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	<title>la cooperazione reggiana &#187; antonella reggianini</title>
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		<title>IL CONGRESSO NAZIONALE DI LEGACOOPSOCIALI. ELEONORA VANNI PRESIDENTE</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Nov 2017 08:52:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto dal 15 al 16 novembre a Roma <b>il 4°Congresso nazionale di Legacoopsociali</b>: un Congresso molto partecipato &#8211; presenti oltre 300 delegati &#8211; che ha <b>visto l&#8217;elezione di Eleonora Vanni come  nuova presidente nazionale di Legacoopsociali</b>. Già vicepresidente vicaria uscente e responsabile Legacoopsociali Toscana, Vanni succede a <b>Paola Menetti</b> che è stata presidente nei precedenti tre mandati, fin dalla nascita di Legacoopsociali.</p>
<p>Toscana, dopo aver lavorato in campo artistico, Eleonora Vanni entra nella cooperazione sociale ricoprendo ruoli di direzione e presidenza. Dal 2007 in Legacoop Toscana, ad oggi è presidente di Copas della Regione Toscana e vicepresidente di Coopfond.</p>
<p>“La cooperazione sociale vive quotidianamente la condizione di prossimità alle aspirazioni – ha dichiarato Vanni &#8211; e alle preoccupazioni delle persone, non prescinde dalla presenza dell’altro e dall’ascolto e non può astrarre il suo ruolo, anche politico, di partecipazione attiva all’esistenza degli altri e delle comunità pena il perdere l’identità. <b>Occorre oggi – ha aggiunto &#8211; per affrontare la sfida dell’innovazione sociale, un’organizzazione competente con una leadership consapevole, credibile che agisca con coraggio, in grado di interpretare il presente e altresì gestire i processi per catturare le energie che vengono dagli utenti e dalle comunità di riferimento per trasformarle in proposte innovative</b>”.</p>
<p>Presente al congresso di Roma una folta delegazione delle cooperative sociali di <b>Legacoop Emilia Ovest</b>. L&#8217;Assemblea, oltre a nominare <b>Alberto Alberani</b> vicepresidente vicario, ha eletto la nuova Direzione nazionale, di cui fanno parte nove cooperatori di Legacoop Emilia Ovest: <b>Loretta Losi</b> (Legacoop Emilia Ovest), <b>Michela Bolondi</b> (Proges), <b>Antonella Reggianini</b> (Accento), <b>Francesca Benelli</b> (Il Bettolino), <b>Roberto Mainardi</b> (Ambra), <b>Gianni Calabrese</b> (Coopselios), <b>Fabrizio Ramacci</b> (Orto Botanico), <b>Fabrizio Orioli</b> (Emc2).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A REGGIO EMILIA NASCE ACCENTO, GRAZIE ALLA FUSIONE DI DUE IMPORTANTI IMPRESE, ARGENTO VIVO E SOLIDARIETÀ 90.</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Sep 2017 07:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 21 settembre i soci delle cooperative sociali Argento Vivo e Solidarietà 90 si sono riuniti in assemblea straordinaria per deliberare il progetto di fusione...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Il 21 settembre i soci delle cooperative sociali Argento Vivo e Solidarietà 90 si sono riuniti in assemblea straordinaria per deliberare il progetto di fusione</b> che sarà operativo dal 1 dicembre 2017. <b>Accento, questo il nome della nuova cooperativa, nasce con un fatturato di quasi 10 milioni di euro, un organico di oltre 450 dipendenti</b> tra soci e lavoratori (circa l’ 80% assunti con contratto a tempo indeterminato) ed <b>opererà nelle province di Reggio Emilia, Modena, Bologna, Parma e Vercelli</b>. La volontà della cooperativa è quella di crescere, creare nuovi posti di lavoro, innovare e sviluppare nuovi progetti.</p>
<p><b>Il punto di partenza di Accento è come cooperativa di tipo A</b> (socio assistenziale ed educativo) <b>ma in programma nell’anno 2018 vi è anche l’apertura della cooperativa di tipo B</b> (inserimento lavorativo) al fine di integrare i servizi sul territorio ed essere più organici nell’offerta a famiglie, Comuni, Enti Locali, Fondazioni e rafforzare le collaborazioni con altre aziende del Terzo Settore. <b>La cooperativa andrà a coprire settori quali educazione, sostegno, formazione, inserimento lavorativo, comunicazione, inclusione sociale, sostegno alla genitorialità, servizi culturali e ludici</b>.</p>
