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	<title>la cooperazione reggiana &#187; alleanza cooperative italiane</title>
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		<title>AGRINSIEME: “SICCITÀ, SITUAZIONE SEMPRE PIÙ DIFFICILE, MA NON SI PUÒ INTERROMPERE L’EROGAZIONE DI ACQUA ALLE AZIENDE AGRICOLE”</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jun 2017 08:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La disponibilità idrica è sempre più esigua, specie in val d’Enza che soffre del maggior deficit in regione già in periodi normali – afferma il...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“<b>La disponibilità idrica è sempre più esigua, specie in val d’Enza che soffre del maggior deficit in regione già in periodi normali – afferma il coordinatore di Agrinsieme Reggio Emilia Antenore Cervi – e che in queste settimane sta affrontando un momento di emergenza acuta. Per questo non può succedere quanto avvenuto ieri, quando Arpae ha deciso l’interruzione dell’erogazione di acqua dalla traversa di Cerezzola al canale d’Enza</b>, che è l’asta che rifornisce il territorio agricolo, all’improvviso e senza alcun preavviso”.</p>
<p>“Senz’acqua si condanna la nostra agricoltura di qualità – prosegue – quindi per quanto sia poca, occorre continuare ad erogare quanto è possibile del liquido vitale. Informati di quanto avvenuto, ci siamo subito attivati presso le autorità per riportare la situazione in termini di ragionevolezza, La decisione infatti rischiava di mettere definitivamente ko le aziende agricole della val d&#8217;Enza”.</p>
<p><b>“In mattinata – prosegue – abbiamo preso parte ad un incontro in Regione dove, grazie all&#8217;impegno di enti locali, Provincia, bonifica Emilia Centrale ed alla comprensione della situazione da parte della Regione, si è deciso di riaprire il flusso di acqua in deroga anche alle norme sul Deflusso minimo vitale. </b>E&#8217; poca quella che fluisce dall’Enza, ma vitale per le produzioni agricole: sia per i prati stabili che forniscono i foraggi alle vacche da latte (da cui poi si trae il Parmigiano Reggiano), sia per la viticoltura, che già aveva subito i danni delle gelate di aprile, e che ora deve poter disporre di acqua per un minimo di irrigazione, in modo da salvare la futura produzione, che altrimenti sarebbe anch’essa compromessa”.</p>
<p>“Diversa per fortuna è ancora la situazione del Secchia, dove si può derivare acqua in misura maggiore. Intanto il governo ha accordato alla Regione Emilia Romagna la dichiarazione dello stato di emergenza per la siccità, speriamo – conclude Cervi – questo possa consentire interventi utili ad affrontare la difficile situazione delle campagne. Rimane l’esigenza di scelte strutturali per risolvere la situazione, che non possono che essere invasi di piccole e medie dimensioni sull’asta dell’Enza, per trattenere l’acqua quando c’è”.</p>
<p><b>Il coordinamento Agrinsieme raggruppa Cia – Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri, Alleanza Cooperative Italiane del settore agroalimentare.</b></p>
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		<title>ALLEANZA COOPERATIVE ITALIANE: CONFRONTO CON FRANCESCO CLEMENTI SUL REFERENDUM COSTITUZIONALE</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 09:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alleanza cooperative italiane]]></category>
		<category><![CDATA[luca bosi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Fra quanti hanno già deciso come voteranno al referendum del 4 dicembre, il 70% dichiara di non conoscere i contenuti della riforma costituzionale: un dato...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<b>Fra quanti hanno già deciso come voteranno al referendum del 4 dicembre, il 70% dichiara di non conoscere i contenuti della riforma costituzionale</b>: un dato che sorprende, ma che deve indurre a moltiplicare ogni sforzo affinchè il voto, ma anche il dibattito che ancora si svilupperà da qui ad allora, non sia disgiunto dal merito&#8221;<br />
<b>E&#8217; così che Luca Bosi, presidente dell&#8217;Alleanza Cooperative Italiane di Reggio Emilia ha spiegato il senso dell&#8217;approfondimento sul referendum costituzionale promosso dalla stessa Alleanza con il costituzionalista prof. Francesco Clementi, protagonista del confronto che si è tenuto l’11 novembre nella sede di Confcooperative</b>.<br />
<b>Clementi ha parlato di una riforma, non aggressiva, che incide su aspetti importanti del funzionamento delle istituzioni (il bicameralismo perfetto, innanzitutto), ma non tocca la prima parte del dettato costituzionale</b> (dall&#8217;articolo 1 al 54), non tocca la forma di governo parlamentare, nè i poteri del Capo dello Stato, nè i poteri della Giustizia, rafforzando, al contrario, la giustizia costituzionale, con la Corte che, in caso di approdo della riforma, dovrà pronunciarsi preventivamente sulla legge elettorale e non, come è accaduto con il &#8220;Porcellum&#8221;, sette anni dopo la sua adozione.<br />
