RISERVE IDRICHE ORMAI ESIGUE, AVVIATO UN PERCORSO PER OVVIARE ALLA SETE DELLA VAL D’ENZA: LA POSIZIONE DI AGRINSIEME

RISERVE IDRICHE ORMAI ESIGUE, AVVIATO UN PERCORSO PER OVVIARE ALLA SETE DELLA VAL D’ENZA: LA POSIZIONE DI AGRINSIEME

La situazione delle riserve idriche è allarmante; in primo luogo per l’agricoltura è di emergenza: lo è su scala nazionale come su quella regionale e provinciale, con punte maggiori nella Val d’Enza. Le precipitazioni di questi ultimi giorni in questo quadro possono rappresentare un breve sollievo (laddove non hanno fatto dei danni), ma non cambiano sostanzialmente questo dato di fatto”. Lo constata Antenore Cervi coordinatore di Agrinsieme di Reggio Emilia, il coordinamento che raggruppa Cia – Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri ed Alleanza delle Cooperative del settore agroalimentare.

E’ importante – prosegue – che di questo ci sia oggi una consapevolezza diffusa, e che a fronte di un’urgenza di risposte cui si cerca di far fronte con la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale ed i tavoli di bacino, è avviato un percorso che potenzialmente può portare ad una soluzione parziale in tempi ragionevoli e ad una soluzione effettiva nel medio periodo, sapendo che la Val d’Enza presenta un deficit ‘al campo’ di oltre 8 milioni di metri cubi d’acqua”. Intendiamo – afferma Cervi – il percorso che stanno attuando gli Enti locali, per il progetto di invaso ‘stretta delle Gazze’ sul torrente Enza”.

Dopo decenni di polemiche senza aver costruito nulla – aggiunge il coordinatore di Agrinsieme – un atteggiamento di collaborazione e condivisione tra tutti i soggetti interessati sembra finalmente aver potuto avviare un percorso che possa portare a risposte concrete. Ed è giusto da parte nostra ricordare che le proposte oggi sul tappeto sono state esplicitate il primo ottobre scorso in un convegno a Barco di Agrinsieme, con la collaborazione del Comune di Bibbiano, la condivisione dell’Unione Comuni della Val d’Enza, della bonifica Emilia Centrale, della Provincia, della Regione, fino al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. In quell’occasione si formularono le proposte, demandando agli enti locali il compito di compiere le necessarie verifiche ed attuare gli atti conseguenti; proposte che hanno il pregio di prevedere il riutilizzo di invasi esistenti, o nel caso della ‘Stretta delle Gazze’ di rimettere in cammino progetti già esistenti”.

Questo dimostra – aggiunge – che le polemiche non fanno arrivare l’acqua, e che la discussione e la condivisione di strategie ed obiettivi è una strada che offre maggiori opportunità di soluzione ai problemi. E’ utile inoltre una condivisione con la popolazione, in una realtà come la Val d’Enza dove l’uso dell’acqua vede molti soggetti impegnati, e dove gl’interventi per aumentare le riserve idriche possono portare anche benefici diffusi all’economia ed al territorio”.

“Un grazie per l’impegno a risolvere l’annoso problema e per il lavoro che stanno facendo – conclude Cervi – va quindi rivolto da parte nostra al Sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, al commissario della bonifica Emilia Centrale Franco Zambelli, al presidente della Provincia Giammaria Manghi ed alla Regione, nella speranza che tale lavoro trovi sbocchi positivi”.