8211; afferma Raffaella Curioni, presidente di Qua.Dir &#8211; che abbiamo organizzato insieme alle leghe territoriali ed alle cooperative di Legacoop Emilia Romagna. Questo progetto partito nel 2006 arriva oggi all’ottava edizione in Emilia ed alla terza in Romagna. Otto anni sono molti, vista l’ampiezza e l’accelerazione dei cambiamenti economici intervenuti nel frattempo. <strong>Questo progetto ha rappresentato fin dall’inizio un salto di qualità della formazione in ambito Legacoop, poi ha accompagnato le modificazioni che sono avvenute nei fabbisogni formativi cooperativi e adesso si confronta con una radicale trasformazione dei contesti competitivi delle nostre imprese</strong>. Nelle ultime edizioni abbiamo definito meglio la questione del ricambio generazionale, declinandolo anche come aggiornamento manageriale avanzato per tutto il management dell’impresa, poiché le cooperative hanno acquisito la consapevolezza che la formazione manageriale può diventare stabilmente uno strumento di programmazione e di gestione delle risorse umane in azienda. Si è passati da una impostazione psicologica delle dinamiche relazionali ad una legata alla sperimentazione progettuale per gruppi di lavoro, attività conclusiva dei Mic che oggi rappresenta un valore aggiunto del corso rispetto a qualsiasi altro prodotto. Così si è creata una storia comune tra gli oltre 200 frequentatori dei Mic, che è conoscenza reciproca e intercooperativa e che tende a continuare nel tempo”.</p>
<p><strong>Molto sensibile al tema della formazione e al ruolo del Mic si è dichiarato il presidente Mauro Lusetti. “La formazione del capitale umano, forti valori e la costruzione di un pensiero lungo – ha affermato il presidente di Legacoop – sono i pilastri fondamentali per il rilancio del nostro meraviglioso paese, a cui la cooperazione può dare un grande contributo”.</strong></p>
<p>Quest’anno poi con un grande sforzo progettuale e di contenuto Legacoop Emilia Romagna, insieme alle leghe provinciali, ha dato vita alla Scuola di Alta Formazione Cooperativa gestita da Qua.Dir che sta lavorando con le cooperative per dare vita ad un nuovo pensiero cooperativo cioè un “pensiero” originale che produce il suo “modello di comportamento” formativo basandosi sui riferimenti valoriali della Cooperazione che tende a costruire un modello educativo finalizzato a “sviluppare competenze per creare valore” (“competenze” tecniche, organizzative e comportamentali; ”valore” sia in senso economico che sociale; quindi non competenze valide in sé ma necessarie alla business idea cooperativa).</p>
<p>“I destinatari della Scuola – prosegue Raffaella Curioni – sono i manager cooperativi. Ci si chiede se esiste un manager “cooperativo” (che cioè amministra imprese no-profit = non-per-il-profitto) diverso dal manager di una impresa di capitali. Diciamo che il contenuto professionale inteso come “tecnico” è lo stesso, ma il contenuto professionale allargato ai valori e al comportamento è diverso. Perciò una formazione rivolta a questo tipo di manager deve essere diversa da quella generica. Queste considerazioni hanno portato la Scuola di Alta Formazione Cooperativa ad adottare una architettura didattica (che affronta tecniche, processi, principi) coerente, in grado di capitalizzare le esperienze interne e di introdurre le innovazioni che vengono dall’esterno. <strong>L’identità della Scuola è quindi di essere complementare con la formazione già sviluppata autonomamente dalle imprese, e di essere trasversale ai settori o alle aree di competenza</strong>. La scuola di Alta Formazione Cooperativa – Quadir non propone solo corsi ma fornisce all’impresa strumenti per progettare il proprio futuro. In una impresa cooperativa c’è un diverso modello di convenienza rispetto al modello capitalistico perché non contempla solo una convenienza economica (dividendo, stipendio, fornitura, prezzo) ma anche una convenienza sociale (scambio mutualistico, durata nel tempo, reputazione, ambiente). Si può dire che l’impresa cooperativa cura maggiormente il capitale intangibile di quanto non faccia l’impresa privata. In questo modo è più naturalmente aperta ad alcune innovazioni che si stanno affermando come atout competitivi (ad esempio l’enfasi sulla leadership più che sulla semplice amministrazione dell’impresa; una leadership che fornisca una visione ai componenti dell’organizzazione; una leadership che si allarghi progressivamente; una leadership trasformazionale, che coltiva le risorse e fa crescere gli altri non solo sé stessa). La Scuola ha come punto di forza quello di contribuire insieme alle imprese ad un nuovo pensiero cooperativo”.</p>
