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	<title>la cooperazione reggiana &#187; alleanza delle cooperative sociali</title>
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		<title>I sindaci del PD reggiano dicono no all’aumento dell’iva per le cooperative sociali</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Sep 2013 07:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Giammaria Manghi, responsabile Enti Locali del Pd di Reggio Emilia, è intervenuto a nome dei sindaci del Partito Democratico in occasione dell’incontro del 19 settembre...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Giammaria Manghi</strong>, responsabile Enti Locali del Pd di Reggio Emilia, è intervenuto a nome dei sindaci del Partito Democratico in occasione dell’incontro del 19 settembre a Roma sull’aumento dell’aliquota Iva per le cooperative sociali</em>.</p>
<p> “<strong>Come sindaci della provincia di Reggio Emilia </strong>– scrive Manghi &#8211; <strong>guardiamo con interesse all&#8217;incontro che domani vedrà impegnati i rappresentanti del Governo in un confronto con l&#8217;Alleanza delle Cooperative Sociali, </strong>nell&#8217;Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari<strong>. In tale sede sarà richiesta la revisione dell’aumento dell’IVA dal 4% al 10%  la cui applicazione sarà prevista, ai sensi dell’art. 1 della legge di stabilità 2013, per le prestazioni sociosanitarie ed educative rese dalle cooperative sociali in esecuzione di contratti di appalto e di convenzioni in generale, a partire dal 31 dicembre 2013.</strong></p>
<p>Tale rincaro rappresenta un contraccolpo pesante per 500mila persone, appartenenti alle categorie degli anziani non autosufficienti, dei diversamente abili e dei minori, e una reale preoccupazione lavorativa per 43mila lavoratori che rischiano di perdere il proprio impiego all&#8217;interno di tali cooperative. Le cooperative sociali rappresentano un pilastro all&#8217;interno del sistema di welfare emiliano, e in generale per le regioni del Centro Nord: esse hanno praticato, nei decenni, quel principio di sussidiarietà orizzontale, a sostegno di un sistema pubblico sempre più in difficoltà e compresso tra la riduzione dei trasferimenti statali e norme stringenti, consentendo di costruire e implementare una rete di supporto e di sostegno ai servizi. Hanno tutelato il benessere delle persone con maggiori difficoltà, e rappresentano un punto di riferimento dalla forte valenza sociale anche all&#8217;interno della nostra economia, grazie alla passione, alla generosità e alla competenza degli addetti che si trovano a lavorare in un settore particolarmente delicato. Garantire i servizi essenziali di assistenza a chi ha più bisogno, per promuovere l’inclusione e la coesione sociale dei cittadini più a rischio, è infatti un obiettivo che senza l&#8217;apporto delle cooperative sociali sarebbe impossibile da raggiungere.</p>
<p><strong>Ci uniamo quindi all&#8217;appello che l’Alleanza delle Cooperative Italiane nel settore della cooperazione sociale sta promuovendo: tale aggravio di costi non rappresenterebbe unicamente un contraccolpo per il sistema dei servizi coinvolti e per la ricaduta occupazionale conseguente, ma costringerebbe i Comuni ad attuare un&#8217;inevitabile rinuncia ad alcuni servizi, a fronte di un aumento dei costi rilevante e insostenibile per le casse di molti enti.</strong></p>
<p>Ci auguriamo – conclude l’esponente del Pd – che attraverso tale giornata di lavori <strong>si possa arrivare presto a un punto di svolta e potere continuare a salvaguardare i più deboli che, in un momento di grave crisi economica e di crescenti emergenze sociali, hanno bisogno di tutta la nostra attenzione e il nostro appoggio</strong>”.</p>
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		<title>Iva per le cooperative sociali. L’Alleanza delle Cooperative Sociali scrive ai sindaci</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 09:43:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza delle cooperative sociali]]></category>

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		<description><![CDATA[«È necessario mantenere l&#8217;IVA per le prestazioni di servizi socio sanitari ed educativi resi dalle cooperative sociali al 4%. Vanno abrogati i commi 488, 489...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>«<strong>È necessario mantenere l&#8217;IVA per le prestazioni di servizi socio sanitari ed educativi resi dalle cooperative sociali al 4%</strong>. Vanno abrogati i commi 488, 489 e 490 dell’art. 1 della legge di stabilità 2013». Lo scrive <strong>Giuseppe Guerini</strong>, portavoce dell’<strong>Alleanza delle Cooperative Sociali</strong> nell’appello indirizzato ai sindaci e a tutti gli enti locali per fare fronte comune contro una scelta di finanza pubblica che non porterà nelle casse dello stato il gettito previsto.</p>
<p>«<strong>L’unico effetto sarà quello di spostare risorse dagli enti locali alle casse statali</strong>, senza alcun vantaggio reale, riducendo del 6% le prestazioni di welfare territoriale che i Comuni oggi garantiscono. Gli enti locali, infatti – si legge nell’appello – con le medesime risorse del 2013, nel 2014 forniranno meno servizi sociali agli italiani. Saranno tagliati i servizi di inclusione sociale proprio alle fasce più deboli della popolazione: almeno 500.000 persone rimarranno senza servizi».</p>
<p>L’aumento dell’IVA dal 4% al 10% (ovvero del 150%) si applicherebbe, infatti, alle prestazioni sociosanitarie ed educative rese dalle cooperative sociali in esecuzione di contratti di appalto e di convenzioni in generale. Il provvedimento è stato assunto nella legge di stabilità 2013 ha previsto che a partire dal prossimo anno passi dal 4 al 10% l’aliquota IVA di asili, RSA, assistenza domiciliare, comunità per minori, centri per disabili gestiti dalle cooperative sociali.</p>
<p>«<strong>Un’operazione di mera tecnocrazia contabile sganciata dalla realtà</strong> – si aggiunge nell’appello – se pensiamo che, quest’anno, l’Unione Europea varerà una riforma complessiva del regime IVA focalizzata proprio sui regimi degli enti pubblici e delle organizzazioni senza scopo di lucro e, quindi, bisognerà intervenire, nuovamente, a livello nazionale. Farlo ora, sbagliando, tra l’altro, aumenta il clima di incertezza».</p>
<p>«<strong>Le cooperative sociali e i Comuni – conclude Guerini – sono in prima linea nel fronteggiare le ricadute della crisi sui cittadini e nel garantire i livelli essenziali di assistenza territoriale</strong>. In Italia ci sono 12.000 cooperative sociali e loro consorzi che occupano 380.000 persone e raggiungono, con i loro servizi, oltre 6 milioni di cittadini».</p>
<p>«L’aumento dell’Iva per i servizi resi dalle cooperative sociali deve essere scongiurato perché produrrà danni enormi ai servizi erogati dalle cooperative sociali, generando una forte pressione ai Comuni – così commenta Wladimiro Boccali, delegato ANCI alla firma del Protocollo d’intesa con l’Alleanza delle Cooperative Italiane settore sociale e sindaco di Perugia – Certamente bisogna intervenire per riportare l’Iva di queste prestazioni al 4%. Come Anci condividiamo le forti preoccupazioni delle famiglie, delle cooperative sociali e delle comunità»</p>
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