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	<title>la cooperazione reggiana &#187; assicoop emilia nord</title>
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		<title>PRESENTATA LA GRANDE CENA DI BOOREA 2016: TRA VOLONTARIATO, GRANDI CHEF E SOLIDARIETA’ REGGIANA</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 09:43:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Quattro chef di fama indiscussa, un maestro pizzaiolo pluridecorato, un menù che celebra il territorio, un centinaio di volontari e un obiettivo comune da raggiungere all&#8217;insegna della solidarietà. È la Grande Cena organizzata da Boorea e Auser</b>, il più importante evento benefico dell&#8217;anno giunto alla <b>diciassettesima edizione</b>, che si terrà <b>mercoledì 30 novembre</b> (a partire dalle 20.15) nella <b>Sala delle Feste di Correggio</b>.</p>
<p>Il programma dell’evento è stato presentato il 10 novembre in conferenza stampa. <b>Luca Bosi</b>, presidente Boorea ha detto: “<b>L&#8217;obiettivo dell&#8217;edizione 2016 è superare gli 800 coperti e i 24mila euro di incasso. Nella prima parte del 2017 ci faremo promotori di un grande evento benefico in favore delle popolazioni del Centro Italia colpite dal sisma</b>. Viviamo in una terra straordinaria che grazie al volontariato e alla cooperazione sa dare aiuto a chi ne ha bisogno. Nessuno si tira indietro in questa eccezionale gara di solidarietà”. Alle parole di Bosi ha fatto eco il vicesindaco <b>Matteo Sassi</b>: “<b>Intelligenza e competenza al servizio di solidarietà, impegno civile e sociale. Sono queste – ha detto Sassi – le caratteristiche della nostra terra che oggi mettono in pista una nuova edizione della Grande Cena</b>”.</p>
<p>Due i progetti umanitari a cui sarà destinato l&#8217;intero ricavato della serata: Un intervento triennale a <b>Jandira</b>, vicino aSan Paolo del Brasile, per creare una scuola professionale per adolescenti a rischio. La &#8220;scuola dei mestieri&#8221; che sorgerà in un&#8217;area di circa 500 mq nei pressi di uno degli asili della ong Caritas San Francisco.</p>
<p>Il secondo progetto realizzato con la ong Gvc mira a garantire acqua pulita a 75 famiglie siriane che si trovano ancora rifugiate nella <b>Valle della Bekaa in Libano</b>.  Con l’installazione di 25 cisterne, infatti, saranno garantiti servizi igienico-sanitari e 35 litri di acqua a testa al giorno a 450 rifugiati siriani.</p>
<p>La Grande Cena inoltre offrirà un contributo alla <b>ricostruzione dell&#8217;asilo parrocchiale di Finale Emilia</b>, non ancora ultimato dopo il terremoto 2012.</p>
<p>Nelle 16 edizioni precedenti, grazie agli oltre 10.000 ospiti e ai più di 1.000 volontari mobilitati, sono stati raccolti 300.000 euro, interamente destinati a progetti di solidarietà in Brasile, Cambogia, Madagascar, Palestina, Romania, Bolivia, Argentina, nonché alle comunità emiliane colpite dal terremoto 2012.</p>
<p>Il <b>menù</b> della Grande Cena quest&#8217;anno è affidato a cinque talenti indiscussi della cucina emiliana, coadiuvati come sempre dalle <b>rezdore di Correggio</b> e da <b>decine di volontari Auser. </b> Tra gli antipasti spiccano la pizza con la mozzarella di vacche rosse e la mortadella, a cura di <b>Giovanni Mandara,</b> e la Cipolla col ripieno di uova strapazzate e pancetta piacentina, realizzata da <b>Isa Mazzocchi, </b>chef del ristorante stellato <b>La Palta di Borgonovo Val Tidone (PC)</b> e allieva del grande cuoco francese George Cogny, che tanti meriti ha avuto nel creare sublimi contaminazioni tra cucina italiana e