<p>L’idea è quella di accompagnare i nostri utenti lungo l’intero percorso scolastico fino all’inserimento nel mondo del lavoro, supportando in modo continuativo il percorso evolutivo di ragazzi, bambini e genitori sino all’acquisizione di autonomie e competenze sempre maggiori. Vogliamo essere un partner che offre servizi educativi e sociali in modo integrato, competente e flessibile per i territori nei quali operiamo con un’attenzione particolare all’innovazione e al progresso.</p>
<p>“<b>Noi crediamo nei soci e nella cooperazione – spiegano le presidenti Antonella Reggianini ed Elena Bertolini al termine delle votazioni – abbiamo scelto di intraprendere questa strada tutti insieme, incontrandoci, confrontandoci e cooperando</b>. Crediamo davvero che Accento possa essere un motore di sviluppo e innovazione per la cooperazione Reggiana”.</p>
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		<title>Il congresso regionale di Legacoopsociali</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Oct 2013 13:15:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è tenuto il 15 ottobre a Bologna il Congresso di Legacoopsociali Emilia-Romagna, un settore che sviluppa complessivamente un miliardo di euro di fatturato e...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si è tenuto il 15 ottobre a Bologna il Congresso di Legacoopsociali Emilia-Romagna</strong>, un settore che sviluppa complessivamente un miliardo di euro di fatturato e occupa 27.000 lavoratori, nella gran parte soci, in 230 cooperative. Gestisce servizi rivolti a persone anziane, disabili, minori, e asili nido; inserisce al lavoro, attraverso le cooperative di tipo b, persone svantaggiate.</p>
<p><strong>Un comparto che ha tenuto nonostante la crisi “anche per le scelte fatte dalla Regione Emilia-Romagna – ha ricordato il responsabile regionale di Legacoopsociali Alberto Alberani – che ha messo in sicurezza i servizi a disabili e anziani aumentando l’Irpef di una quota che va dallo 0,2 allo 0,5%, destinando gli introiti al Fondo regionale per la non autosufficienza</strong>. Qualcosa di simile va fatto per i nidi – ha incalzato Alberani –, che sono un brand dell’Emilia-Romagna nel mondo, al pari della Ferrari e del Parmigiano-Reggiano, un servizio insostituibile per le famiglie e per i bambini che rischia di svuotarsi per via dei costi».</p>
<p>Alla Regione Alberani ha chiesto un cambio di passo nella coprogettazione dei servizi, in particolare aggiustando il meccanismo di accreditamento per quelli rivolti ad anziani e disabili e «prevenendo alcune nostalgiche velleità di inappropriate e costose re-internalizzazioni dei servizi». <strong>Un richiamo forte alla Regione è stato fatto anche per la nuova legge regionale sulla cooperazione sociale che, ha ricordato Alberani, “è attesa da due anni e che vorremmo vedere approvata entro dicembre”.</strong></p>
<p>Alberani ha anche delineato i settori di sviluppo di nuova cooperazione, anche in relazione con altre realtà cooperative, «come è successo con Fare Mutua, elaborata assieme a Unipol Salute e Coop; nella prospettiva di affiancare le cooperative di abitanti, trasformandole in cooperative sociali di abitanti; elaborando nuovi prodotti che alleggeriscano i conti per le pubbliche amministrazioni garantendo ai cittadini gli stessi servizi e, anzi, migliorandoli».</p>
<p>Su tutto questo pesa la spada di Damocle dell’innalzamento, previsto dalla legge di stabilità, dell’Iva per le cooperative sociali dal 4 al 10%: «Una manovra assurda: l’80% delle nostre attività viene realizzato per conto delle pubbliche amministrazioni – ha ricordato Alberani –. Lo stato incasserebbe il 6% in più e le amministrazioni territoriali dovrebbero pagare il 6% in più: una situazione insostenibile che porterebbe, a livello nazionale, alla scomparsa di 42.000 posti di lavoro e al venire meno di servizi essenziali per 500.000 persone».</p>
<p><strong>Nel corso dei lavori, che hanno visto la conferma di Alberani alla guida di Legacoopsociali Emilia-Romagna, è stata presentata da Luciano Marangoni di Coopfond la ricerca “Cooperazione sociale Legacoop in Emilia Romagna dal 2009 al 2013” che ha evidenziato sia la tenuta del comparto, pur diminuendo la redditività; sia una forte spinta progettuale e innovativa accompagnata da una efficace opera di riorganizzazione interna.</strong></p>
<p>Nel corso dell’assemblea, sono intervenuti anche il neo presidente regionale di Legacoop <strong>Giovanni Monti, Riccardo Breveglieri </strong>del Forum del Terzo Settore dell’Emilia-Romagna, <strong>Daniela Bortolotti</strong>, della Segreteria regionale Cgil, l’assessore regionale alle Politiche Sociali <strong>Teresa Marzocchi</strong>. Ha concluso il congresso <strong>Paola Menetti</strong>, presidente nazionale di Legacoopsociali.</p>
