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	<title>la cooperazione reggiana &#187; Lessico Digitale</title>
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		<title>Start-up,&#8230; start-coop</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 08:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Grassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lessico Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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		<category><![CDATA[start-up]]></category>

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		<description><![CDATA[Lessico Digitale, sui nuovi termini dell&#8217;economia della creatività e della conoscenza e sul loro significato. &#8220;Restart Italia, perchè dobbiamo ripartire dai giovani, dall&#8217;innovazione, dalla nuova...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER"><em>Lessico Digitale, sui nuovi termini dell&#8217;economia della creatività e della conoscenza e sul loro significato.</em></p>
<p align="JUSTIFY">&#8220;Restart Italia, perchè dobbiamo ripartire dai giovani, dall&#8217;innovazione, dalla nuova impresa .</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.lacooperazionereggiana.it/wp-content/uploads/2013/01/REstartItalia.png"><img title="REstartItalia" alt="" src="http://www.lacooperazionereggiana.it/wp-content/uploads/2013/01/REstartItalia-470x140.png" width="470" height="140" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Il rapporto della task force sulle start-up del Ministero dello Sviluppo Economico (oramai passato), sembrava dimenticarsi completamente dell&#8217;esistenza delle cooperative. E anche la prima versione del Decreto-legge recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del paese” girata In fase di bozza, sembrava ripetere la medesima omissione. Risulta difficile a questo punto valutare se sia più grave ritenere questa malizia o semplice dimenticanza (sanno che esisto e non si occupano di me o non sanno nemmeno che esisto?)</p>
<p align="JUSTIFY">C&#8217;è stata forse battaglia, ma sta di fatto che nella versione definitiva del documento l&#8217;inclusione della forma cooperativa è esplicitata: “Ai fini del presente decreto, l’impresa start-up innovativa, di seguito “start-up innovativa”, è la società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente&#8230;.”.</p>
<p align="JUSTIFY">Quindi:</p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY">il governo passato, così come le persone di buon senso, ci ha detto che per risollevare l&#8217;economia sarebbe opportuno far nascere nuove imprese (le famose start-up), meglio ancora se innovative.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Queste imprese possono (e noi cooperatori diciamo “sarebbe meglio”) essere in forma cooperativa.</p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY">Dato che il decreto sviluppo sembra sopravvivere al governo Monti, non resta che farle. Il che, guardate bene, non è così banale. Soprattutto non basta dire ad altri di farne.Così come non basta stare ad aspettare che un gruppo di giovanotti abbia una idea brillante e venga di propria sponte a chiedere come si fa ad aprire una cooperativa&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Fare nuove cooperative non è un problema di altri.</strong> Per chi già vi lavora, o ha un ruolo in associazione, o in un ente del sistema cooperativo è anche un problema personale e questo perchè tra i principi su cui si fonda il sistema stesso vi sono la cooperazione tra organizzazioni, l’educazione, la formazione, l’informazione e l’impegno verso la collettività.</p>
<p align="JUSTIFY">Le start-up cooperative vanno quindi promosse. E il primo passo è iniziare a guardare intorno a noi cosa sta succedendo, cosa fanno gli altri,&#8230; <strong>non sia mai che qualcuno abbia già lavorato sul tema in modo intelligente ed efficiente.</strong> Partiamo da MindTheBridges (<a href="http://www.mindthebridge.org/">www.mindthebridge.org</a>).</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.lacooperazionereggiana.it/wp-content/uploads/2013/01/MindTheBridge.png"><img class="alignnone size-archive-thumbnail wp-image-1811" title="MindTheBridge" alt="" src="http://www.lacooperazionereggiana.it/wp-content/uploads/2013/01/MindTheBridge-470x140.png" width="470" height="140" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;">Ci interessa la loro seconda edizione della ricerca “Startups in Italy: Facts and Trends” che dà un profilo essenziale delle startup italiane. Vediamo alcune risultati:</span></p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;"><em>Le startup vengono spesso formalmente costituite solo dopo che la business idea sia stata validata e, in alcuni casi, una volta trovati i capitali necessari alla sua realizzazione. La ricerca include (nella misura del 59%) da progetti di impresa che non sono ancora stati strutturati in forma societaria. </em></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;"><em>La maggior parte delle startup italiane sia attiva in ambito Web (49%) e nell’Information and Communication Technologies-ICT (21%).</em></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;"><em>Per quanto riguarda i fattori in grado di influenzare la localizzazione di una startup, troviamo al primo posto il network di contatti (69%), seguito dalla possibilità di accedere a risorse umane altamente specializzate, come ingegneri, programmatori, manager (57%), dalla qualità della vita, dal luogo di residenza di uno dei founders (entrambe al 52%) e dalla prossimità ai centri di ricerca (40%). L’accesso al capitale (43%) si colloca solo al quinto posto, segno di come, per l&#8217;avvio e lo sviluppo d&#8217;impresa, contino soprattutto le relazioni e le competenze. </em></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;"><em>Cosa si colloca all’origine della business idea? Nel 67,3% dei casi vi è la ricerca. </em></span></p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;">Questi sono i quattro punti chiave per comprendere cosa bisogna fare per creare le condizioni affinchè si formino delle start-up:</span></p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;">Non preoccuparsi tropo della burocrazia, questa viene dopo l&#8217;idea. Quindi vanno bene i servizi di supporto e consulenza legale e fiscale, ma il primo supporto va dato nella consulenza di business.</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;">Le start-up, nella società della creatività e conoscenza, sono innovative: web, ICT, science&amp;nature. Bisogna avventurarsi su comparti nuovi e pertanto un progetto serio per promuovere nuova impresa deve coinvolgere nuove competenze (leggi: persone che hanno queste competenze).</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;">I soldi non fanno male a nessuno, ma serve soprattutto la rete, il sistema. Le start-up della società della conoscenza non richiedono grossi capitali iniziali,&#8230; ma richiedono clienti. Il più grosso aiuto che si può dare a una start-up è diventarne cliente: per farlo bisogna aprirsi all&#8217;innovazione, avviare progetti, essere disposti a comprare conoscenza e innovazione.</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;">Si parte dalla ricerca, e quindi si deve dialogare e collaborare con chi fa ricerca: l&#8217;università.</span></p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Ubuntu;">Come fare queste cose? Serve prima di tutto una convinzione: <strong>il sistema economico è in evoluzione e i comparti tradizionali in cui la cooperazione è attualmente radicata non sono nè in crisi, nè in recessione, bensì in dismissione.</strong></span></p>
<p align="RIGHT"> <span style="font-family: Ubuntu;">Le start-up sono l&#8217;occasione per non estinguersi.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.lacooperazionereggiana.it/wp-content/uploads/2013/01/RobertoGrassi.jpg"><img title="RobertoGrassi" alt="" src="http://www.lacooperazionereggiana.it/wp-content/uploads/2013/01/RobertoGrassi.jpg" width="600" height="149" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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