francese<b>. </b>Perla stella Michelin <b>Massimo Spigaroli</b>, patron della antica corte Pallavicina, è un gradito ritorno alla Grande Cena dopo una presenza nel 2008. Spigaroli, anche presidente dell’associazione Chef to Chef (la sigla che riunisce i migliori cuochi e produttori emiliano-romagnoli), proporrà Gnocchi aperti Polesani mentre <b>Gianni D&#8217;Amato</b>, già due stelle Michelin al Rigoletto di Reggiolo, si cimenterà nello stinco di maiale con l’hummus di Joe Barza, uno dei più grandi cuochi libanesi. Insieme a <b>Fulvia, Federico</b> e a uno staff di fidati collaboratori, da poco più di tre anni D&#8217;Amato è alla guida del <b>Caffè Arti&amp;Mestieri di Reggio Emilia</b>, eletto miglior ristorante della provincia dalla Guida Espresso e dalla Guida del Gambero Rosso 2016.</p>
<p><b>Giovanna Guidetti, </b> titolare dell&#8217;<b>Osteria La Fefa di Finale Emilia,</b> tra gli chef più apprezzati della provincia di Modena, ritorna alla Grande Cena per proporre il dolce di Giovanna che sarà una sorpresa per l’ultimo momento. Il ristorante della Guidetti sorge nel vecchio ghetto ebraico di Finale, esattamente di fronte alla <b>Torre dei Modenesi</b> crollata in seguito alle scosse del terremoto del 2012<b>. Come sempre gli chef offriranno il proprio contributo creativo alla Grande Cena senza percepire alcun compenso. </b></p>
<p>Un evento di tale portata non sarebbe possibile senza l&#8217;aiuto delle aziende sostenitrici e degli sponsor, dei loro soci e dipendenti, dei Comuni che la sostengono, delle associazioni, dei sindacati e dei tantissimi amici e cittadini che vi prendono parte.</p>
<p>La Grande Cena è promossa da Boorea con l&#8217;ausilio di Auser, in collaborazione con il <b>Comune di Correggio</b> e il <b>Comune di San Martino in Rio</b> e con il sostegno di <b>Cantine Riunite&amp;Civ, Coop Alleanza 3.0, Alcisa, Coopservice, Coopselios, Sicrea Group, Cir-Food, CCFS, Assicoop Emilia Nord, Ambra, CCPL, Unieco, Legacoop Emilia Ovest, Progeo, City of Cooperation, Arci, Iren, e Ah bein! Bar, Proges, La Collina, La Fonte, Antonelli, Confraternita dell&#8217;Aceto Balsamico Tradizionale.</b></p>
<p><b>Aderiscono CGIL, CISL e UIL, Gvc, Associazione Giorgio La Pira, Arci Solidarietà, Federconsumatori e Associazione Don Gualdi Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato. Media partner Telereggio e Gazzetta di Reggio. </b>La Grande Cena 2016 gode del patrocinio di <b>Provincia di Reggio Emilia</b>, <b>Comune di Reggio Emilia</b> e <b>Comune di Quattro Castella</b> e ringrazia per il prezioso contributo Consorzio del Parmigiano-Reggiano e lo studio grafico Delicatessen.</p>
<p>La Grande Cena 2016 è dedicata alla memoria dei volontari Alberto Rossi, Velmore Davoli ed Enrico Giusti.</p>
<p>La quota di partecipazione è di <b>30 euro. </b>Info e prenotazioni: 0522 530909, 0522 299356, <a href="mailto:boorea@boorea.it">boorea@boorea.it</a>, <a href="mailto:portioli@ccpl.it">portioli@ccpl.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E’ RECORD ASSOLUTO ALLA GRANDE CENA DI BOOREA. HANNO PARTECIPATO PIÙ DI 800 PERSONE</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2015 08:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Tutto esaurito con oltre 800 presenze. Un record assoluto al salone delle Feste di Correggio dove il 2 dicembre si è celebrata la Grande Cena </b><b>organizzata da Boorea e Auser, </b>il più importante evento benefico di raccolta fondi della nostra provincia<b>. </b>Le cose sono andate proprio nel migliore dei modi e al netto delle spese, <b>l’eccezionale cordata composta dal mondo cooperativo e dall’associazionismo della nostra provincia è stata in grado di produrre una raccolta fondi del valore di ben 20mila euro</b>. <b>“Questi – commenta Luca Bosi, il presidente Boorea – siamo noi cooperatori emiliani, persone concrete che conoscono il valore dello stare assieme per raggiungere grandi traguardi. Impensabile un risultato così senza i volontari Auser</b> e più in generale senza una comunità ancora in grado di essere tale e di prestare ascolto ai bisogni di altri facendoli propri.”