<p>Sono stati eletti nella nuova direzione regionale 14 rappresentanti della cooperazione sociale reggiana: <strong>Francesca Benelli</strong> (Il Bettolino), <strong>Elena Bertolini </strong>(Solidarietà 90),<strong> Claudia Melli </strong>(Zora), <strong>Monica Venturi </strong>(Pineta), <strong>Guido Saccardi, Ester Schiaffonati </strong>e <strong>Katia Cuoghi </strong>(Coopselios), <strong>Roberto Mainardi </strong>(Ambra), <strong>Antonella Reggianini </strong>(Argento Vivo), <strong>Luciana Artoni </strong>(Il Poliedro), <strong>Rosanna Bacci </strong>(Il Ginepro), <strong>Piero Giannattasio </strong>(Lo Stradello), <strong>Diego Malmassari </strong>(Camelot), <strong>Carlo Possa </strong>(Legacoop).</p>
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		<title>Legacoop: le cooperative sociali di Modena,Reggio Emilia, Parma e Piacenza riunite al Museo Cervi per l’assemblea precongressuale</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Oct 2013 13:18:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si sono riunite il 4 ottobre al Museo Cervi di Gattatico le cooperative sociali aderenti a Legacoop delle province di Modena, Reggio Emilia, Parma e...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si sono riunite il 4 ottobre al Museo Cervi di Gattatico le cooperative sociali aderenti a Legacoop delle province di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, in vista dei prossimi impegni congressuali regionale e nazionale.</strong> E’ un settore, quello della cooperazione sociale, che ha assunto sempre più importanza nel mondo cooperativo e nelle politiche di welfare: un settore che negli anni è costantemente cresciuto, mantenendo alti gli standard qualitativi dei servizi erogati, e garantendo elevati livelli di occupazione, in particolare femminile e giovanile.</p>
<p>Sono 224 le cooperative sociali aderenti a Legacoopsociali in Emilia-Romagna, dati 2012, attive sia nel settore socio-sanitario ed educativo che nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. I soci sono oltre 51.500, e 26.100 gli addetti, per un fatturato di 963.760.420 euro. Dati molto significativi, che testimoniano l’importanza e il ruolo fondamentale della cooperazione sociale nella nostra regione. Solo a Reggio Emilia le 36 cooperative di Legacoop, con oltre 5000 soci, creano occupazione per 5368 lavoratori e un fatturato di 194.633.992 euro.</p>
<p><strong>L’Assemblea ha anche effettuato un minuto di silenzio per le vittime di Lampedusa, e approvato un documento sulla strage nei mari della Sicilia e sui problemi dell’immigrazione e dei rifugiati.</strong></p>
<p><strong>Nell’assemblea congressuale, presieduta dalla presidente di Legacoop Reggio Emilia Simona Caselli, sono stati toccati molti questioni calde che toccano da vicino la cooperazione sociale e il sistema del welfare. Innanzitutto quella degli effetti disastrosi che causerà dal 2014 l’aumento dell’Iva al 10% per le prestazioni socio-sanitarie ed educative effettuate dalle cooperative sociali.</strong> Contro questo aumento la cooperazione sociale sta lottando da tempo, anche con l’appoggio di moltissime amministrazioni locali. <strong>Altro tema spinoso è quello della recente Legge regionale di riforma delle Asp</strong>, criticata unitariamente dalla cooperazione sociale, in particolare per la norma che permetterà alle Asp di ricominciare ad assumere personale, andando contro le disposizioni legislative nazionali che bloccano il turn over nei servizi delle Amministrazioni Pubbliche. Se così sarà, la cooperazione sociale rischia di vedere ridotti i propri spazi, guadagnati con un’alta professionalità, degli operatori e delle imprese, e con un’attenta gestione economica e organizzativa. <strong>E’ stata poi sollecitata la veloce approvazione della nuova Legge regionale sulla cooperazione sociale, che dopo due anni di discussioni e confronti sembra essersi impantanata tra problemi politici e di interpretazioni delle norme.</strong> Attenzione è stata data alla funzione delle cooperative di inserimento lavorativo, e in particolare al ruolo che queste svolgono in rapporto con le amministrazioni pubbliche e le aziende di servizi pubblici come Iren e Hera, alla luce anche della nuova normativa regionale sull’ambiente. Le cooperative sociali hanno poi sottolineato il grande sforzo organizzativo avviato dall’applicazione dell’accreditamento.</p>