Il superamento del bicameralismo, secondo Clementi, coglie poi non un semplice tema di riduzione dei costi, quanto un&#8217;evoluzione storica che da una parte ha visto largamente superate le ragioni di una Camera e di un Senato che, ai tempi della &#8220;guerra fredda&#8221; vedeva contrapposti Dc e Pci e vide nascere un &#8220;bicameralismo della diffidenza&#8221; fondato su veti incrociati tra partiti e camere e, dall&#8217;altra, ha poi visto nascere e crescere un trasformismo diffuso che alimenta anche la sfiducia dei cittadini nella politica.<br />
Dal &#8217;94 ad oggi, ha ricordato Clementi, vi sono state sei elezioni, con due casi di maggioranze diverse in Camera e Senato. Una situazione, questa, che fa sì che il Governo, appena insediato, inizi le trattative per avere quel sufficiente consenso che gli valga a lavorare.<br />
<b>Con la riforma, secondo Clementi, si restituisce invece protagonismo (come previsto dalla Costituzione) ai partiti, si rilancia il valore di un voto che genera una sola maggioranza (e non due) e si contrasta il fenomeno che, in questi ultimi anni ha dato vita a tre governi guidati da premier non eletti</b>.<br />
Clementi, al tavolo dei relatori insieme ad <b>Andrea Rossi</b> (sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna), <b>Luca Bosi</b>, e <b>Matteo Caramaschi</b> (presidente di Confcooperative) ha infine osservato altri elementi della riforma legati alla maggiore trasparenza delle pubbliche amministrazioni, alla più omogenea tutela di diritti fondamentali dei cittadini (in campo sanitario, innanzitutto), al superamento dei conflitti tra Corte Costituzionale e Regioni (competenze concorrenti)  e tra Governo e Parlamento, con la fine della stagione dei decreti d&#8217;urgenza che rappresentano un abuso nei confronti del Parlamento.</p>
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		<title>APERTE LE ISCRIZIONI ALLA SCUOLA DELLE COOPERATIVE DI COMUNITA&#8217;. IL PRIMO APPUNTAMENTO A CERRETO ALPI</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2016 16:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza cooperative italiane]]></category>
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		<description><![CDATA[Inizierà il 15 e 16 gennaio con il primo appuntamento di Cerreto Alpi la seconda edizione della &#8220;Scuola di cooperazione di comunità&#8221; promossa dall&#8217;Alleanza Cooperative...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Inizierà il 15 e 16 gennaio con il primo appuntamento di Cerreto Alpi la seconda edizione della &#8220;Scuola di cooperazione di comunità&#8221; promossa dall&#8217;Alleanza Cooperative Italiane</b> con il contributo della <b>Regione Emilia-Romagna</b>. L&#8217;iniziativa &#8211; che ha una rilevanza nazionale &#8211; si inserisce nell&#8217;ambito delle attività che le centrali cooperative da tempo sviluppano per la <b>promozione di una forma d&#8217;impresa che anche in altri Paesi va prendendo corpo proprio per  il suo valore in materia di tenuta e rivitalizzazione delle aree socialmente e territorialmente più fragili</b>.</p>
<p>Al primo appuntamento a Cerreto Alpi ci saranno <b>Francesco Milza</b> (presidente Confcooperative Emilia Romagna e Alleanza delle Cooperative Emilia Romagna), <b>Giovanni Monti</b> (presidente Legacoop Emilia Romagna), <b>Gianluigi Granero</b> (presidente Legacoop Liguria e Alleanza delle Cooperative Liguria), <b>Pierlorenzo Rossi</b> (direttore Confcooperative Emilia Romagna), <b>Giuseppe Vignali</b> (direttore Parco Nazionale Appennino Tosco Emiliano), <b>Paolo Venturi</b> (direttore Aiccon), Flaviano Zandonai (Ricercatore Euricse), <b>Giovanni Teneggi</b> (direttore Confcooperative Reggio Emilia), <b>Carlo Possa</b> (Legacoop Emilia Ovest), <b>Gianluca Mingozzi</b> (direttore Federsolidarietà Emilia Romagna), <b>Donatella Basteri</b> (Cooperativa Cento Laghi), <b>Andrea Cresti</b> (Teatro Povero Monticchiello), <b>Giorgio Gambaro</b> (presidente Cooperativa Orco Feligno), <b>Clara Mazzucca</b> (presidente Famiglia Cooperativa Val di Gresta), <b>Wanda Rosà</b> (presidente Consorzio Ortofrutticolo Val di Gresta), <b>Werther Albertazzi</b> (Planimetrie Culturali), <b>Luigi Nardacchione</b> (SocialStreet Via Fondazza), <b>Paolo Rizzi</b> (LEL Università Cattolica), <b>Ilaria Dioli</b> (Università Cattolica), <b>Noemi Satta</b> (Cultura Territorio Identità), <b>Bianca Morani</b> (Osservatorio Appennino Reggiano), <b>Barbara Maffei</b> (Montagna Verde), <b>Agata Cleri</b> (ReteAppennino ParmaEst).</p>
<p>Cerreto Alpi è il paese dell’alto Appennino reggiano dove è nata ed opera una delle più significative cooperative di comunità: <b>I Briganti di Cerreto</b>. Il secondo appuntamento della Scuola è in programma il <b>29 e 30 gennaio a Succiso</b>, sempre nell’alto Appennino reggiano, dove si è costituita una delle prime cooperative di comunità italiane, la <b>Valle dei Cavalieri</b>. Le iscrizioni sono già aperte da tempo, e chi è interessato è pregato di iscriversi in tempi brevi. Informazioni e iscrizioni: Nicoletta Mavilli &#8211; 0522-812798 &#8211; e-mail: n.manvilli@unioncoop.re.it. Su Facebook: Scuola delle coop di comunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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