</p>
<p><b>Due i progetti umanitari che beneficeranno dell&#8217;intero ricavato della serata. Un intervento in Brasile per realizzare orti comunitari a favore di oltre 700 bambini</b> della favela di <b>Jandira, </b>a 30 km da San Paolo, dove operano <b>don Giancarlo Pacchin</b> e il reggiano <b>Claudio Melioli</b>, con il sostegno <b>del Centro Missionario Diocesano di Reggio Emilia</b> e della locale &#8220;<b>Caritas San Francisco</b>&#8221; e un secondo progetto che riguarda la <b>costruzione e il ripristino, a opera della Ong Gvc, dei servizi idrici per 15 comunità di rifugiati siriani che vivono nei campi della</b> <b>Valle della Bekaa in Libano</b>. La Grande Cena inoltre offrirà un contributo alla <b>ricostruzione dell&#8217;asilo parrocchiale di Finale Emilia</b>, non ancora ultimato dopo il terremoto 2012, e alla comunità della <b>Val di Nure</b> colpita dalla recente alluvione.</p>
<p>Il <b>menù</b> è stato affidato a tre talenti indiscussi della cucina emiliana, coadiuvati dalla giovane chef reggiana <b>Stefania Lombardi</b>, dalle <b>rezdore di Correggio</b> e dintorni e da <b>decine di volontari Auser</b>. <b>Gianni D&#8217;Amato</b>, già due stelle Michelin al Rigoletto di Reggiolo, da poco più di due anni alla guida del <b>Caffè Arti&amp;Mestieri di Reggio</b>, <b>Giovanna Guidetti,</b> dell&#8217;<b>Osteria La Fefa di Finale Emilia</b> e <b>Isa Mazzocchi</b>, chef del ristorante stellato <b>La Palta di Borgonovo Val Tidone (PC)</b> e allieva del grande cuoco francese George Cogny. <b>Gli chef hanno offerto il proprio contributo creativo alla Grande Cena senza percepire alcun compenso</b> ma riportando nelle proprie cucine grande soddisfazione, anche per quello speciale sodalizio che in questi mesi di preparazione della cena si è venuto a creare con le eccezionali volontarie.</p>
<p>Un evento di tale portata non sarebbe pensabile senza l&#8217;aiuto delle aziende sostenitrici e degli sponsor, dei loro soci e dipendenti, dei Comuni che la sostengono, delle associazioni, dei sindacati e dei tantissimi amici e cittadini che vi prendono parte.</p>
<p><b>La Grande Cena è realizzata in collaborazione con il Comune di Correggio e il Comune di San Martino in Rio e con il sostegno di Cantine Riunite&amp;Civ, Coop Consumatori Nordest, Assofood-Unipeg, Coopservice, Coopselios, Sicrea Group, CIR-Food, Ccfs, Assicoop Emilia Nord, Ambra, Ccpl, Unieco, Legacoop Emilia Ovest, Progeo, City of Cooperation, Arci, Iren Rinnovabili, Confraternita dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia e Ah bein! Bar</b>.</p>
<p>Aderiscono <b>Cgil, Cisl e Uil, Gvc, Associazione Giorgio La Pira, Arci Solidarietà, Federconsumatori e Associazione Don Gualdi Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato. Media partner Telereggio e Gazzetta di Reggio.</b></p>