<p>All’assemblea del Museo Cervi, che è stata aperta dalla relazione del responsabile regionale di Legacoopsociali <strong>Alberto Alberani</strong>, hanno partecipato anche i presidenti di Legacoop Modena <strong>Lauro Lugli </strong>e di Legacoop Parma <strong>Andrea Volta</strong>, oltre ai responsabili territoriali delle cooperative sociali <strong>Catia Toffanello </strong>(Modena), <strong>Carlo Possa </strong>(Reggio Emilia), <strong>Alberto Araldi </strong>(Parma) e <strong>Fabrizio Ramacci </strong>(Piacenza). Sono intervenute nel dibattito diversi rappresentanti delle cooperative delle quattro province.</p>
<p><strong>Nel corso dell’Assemblea sono stati eletti i delegati che parteciperanno al Congresso nazionale di Legacoopsociali di Roma del 7 e 8 novembre. Sono: Guido Saccardi, Ester Schiaffonati e Katia Cuoghi (Coopselios), Roberto Mainardi (Ambra), Elena Bertolini (Solidarietà 90, Claudia Melli (Zora), Monica Venturi (Pineta), Antonella Reggianini (Argento Vivo), Luciana Artoni (Il Poliedro), Rosanna Bacci (Il Ginepro), Piero Giannattasio (Lo Stradello), Diego Malmassari (Camelot), Francesca Benelli (Il Bettolino), Carlo Possa (Legacoop).</strong></p>
<p>La fase congressuale per le cooperative sociali di Legacoop  cade in un momento molto particolare, sia per la crisi economica che per la situazione politica. Da una parte ci sono i risultati lusinghieri di questo settore: tutte le fonti, interne ed esterne, confermano che nella crisi la cooperazione sociale non solo ha tenuto, ma ha mantenuto una significativa capacità di crescere, con importanti risultati sul versante occupazionale, in particolare quello femminile</p>
<p>Ma nel contempo ci si trova davanti al taglio progressivo, fino al sostanziale azzeramento, dei Fondi nazionali per le politiche sociali, per la non autosufficienza, per la famiglia, per l’infanzia, per le politiche giovanili, per l’immigrazione; alla riduzione forte dei trasferimenti agli Enti Locali, che gli stessi principalmente destinavano ai servizi sociali; al crescente irrigidimento della spesa sanitaria; all’allungamento patologico dei tempi di pagamento pubblici, particolarmente gravoso per realtà d’impresa come le nostre, ad alta intensità di lavoro; al sensibile affievolirsi della tensione pubblica a promuovere inclusione sociale sostenendo l’inserimento al lavoro delle persone svantaggiate. Ma proprio da questa situazione, che si aggiunge alla grave crisi economica e occupazionale, nasce una nuova sfida per la cooperazione sociale: una idea di sviluppo che non scinda crescita economica da sviluppo umano, quell’idea di crescita “intelligente, sostenibile e inclusiva” disegnata dalla strategia europea EU 2020.</p>
<p>“Va in primo luogo superata quella concezione davvero vecchia e smentita dai fatti – hanno sostenuto le cooperative sociali – che considera il welfare, la tutela dell’ambiente, la cultura, quelli che sono stati chiamati beni comuni, soltanto un costo ed un “lusso” da tagliare in tempo di crisi. Sono viceversa queste attività che non si delocalizzano, hanno una elevata potenzialità di generare lavoro, e nel produrre valore economico generano fiducia nelle persone e nelle comunità e valore aggiunto di coesione sociale, e dunque promuoverne la produzione e lo sviluppo è un sostanziale e necessario investimento per la crescita. <strong>Si deve puntare ad una nuova idea di funzione pubblica: il protagonismo dei cittadini.” </strong></p>
<p>Ecco perché individuare nello Stato e nelle sue articolazioni la responsabilità esclusiva della produzione di questi beni significa con tutta evidenza negare la realtà, per le ragioni, di sostenibilità ma anche di efficacia, che a lungo abbiamo avuto modo, non da soli, di illustrare. Questo è uno dei punti salienti che caratterizza il congresso di Legacoopsociali. <strong>L’esperienza della cooperazione sociale (e della cooperazione nel suo complesso) dimostra che è possibile con lo strumento dell’impresa dare risposta alle esigenze sociali, che produrre valore per i soci (la mutualità interna storica della cooperative) può contestualmente produrre valore sociale ed economico per la collettività. Dice e dimostra che pubblico non vuol dire solo Stato, e privato non significa solo interesse particolare.</strong></p>
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