<p>32 sono i nuovi manager al corso. Le aziende aderenti al Mic Emilia ed al Mic Romagna edizione sono state: <strong>Argento Vivo, Assicoop Emilia Nord, Bilanciai, Ccpl, Cfp, CIR Food, Cmb, CoopBox, Coop Cartai Modenese, Coop Consumatori Nordest, Cpl Concordia, Csa, Csc, Emc2, Gesin, Italcarni, Unieco. Al Mic Romagna hanno partecipato: Agrisfera, Cab, Copego, Deco Industrie, Esecizio Vita, Federcoop Nullo Baldini, Fruttagel, Girogirotondo, Legacoop Romagna, Legacoop Ferrara, Zerocento.</strong></p>
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		<title>Coopbox, gruppo CCPL, premiata dal Ministero dell&#8217;Ambiente</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Nov 2013 08:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La sfida e l’opportunità di ridurre le emissioni di CO₂ durante i processi industriali e il ciclo di vita dei prodotti è diventato un bando nazionale promosso e finanziato dal Ministero dell’Ambiente che ha premiato il progetto Carbon Footprint di Coopbox Group. Emilio De Pascale, amministratore delegato di Coopbox, è intervenuto su questo tema al convegno “Le opportunità della riduzione della CO₂ e le proposte di incentivazione” promosso da Cooperambiente – l’evento fieristico dei settori verdi delle cooperative di Legacoop – che si è tenuto in occasione della Fiera Ecomondo </strong>di Rimini.</p>
<p><strong>Coopbox Group, azienda del Gruppo Ccpl, leader in Italia e in Europa nei settori del packaging alimentare e dei sistemi di confezionamento per alimenti freschi</strong>, da sempre sensibile e attenta all’impatto ambientale delle materie prime utilizzate e dei propri cicli industriali, <strong>con il progetto sulla Carbon Footprint per la determinazione e la riduzione, o neutralizzazione, delle emissioni di gas ad effetto serra durante le fasi di vita dei prodotti, ha ottenuto il finanziamento dal Ministero dell’Ambiente</strong>. Il piano di lavoro è suddiviso in quattro fasi principali, di cui la prima dedicata all’analisi dell’impronta di carbonio di alcuni prodotti selezionati: si tratta del polistirolo espanso (XPS), dell’acido polilattico espanso (XPLA) e del polietilene tereftalato espanso (XPET), dalla produzione delle materie prime fino allo smaltimento. La raccolta e l’analisi dei dati avverrà attraverso un software creato appositamente per calcolare la Carbon Footprint di Coopbox. Nella seconda e nella terza fase del progetto verranno individuate le misure possibili per la riduzione e la neutralizzazione delle emissioni, mentre nella quarta fase saranno messe a punto le strategie comunicative destinate ad informare il consumatore circa i dati quantitativi delle azioni di miglioramento attraverso un’etichetta ambientale (già in via di delibera da parte della UE) ed ogni altro canale sarà ritenuto opportuno. Il progetto Carbon Footprint finanziato dal Ministero rientra perfettamente nelle politiche legate alla sostenibilità ambientale perseguite da Coopbox che ha sempre investito molto sulla ricerca e sullo sviluppo cercando soluzioni che avessero il minor impatto ambientale possibile. La riduzione dei pesi delle vaschette e la ricerca di materiali a minore impatto ambientale sono alla base dei programmi di innovazione di Coopbox. Infatti, il 70% della produzione è costituita da materiali espansi (XPS, XPET, XC-PET, XPLA) composti al 98% d’aria. Questo significa che ogni anno, grazie a questa tecnologia, vengono risparmiate oltre 10.000 tonnellate di plastica, pari a circa 30.000 tonnellate di CO₂.<br />
<strong>Per quanto riguarda la ricerca sui materiali, Coopbox è stata la prima società a livello europeo ad espandere il PLA, una bioplastica completamente compostabile e biodegradabile proveniente dall’amido di mais da cui è nata la pluripremiata Naturalbox</strong>. La prerogativa di utilizzare materiali riciclati, oltre a concretizzarsi nella realizzazione delle vaschette in R-PET, è stata attuata anche attraverso un progetto di efficientamento energetico dello stabilimento di Madrid che prevede l’acquisto di energia proveniente unicamente da fonti rinnovabili.</p>
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