<p>La Grande Cena 2015 gode del patrocinio di <b>Provincia di Reggio Emilia, Comune di Reggio Emilia e Comune di Quattro Castella</b> e ringrazia per il prezioso contributo <b>Consorzio del Parmigiano-Reggiano</b> e <b>Mr. Watson</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>BOOREA: IL 2 DICEMBRE LA GRANDE CENA 2015. TRA VOLONTARIATO, GRANDI CHEF E SOLIDARIETA’ REGGIANA</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2015 09:57:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tre chef di fama indiscussa, un menù che celebra il territorio, un centinaio di volontari e un obiettivo comune da raggiungere all&#8217;insegna della solidarietà. È...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Tre chef di fama indiscussa, un menù che celebra il territorio, un centinaio di volontari e un obiettivo comune da raggiungere all&#8217;insegna della solidarietà. È la Grande Cena organizzata da Boorea e Auser, il più importante evento benefico dell&#8217;anno giunto alla sedicesima edizione</b>, che si terrà mercoledì <b>2 dicembre</b> (a partire dalle 20.15) nella Sala delle Feste di <b>Correggio</b>.</p>
<p><b>Due i progetti umanitari a cui sarà destinato l&#8217;intero ricavato della serata. Un intervento in Brasile per realizzare orti comunitari a favore di oltre 700 bambini della favela di Jandira, a 30 km da San Paolo, dove operano don Giancarlo Pacchin e il reggiano Claudio Melioli, con il sostegno del Centro Missionario Diocesano di Reggio Emilia e della locale &#8220;Caritas San Francisco&#8221;</b>.</p>
<p><b>Il secondo progetto riguarda la costruzione e il ripristino a opera della Ong Gvc dei servizi idrici per 15 comunità di rifugiati siriani che vivono nei campi della Valle della Bekaa in Libano</b>.</p>
<p>La Grande Cena inoltre offrirà un contributo alla <b>ricostruzione dell&#8217;asilo parrocchiale di Finale Emilia</b>, non ancora ultimato dopo il terremoto 2012, e alla comunità della Val di Nure colpita dalla recente alluvione.</p>
<p><b>“La Grande Cena – ha spiegato Luca Bosi, presidente di Boorea – è una straordinaria operazione di volontariato e di cooperazione</b>. Quest’ultima nasce sulla scorta dei bisogni espressi e proprio mentre ci si interroga sul futuro e sul presente del modello cooperativo, non possiamo non ringraziare questa Cena e chi la rende possibile perché migliora le condizioni di vita di tanti che abitano in zone del mondo difficili”.</p>
<p><b>L&#8217;obiettivo dell&#8217;edizione 2015 è accogliere a tavola 700 persone e raggiungere i 20.000 euro di incasso</b>. Nelle 15 edizioni precedenti, grazie agli oltre 10.000 ospiti e ai più di 1.000 volontari mobilitati, sono stati raccolti quasi 300.000 euro, interamente destinati a progetti di solidarietà in Brasile, Cambogia, Madagascar, Palestina, Romania, Bolivia, Argentina, nonché alle comunità emiliane colpite dal terremoto 2012.</p>
<p><b>Per l’assessore Valeria Montanari la Grande Cena mostra “Solidarietà concreta, visibile e trasparente e parla di una dimensione del noi ancora molto viva a Reggio Emilia”.</b></p>
<p>Il menù della Grande Cena quest&#8217;anno è affidato a tre talenti indiscussi della cucina emiliana, coadiuvati dalle rezdore di Correggio e dintorni e da decine di volontari Auser. <b>Gianni D&#8217;Amato</b>, già due stelle Michelin al Rigoletto di Reggiolo, si cimenterà nel cubo di bolliti e nel suo pezzo forte, l&#8217;erbazzone contemporaneo. Insieme a Fulvia, Federico e a uno staff di fidati collaboratori, da poco più di due anni D&#8217;Amato è alla guida del <b>Caffè Arti&amp;Mestieri</b> di Reggio Emilia, eletto miglior ristorante della provincia dalla Guida Espresso e dalla Guida del Gambero Rosso 2016.</p>
<p><b>Giovanna Guidetti</b>, titolare dell&#8217;Osteria <b>La Fefa</b> di Finale Emilia e tra gli chef più apprezzati della provincia di Modena, proporrà due piatti della tradizione, la Torta degli ebrei e la Taccolenta degli Estensi. Il ristorante della Guidetti sorge nel vecchio ghetto ebraico di Finale, esattamente di fronte alla Torre dei Modenesi crollata in seguito alle scosse del terremoto del 2012.</p>
<p>A questi due veterani della Grande Cena si aggiunge quest&#8217;anno <b>Isa Mazzocchi</b>, chef del ristorante stellato <b>La Palta</b> di Borgonovo Val Tidone (PC) e allieva del grande cuoco francese George Cogny, che tanti meriti ha avuto nel creare sublimi contaminazioni tra cucina italiana e francese. La Mazzocchi per l&#8217;occasione reinterpreterà un piatto della cucina piacentina, i Pisarei e fasò. Come sempre gli chef offriranno il proprio contributo creativo alla Grande Cena senza percepire alcun compenso.</p>
<p>Un evento di tale portata non sarebbe possibile senza l&#8217;aiuto delle aziende sostenitrici e degli sponsor, dei loro soci e dipendenti, dei Comuni che la sostengono, delle associazioni, dei sindacati e dei tantissimi amici e cittadini che vi prendono parte.</p>
<p><b>La Grande Cena è promossa da Boorea con l&#8217;ausilio di Auser, in collaborazione con il Comune di Correggio e il Comune di San Martino in Rio e con il sostegno di Cantine Riunite&amp;Civ, Coop Consumatori Nordest, Assofood-Unipeg, Coopservice, Coopselios, Sicrea Group, Cir-Food, Ccfs, Assicoop Emilia Nord, Ambra, Ccpl, Unieco, Legacoop Emilia Ovest, Progeo, City of Cooperation, Arci, Iren, e Ah bein! Bar</b>.</p>
<p><b>Aderiscono CGIL, CISL e UIL, Gvc, Associazione Giorgio La Pira, Arci Solidarietà, Federconsumatori e Associazione Don Gualdi Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato. Media partner Telereggio e Gazzetta di Reggio</b>.</p>
<p><b>La Grande Cena 2015 gode del patrocinio di Provincia di Reggio Emilia, Comune di Reggio Emilia e Comune di Quattro Castella e ringrazia per il prezioso contributo Consorzio del Parmigiano-Reggiano e Mr. Watson</b>.</p>
<p>La Grande Cena 2015 è dedicata alla memoria dei volontari <b>Alberto Rossi</b>, <b>Velmore Davoli</b> ed <b>Enrico Giusti</b>.</p>
<p>La quota di partecipazione è di 30 euro. Info e prenotazioni: 0522 530909, 0522 299356, boorea@boorea.it, portioli@ccpl.it</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>50 ANNI DI UNIPOL A REGGIO EMILIA. LA CELEBRAZIONE AL PALABIGI, CON UNA DONAZIONE AL SANTA MARIA NUOVA</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 13:09:04 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si è tenuta il 10 ottobre al PalaBigi di Reggio Emilia la celebrazione del Cinquantesimo anniversario di Assicoop Emilia Nord</strong>, agenzia generale <strong>Unipol</strong> che oggi conta 65 punti vendita, impiega 225 persone, e gestisce 138 milioni di euro di portafoglio, nelle provincie di Reggio Emilia e Parma.</p>
<p><strong>Quella di Assicoop Emilia Nord è una storia di lungimiranza, sviluppo e impegno a tutela del benessere di persone, famiglie e imprese, che ha inizio nel 1964, quando sei funzionari di Legacoop portano a Reggio Emilia l’esperienza di Unipol, nata l’anno prima a Bologna.</strong> L’Agenzia 005, aperta in via San Pietro Martire, è per Unipol la quinta in ordine di apertura in tutta Italia. Sviluppare l’attività richiede dedizione, ma la passione non manca e ben presto Assicoop Emilia Nord (che allora si chiamava Agar, Agenzia Generale di Assicurazione Reggiana) diventa la compagnia di riferimento dei lavoratori e delle piccole e medie imprese reggiane. <strong>Nel 2012 poi prende vita Assicoop Emilia Nord frutto dell’unificazione di Assicura Spa di Reggio Emilia e Apa Parma.</strong></p>
<p>È una storia cooperativa nella quale creazione di risorse e responsabilità sociale sono sempre andate di pari passo: <strong>negli anni Assicoop Emilia Nord ha restituito memoria artistica a Reggio Emilia, finanziando il restauro dei Quadroni della Cattedrale, del sipario del Teatro Valli e di Palazzo Massa, e ha sostenuto la produzione e diffusione della cultura, entrando in “Fondazione I Teatri”. A Parma, ha sostenuto per un lungo periodo la Filarmonica Arturo Toscanini, ponendo particolare attenzione alla valorizzazione dei giovani musicisti.</strong> Assicoop Emilia Nord ha anche supportato l’associazionismo sportivo: a Reggio Emilia è memorabile la gloriosa <strong>Polisportiva Cooperatori Unipol</strong> e l’altrettanto indelebile “Gran Fondo”, che già nella prima edizione del 1973 annoverò 500 partecipanti e, con il passare degli anni, è diventata sempre più importante fino a registrare il record di partecipazione negli anni Duemila, con oltre 2600 ciclisti.</p>
<p><strong>L’impegno tangibile di Assicoop Emilia Nord verso la comunità è proseguito anche durante la serata, con una donazione di 20.000 euro all’Arcispedale Santa Maria Nuova per l’acquisto di apparecchiature tecnologiche per la diagnostica e la terapia chirurgica del tumore al fegato.</strong></p>
<p>“Crediamo che soprattutto nel difficile momento che il nostro Paese attraversa &#8211; ha sottolineato il presidente di Assicoop Emilia Nord <strong>Lino Versace</strong> nel corso del suo intervento – sia giusto e importante che storie come questa vengano raccontate e che su di essa si rifletta per comprendere che l’antitesi tra efficienza manageriale e solidarietà è un falso problema, perché il successo che la storia di Unipol racconta a Reggio dimostra che al contrario le due cose sono strettamente legate fra loro”. Alla celebrazione ha partecipato il presidente del Gruppo Unipol <strong>Pierluigi Stefanini</strong>, il sindaco di Reggio Emilia <strong>Luca Vecchi</strong>, mentre le conclusioni sono state affidate al presidente nazionale di Legacoop,<strong> Mauro Lusetti</strong>. Particolarmente toccante il momento nel quale sono salite sul palco le tre impiegate che nel 1964 erano presenti all’inaugurazione della prima agenzia a Reggio Emilia, e il loro incontro con tre nuove leve del 2014, pronte a prendere il testimone per portare nel futuro l’impegno di Unipol.</p>
<p>C’è stato spazio anche per il divertimento con gli show di<strong> Paola Cortellesi</strong> ed <strong>Elio e le Storie Tese</strong>, mentre il pubblico in sala – presenti tanti clienti Unipol &#8211; si è divertito a commentare con foto e post caricati sui social con l’hashtag #50assicoopen.</p>
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		<title>Successo della giornata conclusiva del Mic, con la presentazione del libro di Pertini sulla cooperazione</title>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2014 08:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si è svolta con successo il 23 maggio alla Cantina Albinea Canali la giornata conclusiva del Mic, il corso per dirigenti cooperativi di Legacoop organizzato dalla Scuola di Alta Formazione Cooperativa Qua.Dir. E’ stato un evento particolarmente significativo anche per la presentazione del volume “La Cooperazione” di Sandro Pertini</strong>. L’importanza dell’iniziativa è stata suggellata dalla partecipazione del nuovo presidente nazionale di Legacoop <strong>Mauro Lusetti</strong>, nella prima uscita a Reggio Emilia a pochi giorni dalla sua elezione. Presenti anche i presidenti di Legacoop Modena, Parma e Reggio Emilia, <strong>Lauro Lugli</strong>, <strong>Andrea Volta</strong> e <strong>Simona Caselli</strong>.</p>
<p><strong>Particolarmente interessante la presentazione del libro di Pertini sulla cooperazione, tratto dalla sua tesi di laurea discussa nel 1924</strong> presso l’Istituto di Scienze Sociali Cesare Alfieri di Firenze, e pubblicato dalle Edizioni Ames. Alla discussione sono intervenuti <strong>Gianluigi Granero</strong>, presidente Legacoop Liguria, <strong>Sebastiano Tringali</strong>, curatore del volume, <strong>Patrizia Battilani</strong>, docente di Storia Economica all’Università di Bologna, <strong>Umberto Voltolina</strong>, presidente della Fondazione Pertini, <strong>Simona Caselli</strong> e <strong>Mauro Lusetti</strong>. Nel dibattito è stato affrontato l’approccio alla cooperazione del giovane Pertini e il ruolo di rinnovamento morale e rigenerazione che ad essa affidava. “I fatti ci dimostrano – scrive Pertini – che insieme ai vantaggi materiali scaturiscono dalle cooperative dei considerevoli vantaggi morali per l’operaio e, quello che ci importa per la nostra tesi, i fatti stanno a dimostrare ancora che dove le cooperative sono forti, alimentate dal soffio della fede in una idea generosa, hanno assunto, anche, un più gagliardo sviluppo e una potenzialità più resistente”.</p>
<p><strong>Molto partecipata e interessante la parte dedicata al Mic, coordinata da Raffaella Curioni, presidente d Qua.Dir, e da Giorgio Invernizzi, dell’Università Bocconi di Milano, con la presentazione dei project work degli allievi del Mic Emilia (giunto alla 8ª edizione) e del Mic Romagna (alla sua 3 ª edizione).</strong></p>
<p>“Oggi si concludono le due edizioni del Mic realizzate in Emilia Romagna il corso di management per l’impresa cooperativa &#8211; afferma Raffaella Curioni, presidente di Qua.Dir &#8211; che abbiamo organizzato insieme alle leghe territoriali ed alle cooperative di Legacoop Emilia Romagna. Questo progetto partito nel 2006 arriva oggi all’ottava edizione in Emilia ed alla terza in Romagna. Otto anni sono molti, vista l’ampiezza e l’accelerazione dei cambiamenti economici intervenuti nel frattempo. <strong>Questo progetto ha rappresentato fin dall’inizio un salto di qualità della formazione in ambito Legacoop, poi ha accompagnato le modificazioni che sono avvenute nei fabbisogni formativi cooperativi e adesso si confronta con una radicale trasformazione dei contesti competitivi delle nostre imprese</strong>. Nelle ultime edizioni abbiamo definito meglio la questione del ricambio generazionale, declinandolo anche come aggiornamento manageriale avanzato per tutto il management dell’impresa, poiché le cooperative hanno acquisito la consapevolezza che la formazione manageriale può diventare stabilmente uno strumento di programmazione e di gestione delle risorse umane in azienda. Si è passati da una impostazione psicologica delle dinamiche relazionali ad una legata alla sperimentazione progettuale per gruppi di lavoro, attività conclusiva dei Mic che oggi rappresenta un valore aggiunto del corso rispetto a qualsiasi altro prodotto. Così si è creata una storia comune tra gli oltre 200 frequentatori dei Mic, che è conoscenza reciproca e intercooperativa e che tende a continuare nel tempo”.</p>
<p><strong>Molto sensibile al tema della formazione e al ruolo del Mic si è dichiarato il presidente Mauro Lusetti. “La formazione del capitale umano, forti valori e la costruzione di un pensiero lungo – ha affermato il presidente di Legacoop – sono i pilastri fondamentali per il rilancio del nostro meraviglioso paese, a cui la cooperazione può dare un grande contributo”.</strong></p>
<p>Quest’anno poi con un grande sforzo progettuale e di contenuto Legacoop Emilia Romagna, insieme alle leghe provinciali, ha dato vita alla Scuola di Alta Formazione Cooperativa gestita da Qua.Dir che sta lavorando con le cooperative per dare vita ad un nuovo pensiero cooperativo cioè un “pensiero” originale che produce il suo “modello di comportamento” formativo basandosi sui riferimenti valoriali della Cooperazione che tende a costruire un modello educativo finalizzato a “sviluppare competenze per creare valore” (“competenze” tecniche, organizzative e comportamentali; ”valore” sia in senso economico che sociale; quindi non competenze valide in sé ma necessarie alla business idea cooperativa).</p>
<p>“I destinatari della Scuola – prosegue Raffaella Curioni – sono i manager cooperativi. Ci si chiede se esiste un manager “cooperativo” (che cioè amministra imprese no-profit = non-per-il-profitto) diverso dal manager di una impresa di capitali. Diciamo che il contenuto professionale inteso come “tecnico” è lo stesso, ma il contenuto professionale allargato ai valori e al comportamento è diverso. Perciò una formazione rivolta a questo tipo di manager deve essere diversa da quella generica. Queste considerazioni hanno portato la Scuola di Alta Formazione Cooperativa ad adottare una architettura didattica (che affronta tecniche, processi, principi) coerente, in grado di capitalizzare le esperienze interne e di introdurre le innovazioni che vengono dall’esterno. <strong>L’identità della Scuola è quindi di essere complementare con la formazione già sviluppata autonomamente dalle imprese, e di essere trasversale ai settori o alle aree di competenza</strong>. La scuola di Alta Formazione Cooperativa – Quadir non propone solo corsi ma fornisce all’impresa strumenti per progettare il proprio futuro. In una impresa cooperativa c’è un diverso modello di convenienza rispetto al modello capitalistico perché non contempla solo una convenienza economica (dividendo, stipendio, fornitura, prezzo) ma anche una convenienza sociale (scambio mutualistico, durata nel tempo, reputazione, ambiente). Si può dire che l’impresa cooperativa cura maggiormente il capitale intangibile di quanto non faccia l’impresa privata. In questo modo è più naturalmente aperta ad alcune innovazioni che si stanno affermando come atout competitivi (ad esempio l’enfasi sulla leadership più che sulla semplice amministrazione dell’impresa; una leadership che fornisca una visione ai componenti dell’organizzazione; una leadership che si allarghi progressivamente; una leadership trasformazionale, che coltiva le risorse e fa crescere gli altri non solo sé stessa). La Scuola ha come punto di forza quello di contribuire insieme alle imprese ad un nuovo pensiero cooperativo”.</p>
<p>32 sono i nuovi manager al corso. Le aziende aderenti al Mic Emilia ed al Mic Romagna edizione sono state: <strong>Argento Vivo, Assicoop Emilia Nord, Bilanciai, Ccpl, Cfp, CIR Food, Cmb, CoopBox, Coop Cartai Modenese, Coop Consumatori Nordest, Cpl Concordia, Csa, Csc, Emc2, Gesin, Italcarni, Unieco. Al Mic Romagna hanno partecipato: Agrisfera, Cab, Copego, Deco Industrie, Esecizio Vita, Federcoop Nullo Baldini, Fruttagel, Girogirotondo, Legacoop Romagna, Legacoop Ferrara, Zerocento.</strong></p>
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